150 anni fà il Papa si fermò a Cattolica

Pio IX

Pio IX

Tratto da Cubia n° 76 – Novembre 2007

Dal 4 Maggio al 5 Settembre del 1857 il Papa Pio IX fece un viaggio nelle terre del declinante potere temporale. Non dimenticando di essere supremo pastore, volle iniziare con una visita al santuario di Loreto.

Tutte le città della Romagna si liberarono dal governo papale e dalle truppe austriache accordandosi sulla formula “Né restaurazione, ma annessione al Piemonte”, poi suggellata con plebiscito popolare l’11 e il 12 Maggio 1860.

Dopo una sosta a Pesaro, dove aveva celebratola solennità della Pentecoste, il 1 Giugno il Pontefice, con la corte al completo, partì per Rimini. Il senigalliese Mastai Ferretti aveva esperienza delle turbolenze e del carattere dei romagnoli, refrattari alle discipline, essendo stato vescovo della diocesi di Imola al tempo delle imprese e scorribande del Passatore. Quindi, poteva temere un’accoglienza superficiale e incurante. Invece, lungo la strada dappertutto addobbi, festoni, archi di trionfo preparati dalla gente di ogni condizione.

Già alla Siligata il numero delle persone cominciava ad aumentare, tant’è che le cronache del tempo riferiscono che il vecchio cocchiere, rivolto all’illustre viaggiatore, gridò: “Santo Padre, andiamo bene!”.

Una massa proveniente da tutto il territorio chiedeva la benedizione e, una volta ricevutala, prorompeva in acclamazioni.

A Cattolica fu tanta la folla che il Papa ebbe la magnanimità di scendere dalla carrozza. Varie erano le statue collocate sul piedistallo a simboleggiare la Fede, la Speranza e la Carità. Sua Santità, da un gran padiglione con ricco trono appositamente preparato, benedisse la devota moltitudine.

L’attuale chiesa parrocchiale fu innalzata per la munificenza dell’ultimo Papa Re e la prima pietra fu posta da Salvatore Lezirolo, vescovo di Rimini, il 5 Maggio 1858.

Pio IX giunse a Rimini in una serata minacciosa di pioggia, ma fu ugualmente accolto con grande calore, in quella stessa città che l’anno successivo, nel 1859, vedrà la visita di Giuseppe Garibaldi, segnata da uguale entusiastica partecipazione popolare.

La migliore sintesi per il cittadino contemporaneo per armonizzare nella propria coscienza, superati anacronistici dilemmi, la dimensione civile di partecipe della cosa pubblica con quella inseparabile della benefica fede spirituale.

di Giampaolo Bazzocchi

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