Festa per i 10 anni di Cubia

SABATO 7 AGOSTO 2010 – PIAZZA MERCATO – FESTA PER I 10 ANNI DELLA RIVISTA CUBIA

Programma

Il mensile Cubia, che viene pubblicato a Cattolica dal 2000, festeggia il suo decimo anno di vita regalando agli appassionati della musica d’autore un appuntamento di prestigio.

La Festa, che si svolgerà sabato 7 agosto in Piazza Mercato con il patrocinio del Comune di Cattolica, prevede nel pomeriggio, a partire dalle 18, l’esibizione di un Coro di bambini della Scuola Elementare e una performance della cantante Laura De Biagi. Il clou della Festa di Cubia è costituito dal concerto serale di Pippo Pollina, cantautore siciliano ancora poco conosciuto in Italia, ma molto noto ed apprezzato all’estero, in particolare nei paesi d’oltralpe (Svizzera, dove risiede da 25 anni, Belgio, Olanda e Germania, dove è stato premiato come artista dell’anno nel 2009).

La storia musicale di Pollina, considerato a ragione uno dei migliori esponenti della canzone d’autore italiana, ha inizio nei primi anni ’80 con il gruppo folk “Agricantus”. Dopo una breve ma intensa esperienza giornalistica nella sezione giovanile de “I Siciliani”, il giornale diretto da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia a Catania, Pippo Pollina lascia Palermo e l’Italia e, a 22 anni, comincia a girare per l’Europa come artista di strada, fino a quando viene notato da un famoso cantautore svizzero, Linard Bardill, con il quale stringe un sodalizio umano ed artistico che continua ancora oggi a distanza di oltre 20 anni. Nella sua carriera artistica vanta molte importanti collaborazioni con famosi artisti internazionali, tra cui: Franco Battiato, Van Morrison, Tracy Chapman, gli Inti Illimani, Konstantin Wecker, Georges Moustaki, Charlie Mariano, Josè Feliciano, Angelo Branduardi, Nada. La sua vasta produzione musicale, che spazia tra temi intimistici e temi impegnati: Peppino Impastato, il golpe cileno, la guerra in Kossovo, il dramma di Chernobyl, la caduta del Muro, la strage di Borsellino, ecc., è racchiusa in circa 20 CD. Testi poetici e vere e proprie invettive contro le ingiustizie di tutti i tipi; raffinate strutture armoniche e melodiche; bella e calda voce da cui trasudano impegno e passione civile: le canzoni di Pippo Pollina sono un concentrato di tutto questo. Nel 2007, per l’inaugurazione a Bologna del Museo della musica, in cui ripercorre le tappe della tragedia, di cui ricorre quest’anno il 30° anniversario.

Il concerto di Cattolica del 7 agosto sarà la prima volta sulla riviera romagnola per Pippo Pollina, che tiene circa 120-130 concerti all’anno, con periodiche tournee in Italia. Sul palco di Piazza Mercato a Cattolica lo accompagnerà la Piccola Orchestra Altamarea, quartetto d’archi composto da bravissime musiciste straniere: un’occasione da non perdere per tutti coloro a cui piace la musica di qualità.

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Morire in pace

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Durante la seduta del Consiglio Comunale del 18 Marzo è stata approvata una mozione presentata dai consiglieri dell’Arcobaleno per l’istituzione a Cattolica del registro delle dichiarazioni anticipate di Trattamenti sanitari (Testamento biologico), questione che ha fortemente sollecitato la pubblica riflessione dopo i casi Welby ed Englaro. Il documento è nato dalla collaborazione tra l’Arcobaleno e diverse liste civiche del territorio e riprende quasi integralmente quello approvato dal Comune di Santarcangelo il 27 Novembre scorso.

PREMESSO CHE

per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare anticipatamente i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico;

sull’argomento la maggior parte dei paesi occidentali ha già legiferato in materia e dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici;

in Italia, l’articolo 32, comma 2, della Costituzione Italiana stabilisce che la legge in nussun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, cossicchè neanche il Parlamento all’unanimità potrebbe imporre a qualcuno, qualcosa che violi il rispetto della sua persona. Questa norma costituzionale configura per tutti i cittadini quello che i giuristi definiscono un “diritto perfetto”, che cioè non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato;

la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, stabilisce che il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico è considerato come diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all’integrità della persona (titolo 1, Dignità, art. 3 Diritto all’integrità personale);

l’articolo 1 della legge n° 180 del 1978 stabilisce che I trattamenti sanitari qualora obbligatori possono essere disposti solo nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione;

la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 del 28 marzo 2001, sancisce all’articolo 9 che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”;

nel caso di diritto alla salute o di di altri diritti essenziali di pari rango, la rilevanza centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e propri diritti di libertà. Ne deriva che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato, ma vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o quale rifiutare;

ogni individuo ha il diritto di rifiutare e non essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, essendo questo diritto fondato sulla disponibilità del bene salute da parte del diretto interessato e sfocia nel suo consenso informato ad una determinata prestazione sanitaria;

PRESO ATTO CHE

la Corte costituzionale, nella sentenza numero 438 del 2008, ha affermato che il diritto del paziente al consenso informato è sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello alla salute e quello all’autodeterminazione, al fine di garantire la libera e consapevole scelta da parte del paziente e, contestualmente, la sua stessa libertà personale, conformemente all’art. 32, comma 2, della Costituzione;

la Corte di Cassazione, nella sentenza numero 21748 del 2007, ha stabilito che alimentazione ed idratazione sono senza dubbio trattamenti medici e, quindi, come tali rinunciabili;

il TAR per il Lazio, nella sentenza numero 8650 del 2009, ha confermato che l’imposizione di un trattamento sanitario sempre e comunque anche nell’ipotesi di accertata volontà contraria del paziente viola la dignità umana che, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione italiana e dell’articolo 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è inviolabile e deve essere rispetta e tutelata;

CONSIDERATO CHE

non esiste nell’ordinamento italiano un vuoto normativo relativo al diritto della persona di indicare i trattamenti sanitari ai quali voglia essere sottoposto e quelli che invece rifiuti, in quanto inerendo il rifiuto di cura ai diritti fondamentali della persona, come quello all’autodeterminazione, non c’è bisogno di riaffermarlo con una legge;

il potere politico e quello legislativo non possono operare in modo tale da sostituire le proprie decisioni alle decisioni libere e consapevoli dell’interessato, mentre devono intervenire al fine di favorire e assicurare il rispetto di tali libere decisioni;

la legge stabilisce che la funzione di certezza circa la provenienza di dichiarazioni private può essere assicurata da pubblici ufficiali cui è affidato il potere di autenticare legalmente la sottoscrizione altrui previo accertamento dell’identità del dichiarante;

tale funzione può essere svolta anche presso gli uffici municipali;

TUTTO CIO’ PREMESSO

il Consiglio Comunale chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale di disporre la raccolta e la conservazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, definite comunemente “direttive anticipate”, “testamento di vita” o “testamento biologico”, nel rispetto dei seguenti criteri:

1) i funzionari comunali compenti possono autenticare la sottoscrizione di dichiarazioni relative a un testamento di vita o biologico o a diposizione anticipate di trattamento sottoscritte dal disponente che sia residente nel comune;

2) qualora la dichiarazione contenga l’indicazione di un incaricato, in qualità di delegato, a manifestare ai medici curanti l’esistenza di tale testamento, l’incaricato appone la propria firma per conoscenza e accettazione, autenticata anch’essa dal funzionario comunale;

3) una copia di ciascuna dichiarazione ricevuta è conservata presso un ufficio comunale. Le copie dovranno essere ordinate per numero progressivo su base annuale e sulla base della data di autenticazione delle sottoscrizioni, oppure in base ad altri criteri che siano idonei ad assicurarne l’ordinata raccolta, conservazione e la facile reperibilità;

4) predisponga uno schema uniforme di atto nel quale il dichiarante possa esprimere le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento;

5) adotti ogni provvedimento necessario ad assicurare il rispetto del decreto legislativo numero 196 del 2003, Codice in materia di protezione dei dati personali;

6) disciplini ogni altro aspetto necessario per la migliore attuazione di quanto disposto nella presente mozione.

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Al Teatro Snaporaz i Solisti della Regina in concerto per Cubia

 

Teatro Snaporaz all'aperto

 

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Davvero bello il concerto che “I Solisti della Regina” hanno tenuto giovedì 18 Marzo nel salone Snaporaz. Per festeggiare i 10 anni della Rivista Cubia, il gruppo musicale cattolichino ha regalato al pubblico una carrellata delle più belle canzoni delle tradizioni napoletana e romana. Le dolci sonorità delle chitarre di Roberto Bozza e Fabio Gabellini, l’espressiva liricità della tastiera di Liana Lenzi, la calda voce e l’intensa interpretazione di Grazia Olivieri, hanno trasportato i presenti nell’atmosfera sognante di un’epoca passata ma ancora straordinariamente viva, racconta con efficace partecipazione dalla presentatrice Tina Biondi.

Un grazie di cuore ai “Solisti” da parte di Cubia. Peccato per le molte poltrone vuote. Ma gli assenti hanno sempre torto…!

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Alla Regina diciamo che…

giardini pubblici

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Sarà perché a Cattolica c’è il mare che ci rallegra e ci rinfresca in estate e ci fa pensare e sognare in inverno, sarà perché è un piccolo e tranquillo paese dove ci si conosce quasi tutti, piuttosto vicino sia a Riccione e Rimini che a Pesaro, sarà perché ci sono un bellissimo teatro, una biblioteca comunale ben fornita che offre servizi utilissimi, una fantastica piscina e un attrezzato palazzetto dello sport… o forse semplicemente perché, come dicono a Napoli “ogni scarafone” è bello a mamma sua”, che tutti noi siamo felici e orgogliosi di essere cittadini di Cattolica, “giovani cattolichini”. Lo siamo ancora di più da quando nella nostra classe è arrivata una compagna straniera che spesso ci ricorda l’accoglienza calda e la disponibilità trovate qui a Cattolica, tanto da “essere fiera” come dice lei di vivere qui e questo ci sembra un bellissimo complimento. E che Cattolica abbia un grande cuore lo testimoniano, ancora, le diverse iniziative di beneficenza o le attività socialmente utili che la vedono protagonista come: “Cattolica per la Tanzania” che ha già realizzato in quel poverissimo paese dell’Africa opere idrauliche e di edilizia, il “comitato per Michelle” che si adopera a reperire fondi per far curare in America una bambina di Cattolica gravemente ammalata, l’attività quotidiana della Caritas parrocchiale che distribuisce pasti caldi alle persone più bisognose della nostra comunità e la “Casa Famiglia” che accoglie con amore bambini con tanti problemi alle spalle. Ma allora a Cattolica sono “tutte rose e fiori?”. No, certamente no! Molte cose andrebbero, secondo noi cambiate o migliorate e quando chiudiamo gli occhi e immaginiamo di andare oltre quella “…siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude” (come dice Leopardi che stiamo studiando proprio in questo periodo) pensiamo ad una Cattolica con più spazi verdi e meno cemento, con una maggiore “spiaggia libera”, con strade e marciapiedi meno dissestati, con una migliore segnaletica stradale, con più illuminazione nelle ore serali, con meno “ricordini” di cani per le strade e nei pochi spazi verdi, con più piste ciclabili, con scuole superiori e con maggiori iniziative divertenti per noi ragazzi. Molto di tutto ciò dipenderà dai nostri amministratori, ma soprattutto da ciascuno di noi, grande o piccolo che sia.

III A

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I quindici anni de “La canta”

Piazza Del Porto

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Sono già trascorsi quindici anni dal tempo in cui andavamo a “fare allegria” coi nostri canti popolari all’osteria Forza e Coraggio al porto di Cattolica, dove centinaia di giovani ogni volta ci facevano cornice attorno, apprezzando i bei canti popolari della nostra terra e del nostro mare, alla maggior parte di loro sconosciuti.

Le taverne e le osterie hanno costituito fin dalla notte dei tempi il luogo ideale per l’esibizione di musicanti e artisti d’ogni genere. Già dal lontano 1948, mio padre Giovanni con un gruppo di giovani amici, tutti reduci dalla guerra con la passione per la musica popolare e con la voglia di dimenticare il passato, nel loro tempo libero amavano recarsi nelle osterie per un tranquillo e sano divertimento con una chitarra e tanta voglia di cantare.

Prima di morire, mio padre espresse uno degli ultimi suoi desideri con queste parole: Roberto, non dimenticare gli amici della Scuola Cagnorum, come simpaticamente amava definire la sua compagnia. Dopo tali parole non potevo certo dimenticare gli amici dell’osteria, e così abbiamo continuato la ricerca delle nostre tradizioni attraverso i canti popolari.

Molti dei nostri canti sono frutto di ricerche storiche di vecchi motivi che noi abbiamo rivisitato e arrangiato, lasciandone intatti lo smalto e la bellezza originali. La peculiarità della musica popolare è dovuta soprattutto alle genti di mare, ricevendo linfa vitale dallo scambio reciproco di esperienze che arricchiscono il patrimonio culturale frutto delle emigrazioni in altre regioni dell’Adriatico per lo svolgimento dell’attività marinara (se si pensa che la permanenza in mare era lunghissima…), mediante l’assimilazione dei diversi dialetti e delle diverse tradizioni. Oltre a creare un momento di aggregazione e di divertimento, la musica popolare assumeva e assume un preciso significato di comunicazione, costituendo un vero e proprio linguaggio.

Una caratteristica della tradizione marinara è stata poi quella d’inserire nel canto popolare, dall’ottocento in poi, elementi di musica operistica. Un esempio significativo è il pout-pourri di quaranta brani che troviamo nel canto de “Le Quaranta”, che già nel titolo rivela la presenza di dialetti diversi e di frammenti di musica operistica. I nostri pescatori hanno in seguito tradotto il titolo nel “Al Ministron” (Il Minestrone)…

Dalle osterie siamo poi passati al teatro: è stato un “salto” voluto dal Prof. Atos Lazzari, uno dei fondatori e dirigente dell’Università Civica di Cattolica, il quale ebbe la felice intuizione di unire, durante le conferenze culturali che si tenevano al teatro Snaporaz, la musica alle parole degli illustri ospiti che si succedevano negli incontri del sabato pomeriggio. E così il nostro gruppo La Canta ogni volta faceva da cornice alle conferenze arricchendole con la musica della tradizione popolare cattolichina. Ancora oggi si chiedono perché tutto questo sia finito dopo la scomparsa del nostro amico Atos Lazzari…

Nel corso degli anni, i componenti del gruppo La Canta, con grande entusiasmo e spirito di sacrificio, hanno partecipato ad innumerevoli importanti spettacoli, anche televisivi, portando i suoni e le parole della nostra gente in varie parti d’Italia e all’estero. Cito alcuni di questi spettacoli.

Durante i festeggiamenti di fine millennio, dopo uno spettacolo pomeridiano al Teatro Snaporaz, abbiamo accolto in piazza Mercato, con le note del famoso brano “Gli Scariolanti”, il passaggio degli scariolanti diretti a Roma, ripreso da RAI 2.

Siamo stati alla televisione tedesca “Deutch Rundfunk” per un programma sulla nostra Riviera.

Abbiamo cantato, in qualità di ospiti e rappresentanti di Cattolica (grazie ai Sigg. Giuseppe e Marina Gianmattei), al “Bayerischer Hof Hotel” di Monaco di Baviera per una promozione turistica su Cattolica.

Sempre per una promozione su Cattolica, siamo stati ospiti di una emittente televisiva polacca.

Ci siamo esibiti nella P.zza Del Porto alla presenza di Davide Riondino, per l’inaugurazione del Parco Le Navi di Cattolica, per l’inaugurazione del nuovo Ponte girevole tra Cattolica e Gabicce.

Siamo stati ospiti a Milano per l’inaugurazione dell’Acquario al Parco Sempione. Al porto di Cesenatico abbiamo partecipato alla rappresentazione della pesca alla tratta come una volta. A Povoletto di Udine abbiamo tenuto un grande spettacolo assieme all’Associazione dei pittori di Cattolica.

Ospiti per la consegna delle chiavi d’oro città di Cattolica, presentata da Nino-Frassica; nella Fiera nuova di Rimini in occasione della Fiera dell’alimentazione, e in tanti altri spettacoli in varie piazze e teatri del nostro circondario. 

Fanno parte del nostro repertorio vari brani popolari scritti dai nostri concittadini: Al mer, al mer, al mer (d’la mi Catolga=della mia Cattolica) e I mi fiulen (I miei figlioli), scritti alla compianta Lorenza Morosini (Enzina); L’Arrigoni e i Carrozzoni, scritti dal poeta cattolichino Elvino Galluzzi.

Brani che, pur se scritti in tempi recenti, per i loro testi e le loro melodie rievocano negli ascoltatori il fascino delle nostre antiche tradizioni.

Voglio ora ricordare tutti coloro che hanno fatto parte del gruppo, iniziando dai pionieri: Giovanni Bozza, Dante Bartolotti, Antonio Gabellini, Giorgio Benzi, Roberto Mazzacurati, Mario Ercoles, (Mario ad Bartulen), Enrico Galluzzi, Quarto Bertozzi (detto Quarton), Uccio Gabbi, Giuseppe Salvetti (Mosole), Antonio Tamburini (Toni).

Dal 1995: Paolo Benzi, Rita Foschi, Giorgio Bergnesi, Franco Coli, Giuseppe Gianmattei, Fernando Magi (Nando), Antonio Bartolini, i F.lli Magi.

Gli attuali componenti de La Canta sono: Ivo Bertozzi, Fabio Barilari, Valter Guidi, Fernanda Baldelli in Guidi, Tina Biondi in Di Carlo, Guido Di Carlo, Annunzio Livi (Nunzin e cuntaden) -il nostro presentatore e animatore-, Vito Agliaro, Cesare Riccio, Giorgio Luchetti, Fabio Gabellini (Gabana), Denis, Stefano Guidi, Roberto Bozza.

Un pensiero agli amici scomparsi: Aldo Gabellini (Gabana) e Dino Di Domenico.

Dal 2009 abbiamo arricchito i nostri spettacoli con le danze del gruppo di ballerini “Que d’è Fnil” (Quelli del Fienile).

Per il futuro speriamo che le Istituzioni locali continuino ad impegnarsi, così come hanno fatto le Amministrazioni del passato, per sostenere l’attività del gruppo “La Canta”, contribuendo così concretamente a mantenere vive le nostre tradizioni attraverso questa importante forma d’arte popolare.

di Roberto Bozza

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E il verde?…

mare a Cattolica

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Ma perché c’è così poco verde a Cattolica? E’ da un po’ che me lo chiedo, ma ancora non sono riuscito a trovare una risposta a questa domanda. Mi ricordo che una volta là dove adesso hanno costruito quel nuovo porto prima c’era il mare che si stendeva per chilometri e non si riusciva a vedere la fine, ma adesso che hanno costruito il porto nuovo non si vede più un po’ di mare, ma solo chili e chili di cemento armato.

E invece vicino alla scuola media Emilio Filippini c’era una distesa di alberi, adesso ci sono solo case insieme a quell’enorme edificio in costruzione gigantesco che occupa l’ultimo spazio di verde che era rimasto vicino alla scuola media. Invece quell’asilo nido ormai chiuso da anni, vicino alla scuola Repubblica potrebbero anche demolirlo per costruirci qualcos’altro che aiuti l’ambiente, invece lasciandolo lì prende solo la polvere.

Capisco che costruire abitazioni sia vitale per noi uomini, ma non bisogna esagerare se no, arriveremo che ad un certo punto non ci sarà più verde e nessuno potrà più godere delle bellezze che ci offre la Natura tutti i giorni.

D.N. (IIC)

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Le chiavi di scuola

Federazione Italiana per il superamento dell'handicap

Tratto da Cubia n° 100 – Marzo 2010

Al Circolo Didattico di Cattolica è accaduta una cosa bella, bella e importante; l’attuale classe 3ª C di Repubblica ha vinto il 4° posto e una menzione all’interno del concorso nazionale lanciato dalla FISH (Federazione Italiana per il superamento dell’handicap) e da ENEL Cuore onlus. Il premio, attribuito alle docenti Iacucci, Litro, Gennari, Della Malva, è anche il riconoscimento dell’impegno e del lavoro della scuola tutta.

Il Circolo Didattico pone infatti, da sempre, particolare attenzione all’inserimento educativo e didattico degli alunni disabili, attivando tutte le strategie e le attività necessarie  alla loro piena partecipazione alla quotidianità scolastica; non rinunciando, nonostante le difficoltà, a realizzare una scuola di qualità di tutti e per tutti.

Come scrive Carla Iacucci: nella Direzione Didattica “… è vivo il senso di comunità della classe e della scuola: – la scuola è comunità attenta ai bisogni di tutti; – tutti partecipano, forniscono e ricevono aiuto e sono reciprocamente responsabili“.

Una scuola capace di accompagnare la crescita della persona; capace di insegnare e di mettere ogni studente nella condizione di imparare; capace di riconoscere ogni bambino contemporaneamente uguale e diverso: è questo il modello che ci sforziamo di realizzare.

Inoltre, gli alunni diversamente abili ci hanno insegnato che la loro presenza contribuisce alla crescita dei compagni e sono loro che ci ricordano costantemente che l’educazione è un diritto inalienabile; a scuola, siamo tutti pari. Purtroppo “… il dispari comincia(va) fuori” (Erri De Luca).

Menzione al Circolo Didattico di Cattolica:

“L’azione formativa promossa dal Circolo Didattico di Cattolica pone in luce le potenzialità e la possibilità che ha la scuola per far fronte alle sfide, sempre più numerose, con le quali è chiamata a confrontarsi quotidianamente. Disabilità e intercultura hanno rappresentato un connubio inscindibile per la definizione e per l’attivazione di strategie sinergiche e creative al fine di realizzare una reale inclusione. Partendo dagli interessi e dalle attitudini dell’alunno, sono state avviate molteplici attività, distribuite nel corso dell’anno scolastico; lettura, giochi, scrittura, recitazione, danza, musica e spettacolo. La progettualità ha contaminato anche le famiglie i cui componenti hanno partecipato al “coro ed al teatro della scuola”, promuovendo iniziative sul territorio. L’azione intrapresa ha consentito di valorizzare la diversità attraverso diversi canali di comunicazione, attivando l’ascolto e l’attenzione nel riconoscimento dell’alterità, incrementando il processo di autostima e di riappropriazione consapevole dell’identità”.

Un ringraziamento particolare anche alle docenti Ridolfi e Vagnini, l’una operante per la valorizzazione delle diversità, l’altra per l’ampliamento dell’offerta formativa col progetto “Chi sei?” nell’ambito del quale il premio è stato assegnato.

Dirigente Scolastica Maria Rosa Pasini

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