Archivi del giorno: dicembre 24, 2008

Buon Natale – Commedia in 2 atti

Buon Natale

Buon Natale

Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008

ATTO I. Dove salgono alla ribalta due rapporti appena pubblicati sullo stato delle 103 province italiane. Il primo è di Legambiente, “Ecosistema Urbano 2009”, e con i suoi 26 indicatori si occupa essenzialmente delle componenti ambientali delle città: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali. Vediamo come se la cava Rimini che, pur non essendo assimilabile in toto al nostro comune, ne è la sua parente più prossima. Si trova al 63° posto. Rispetto allo scorso anno, in cui militava al 37° perde ben 26 posizioni.
Il secondo, di Italia Oggi, si occupa di qualità della vita nelle città ed allarga l’indagine ad oltre 70 indicatori che coprono 8 dimensioni generali. Rimini qui si piazza al 26° posto, guadagnando 18 posizioni rispetto al 44° posto del 2007. Una contraddizione? Per saperlo occorre entrare nel dettaglio delle singole dimensioni. Facciamolo, in sintesi, con l’aiuto della seguente tabella. Più sono alti i valori e più si scende in classifica. Ovvio che l’ultimo posto sia il 103°.

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Affari e lavoro

ambiente

Criminalità

Disagio sociale e personale

servizi

Tempo libero

Tenore di vita

Posizione 2008

43°

102°

90°

47°

53°

Posizione 2007

50°

30°

100°

84°

63°

40°

Risalta che, nonostante la retrocessione in campo ambientale coerente con Legambiente (clamoroso il penultimo posto per la produzione di rifiuti, quasi 900 Kg /abit. e il balzo all’indietro di 30 posizioni sulla perdita percentuale di verde del territorio) il salto in avanti è dato principalmente dalla voce “Affari e lavoro” (dove però relativamente al lavoro si registra un aumento della disoccupazione). Restano dunque gli Affari. A questo punto sul proscenio si presenta Piede Di Corvo della tribù dei PiediNeri a proclamare il suo monologo, molto sfruttato forse, ma più che mai pertinente:
“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

ATTO II. A Cattolica il cielo è sempre più blu. Proviamo a visualizzare nella mente il finto soffitto di stelle figlio delle Folies Berger de Paris che brilla sulle nostre teste natalizie in questi giorni. Immaginiamo che, con un ribaltamento sottosopra, possa ritrovarsi al posto della strada e questa si trovi lassù per aria, al posto suo. Ora la situazione è la seguente: la gente effettua la vasca in centro camminando lungo una striscia d’asfalto sospesa, senza parapetto ai lati, e se si sporge sul vuoto può scorgere il tappeto blu, alcuni metri più sotto, come una sfavillante rete di protezione. Forse così sarebbe più facile comprendere che l’allestimento natalizio che tutti gli anni ci ostiniamo a disporre tutto intorno a noi serve ormai solo come scudo teatrale per raccontarci a vicenda: é possibile continuare a vivere una vita tradizionale e mantenere l’identità consueta che abbiamo assegnato a noi e alla realtà. Chissà che da lassù, con il nulla spalancato sotto, non possiamo aprire gli occhi e smettere di illuderci per cominciare a chiederci: abbiamo bisogno ancora di tutto ciò? Ci spiegano che si esce dalla crisi spendendo e consumando. Ma la crisi economico-finanziaria è figlia di uno smarrimento ben più radicale di tipo culturale. E stiamo continuando a scambiare la cura con la malattia. Preziosi sono i periodi del tempo in cui si esce dalla routine della quotidianità, le sospensioni della corsa a testa bassa che ci affanna ogni giorno, ma dovremmo usarli per guarire davvero e scoprire che i Beni non coincidono con le merci. E testimoniarlo con la vita alle nuove generazioni.A questo punto sul proscenio si presenta Wendell Berry, a proclamare il suo Manifesto del Contadino Impazzito:

Amate pure il guadagno facile, l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate. Chiedete più cose prefabbricate, abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire. Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno. Quando vi vorranno far morire per il profitto, ve lo faranno sapere.
Ma tu, amico, ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato. Ama la vita. Ama la terra. Conta su quello che hai e resta povero. Ama chi non se lo merita. Non ti fidare del governo, di nessun governo. E abbraccia gli esseri umani: nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci, perché ciò che l’uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta. Investi nel millennio… pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato, e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.
Finché la donna non ha molto potere, dai retta alla donna più che all’uomo. Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino. Domandati se quello che fai disturberà il sonno della donna vicina a partorire. Vai con il tuo amore nei campi. Riposati all’ombra.
Quando vedi che i generali e i politicanti riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero, abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista, quella che non hai preso. Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario, diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

di Amedeo Olivieri

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