Archivi del giorno: dicembre 26, 2008

150 anni fà il Papa si fermò a Cattolica

Pio IX

Pio IX

Tratto da Cubia n° 76 – Novembre 2007

Dal 4 Maggio al 5 Settembre del 1857 il Papa Pio IX fece un viaggio nelle terre del declinante potere temporale. Non dimenticando di essere supremo pastore, volle iniziare con una visita al santuario di Loreto.

Tutte le città della Romagna si liberarono dal governo papale e dalle truppe austriache accordandosi sulla formula “Né restaurazione, ma annessione al Piemonte”, poi suggellata con plebiscito popolare l’11 e il 12 Maggio 1860.

Dopo una sosta a Pesaro, dove aveva celebratola solennità della Pentecoste, il 1 Giugno il Pontefice, con la corte al completo, partì per Rimini. Il senigalliese Mastai Ferretti aveva esperienza delle turbolenze e del carattere dei romagnoli, refrattari alle discipline, essendo stato vescovo della diocesi di Imola al tempo delle imprese e scorribande del Passatore. Quindi, poteva temere un’accoglienza superficiale e incurante. Invece, lungo la strada dappertutto addobbi, festoni, archi di trionfo preparati dalla gente di ogni condizione.

Già alla Siligata il numero delle persone cominciava ad aumentare, tant’è che le cronache del tempo riferiscono che il vecchio cocchiere, rivolto all’illustre viaggiatore, gridò: “Santo Padre, andiamo bene!”.

Una massa proveniente da tutto il territorio chiedeva la benedizione e, una volta ricevutala, prorompeva in acclamazioni.

A Cattolica fu tanta la folla che il Papa ebbe la magnanimità di scendere dalla carrozza. Varie erano le statue collocate sul piedistallo a simboleggiare la Fede, la Speranza e la Carità. Sua Santità, da un gran padiglione con ricco trono appositamente preparato, benedisse la devota moltitudine.

L’attuale chiesa parrocchiale fu innalzata per la munificenza dell’ultimo Papa Re e la prima pietra fu posta da Salvatore Lezirolo, vescovo di Rimini, il 5 Maggio 1858.

Pio IX giunse a Rimini in una serata minacciosa di pioggia, ma fu ugualmente accolto con grande calore, in quella stessa città che l’anno successivo, nel 1859, vedrà la visita di Giuseppe Garibaldi, segnata da uguale entusiastica partecipazione popolare.

La migliore sintesi per il cittadino contemporaneo per armonizzare nella propria coscienza, superati anacronistici dilemmi, la dimensione civile di partecipe della cosa pubblica con quella inseparabile della benefica fede spirituale.

di Giampaolo Bazzocchi

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Cooperativa Cà Santino

Cà Santino

Cà Santino

Tratto da Cubia n° 86 – Novembre 2008

Ca’ Santino è un Centro riabilitativo – educativo ubicato nello scenario naturale della valle di Levola, tra cespugli di ginestra selvatica e querce secolari, a pochi passi dal borgo medioevale di Montefiore Conca. La struttura nasce nel 1977 dal recupero di un’antica casa colonica e si presenta a tutti gli effetti come una fattoria sociale: al suo interno infatti vengono ospitati giovani-adulti diversamente abili, che qui vivono e lavorano in un ambiente sereno e familiare, sulla scia dell’idea fondante per la quale vivere in armonia con gli animali e l’ambiente può rappresentare uno stile di vita terapeutico.
I servizi offerti agli adulti, mediante la doppia formula del Centro Residenziale e del Centro di Lavoro Protetto, consentono di predisporre una serie di attività che dà agli ospiti la possibilità di vivere un’esperienza che ne stimola attitudini ed abilità.
Nel corso degli anni si è pensato che un’apertura verso le istituzioni del circondario avrebbe consentito la trasmissione di un modello di recupero ambientale e di integrazione sociale, fruibile sia dagli ospiti del Centro che dal territorio stesso. Sono nati così il Progetto Ambiente Uomo e, in collaborazione con la provincia di Rimini, il Progetto Giocapony, percorsi di Educazione Ambientale e di avvicinamento agli animali della fattoria rivolti ai bambini delle scuole.
Le classi che arrivano a Ca’ Santino sono accolte, dai ragazzi che partecipano ai progetti, con trepidazione ed entusiasmo perché rappresentano la possibilità di mettere in campo le loro specifiche competenze e di compiere gesti utili per gli altri; si crea così una collaborazione ed un’affiatamento che stupisce chi non vi è abituato.
Se ci si spinge infatti lungo il sentiero battuto che dalla strada provinciale conduce al cuore della valle, è possibile imbattersi in gruppi di bambini e di ragazzi che, accompagnati da cani ed asini, percorrono a piedi i boschi ed i campi limitrofi alla fattoria, o sono intenti a spazzolare Chicco e Salima, i loro cavalli.
Gli animali rivestono un ruolo importantissimo nel percorso terapeutico degli utenti: la relazione con essi consente una modalità comunicativa che, senza passare per processi mentali e verbali, si muove sul piano istintivo e corporeo.
Le Attività Assistite con gli animali, che qui si praticano da diversi anni sotto la guida di operatori specializzati, consistono in pratiche che si avvalgono dell’animale come strumento terapeutico e si attuano in un “complesso di tecniche di educazione e rieducazione” volte ad ottenere la risoluzione di danni sensoriali, motori, cognitivi, affettivi o comportamentali.
Un approccio dalle illimitate potenzialità che si propone come co-trattamento, agendo da facilitatore delle acquisizioni, della validità e dei risultati di altre terapie.
Gli studi che negli ultimi anni hanno affrontato la peculiarità delle terapie assistite dagli animali dimostrano che nella relazione utente-animale si instaura un importante canale di contatto corporeo attraverso il quale si acquista controllo e fiducia di sé, si favorisce un arricchimento sensoriale ed emotivo, si stimola l’autostima e la capacità di “prendersi cura”, in un clima sereno e distensivo che permette di lasciarsi andare.
A Ca’ Santino si cerca di operare il più possibile nel rispetto dei tempi e dei modi dei ragazzi, con un’attenzione sempre viva agli animali che collaborano con gli operatori per la riuscita di un percorso riabilitativo che coinvolge tutti i servizi sopra elencati. La Provincia di Rimini appoggia e sostiene i diversi progetti destinati al territorio e ciò rappresenta un continuo stimolo a reinventare le attività, proponendone sempre di nuove ed invitanti.
L’apertura al territorio, essendo ormai tratto distintivo della fattoria, si rispecchia in un’ospitalità verso chiunque desideri visitare la struttura o ricevere informazioni sui servizi offerti, anche relativi all’utenza esterna.
E’ possibile telefonare al numero 0541/985905 per avere maggiori chiarimenti dagli operatori stessi.

di Giuseppe Ricci

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