
bambini al cinema
Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008
Dove oggi c’è la Sidis, nella zona del mercato coperto, c’era una cinema. Si chiamava Supercinema Italia ma per tutti era “Il Pidocchietto”. Dalle attuali dimensioni del supermercato si può intuire che non era un cinema molto grande. Si entrava attraverso un minuscolo ingresso sulla destra, da cui partivano due piccole rampe di scale: una portava a quella che si poteva chiamare la galleria, che constava di una decina di posti di fianco alla cabina di proiezione, e l’altra scendeva nella platea. Fuori era sempre funzionante un altoparlante che trasmetteva l’audio dei film che venivano proiettati all’interno, per invogliare le persone ad entrare. Ero un bambino, mi ricordo che mi colpì molto sentire pezzi dell’Aida cantata dalla Tebaldi, mentre all’interno si proiettava il film interpretato dalla Loren. Abituato ai film western e di cappa e spada mi chiedevo che razza di film poteva essere? Chissà se la mia passione per l’opera lirica è partita da lì!?
Il pavimento era un tappeto di sementine e noccioline, e l’aria una nuvola di fumo messa in risalto dal fascio di luce della macchina da proiezione. Di frequente davano il doppio programma e, per noi bambini, era l’occasione per passare tutto il pomeriggio al cinema senza dover rivedere due volte lo stesso film.
A volte c’erano anche spettacoli pomeridiani nei giorni feriali che erano molto frequentati perché non c’era la televisione o la play station, le nostre case non erano accoglienti come oggi e, a parte i giochi di strada, il cinema era l’unico passatempo.
Frequentavo la seconda media in una villetta in Via Marconi dove oggi c’è l’omonimo Hotel e il gestore del cinema aveva affisso le locandine di due film per un doppio programma pomeridiano in un giorno di scuola. Alle due in punto si era radunato un discreto numero di bambini e adolescenti, ognuno con le trenta lire per il biglietto. Tutti scalpitavamo per entrare. Uscì il gestore del cinema che esordì dicendo: “Mi dispiace bambini, ma mi hanno inviato solo uno dei due film che erano in programma. Voi cosa avreste preferito vedere, il film di cow boys o il film di Zorro?”. Un scelta plebiscitaria venne urlata: ”Zorro!!!!”.
“Cari bambini siete stati fortunati perché mi hanno mandato proprio il film di Zorro!”. Tutti abbiamo capito la presa per i fondelli, ma la voglia di passare un due ore a sognare davanti al grande schermo ha messo in secondo piano quello che oggi verrebbe considerato un sopruso ed una violazione dei diritti dell’infanzia degni di una telefonata al Telefono Azzurro…
di Giuseppe Tirincanti