
Tratto da Cubia n° 63 – Giugno/Luglio 2006
Vanzini: per decidere conta solo l’aspetto economico
Il dibattito in corso sul tema della farmacie comunali, ci ha portato a porre alcune domande a Gianfranco Vanzini, voce autorevole della nostra città.
Cosa pensa della possibilità che l’amministrazione comunale “venda” le farmacie comunali?
Attualmente il cittadino non vede differenze tra la gestione delle farmacie comunali e quelle private. Non svolgono dunque alcun ruolo che le dia un valore differente da quello puramente economico. Se venderle può consentire al nostro comune di abbassare la quota di debito e quindi di interessi che andiamo a pagare ogni anno, non vedo quali ostacoli possano esserci alla loro alienazione. Lo spartiacque fra opportunità a vendere oppure no è data da un semplice calcolo matematico. Se l’utile delle gestione diretta è inferiore all’importo degli interessi risparmiabili l’operazione è positiva per la città. Se invece si verifica il contrario l’operazione non è da fare né oggi ne fra un po’ di tempo.
Ma se venisse formulato un progetto alternativo di gestione delle farmacie comunali che ne amplifichi il ruolo sociale, varrebbe la pena, per lo meno aspettare, per vedere come va?
Circa l’opportunità di un programma speciale di gestione delle farmacie per fornire servizi particolari, mi sembrerebbe un doppione delle varie istituzioni che già esistono e che, se funzionano, possono benissimo assolvere anche questi eventuali altri compiti. L’importante è che funzionino. Duplicare le Istituzioni non mi sembra saggio.
di Alessandro Fiocca