Una “Marina” Emiliana: Cattolica

Marina di Cattolica

Marina di Cattolica

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

STUDI URBINATI
Di Storia, Filosofia, e Letteratura
Anno XIV 1941- 42- XX

Uno tra i fenomeni antropogeografici più interessanti, iniziatosi nella seconda metà del secolo scorso e che dura
tuttora, è certo quello della formazione delle marine, cioè dei centri costieri allungati parallelamente al litorale.
Per la maggior parte essi hanno avuto origine da centri preesistenti a breve distanza dalla costa o per sdoppiamento
o per loro recente sviluppo verso il mare; meno frequente è il caso di marine che si sono formate ex novo.
Le ragioni dell’insorgenza di questi nuovi centri, sorti lungo vasti tratti di molte zone costiere italiane,sono state varie;
anzitutto il fenomeno è connesso con la tendenza generale al ripopolamento delle regioni litoranee divenute sicure in seguito alla cessazione delle incursioni piratesche e salubri per i sempre più vasti lavori di bonifica.
All’attrazione esercitata dal mare si deve poi aggiungere quella importantissima ch’è in relazione con l’apertura delle vie litoranee di grande comunicazione, ferrovie e strade.
Ma l’importanza certo non minore ha avuto da cinquant’anni a questa parte la talassoterapia e l’uso delle bagnature
che sono entrate sempre più nella pratica comune e che hanno provocato nell’ultimo cinquantennio lo sviluppo sempre maggiore di moltissimi centri litoranei. Anzi è stato proprio l’ uso dei bagni di mare a far sorgere le marine più tipiche, cioè centri balneari costituiti da lunghe file di case e di ville con giardini, proprio a poche decine di metri dal mare, i cui esempi migliori e più frequenti si trovano in corrispondenza alle spiagge.
Pertanto i centri indicati col termine piuttosto generico di marine possono essere di tipo alquanto differente e perciò sembra opportuno distinguerli in due categorie a seconda della loro economia prevalente; le marine commerciali (in cui talvolta si sviluppa anche l’industria) legate sopratutto alle vie di comunicazioni litoranee, alle quali la loro pianta per lo più si adatta, e le marine balneari, che traggono il loro reddito principale dall’industria balnearia o che, comunque hanno funzione balneare prevalente, che si è pure riflessa sulla loro pianta.
Lungo tutte spiagge italiane servite da buone linee di comunicazione, si è assistito e si assiste al sorgere di una fiorita di centri nuovi, che in molte zone hanno provocato un profondo mutamento del paesaggio geografico:così nel Tirreno quella serie quasi ininterrotta di marine che si stende lungo la costa della Versilia, da Marina di Carrara a Viareggio, continuazione del fitto insediamento costiero della Riviera Ligure, e così sopratutto la serie ben più numerosa di centri che hanno dato vita a magnifiche spiagge adriatiche da Venezia a Ortona, e che ssi trovano particolarmente fitti nel tratto da Ravenna a Cattolica. Quìvi l’ultimo lembo della pianura Padana si affaccia al mare con una tra le più belle spiagge di tutta Italia, ampia, ombreggiata da pinete, formata di sabbia finissima e che scende in mare con un declivio dolcissimo sicchè i bassi e regolari fondali antistanti si estendono per duecento metri e più.
Inoltre la spiaggia è raggiunta da due strade di grande comunicazione (l’ Emilia e la Flaminia) e da due importanti ferrovie (la litoranea adriatica e la Ferrara- Ravenna), che permettono rapidi collegamenti con tutta l’Italia settentrionale e con l’Italia centrale. L’uniformità della spiaggia, che si estende ininterotta per circa ottantasei chilometri dalla foce del Reno alle colline delle Gabicce, sporgenti in mare subito a levante di Cattolica, ha permesso la formazione di una serie pressochè ininterotta di marine, specie nel tratto in cui la ferrovia si avvicina di più al litorale, cioè da Cervia a Cattolica. Quivi in 48 km. di spiaggia si trovano ben 14 marine, tra grandi e piccole, spesso unite una all’altra, e che coi loro abitanti coprono più di 30 km. Di litorale.
Le più importanti di queste marine, sono nove e cioè, da nord a sud: Milano marittima, Ceriva, Cesenatico, Bellaria, Viserba, Rimini, Miramare, Riccione e Cattolica, senza contare la marina di Gabicce che pur trovandosi in altro Comune, anzi addirittura in altro compartimento, è una dipendenza di Cattolica. Tutti questi centri di recente formazione hanno pianta molto simile, la quale conta di un vecchio nucleo, per lo più esiguo, e di più file di ville con giardini, che si susseguono parallele al litorale e sono comprese generalmente tra la ferrovia o la strada litoranea e il mare.
Durante l’estate parecchie decine di migliaia di villeggianti, per lo più dell’Italia settentrionale, vanno a cercare ristoro lungo la spiaggia romagnola, i cui centri vedono raddoppiare o triplicare la propria popolazione. Quivi pertanto si è sviluppata con intensità tutta particolare l’industria del forestiero, la quale certo è la forma di attività che dà al litorale i proventi maggiori. L’affermarsi dei questa industria ha provocato naturalmente un rapido aumento della popolazione permanente dei paesi e delle borgate litoranee, varie delle quali si sono trasformate in pittoresche cittadine, che si sono andate estendendo sempre più lungo la riva. Così per esempio vediamo che oggi la marina di Riccione ha più di 5 km. Di lunghezza e poco più brevi sono quelle di Viserba e l’altra di Rimini. L’accresciuta popolazione ha avuto come logica conseguenza l’intensificazione della pesca e del traffico, la messa a coltura intensiva di tutti i terreni retrostanti, che oggi appaiono ricoperti da orti e da frutteti, e talvolta anche lo sviluppo di determinate industrie. Le lunghe file di nuove costruzioni e l’aumentata intensità dello sfruttamento del terreno, hanno provocato in pochi decenni una trasformazione radicale del paesaggio geografico.
Pertanto è assai interessante seguire le varie fasi dello sviluppo economico, demografico e topografico di queste marine, tanto che alcune di esse sono già state prese in esame proprio da questo punto di vista. Spicca tra gli altri lavori la monografia dedicata da G. Borghi a Riccione, che è certo una delle marine più frequentate del litorale romagnolo. Essa infatti in appena novanta anni ha più che triplicato la sua popolazione e nel 1933 ha dato ospitalità a 32.700 bagnanti, alloggiati nella città giardino, sorta ex novo in pochi decenni tra la via litoranea adriatica e il mare, su una lunghezza di cinque chilometri. Però nella monografia in questione, si sono descritti accuratamente lo stato attuale della cittadina e l’industria del forestiero, non viene preso forse nella dovuta considerazione il progressivo sviluppo topografico del centro, invece che ha grande importanza dal punto di vista geografico, in quanto le sue fasi successive sono funzione del progressivo sviluppo demografico ed economico.
Evoluzione assai simile a quella di Riccione hanno avuto tra l’altro, Cesenatico, Cervia, ed anche Cattolica. Quest’ultima è la più meridionale delle marine emiliane e una delle più importanti, occupando per popolazione il terzo posto dietro a Rimini ( che però costituisce un caso particolare trattandosi di un a città preesistente protesasi di recente verso il mare) e a brevissima distanza da Riccione.

a cura di Dorigo Vanzolini

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