Lavori di bellezza a Cattolica nel 2009

Cattolica anni 20

Cattolica anni 20

Tratto da Cubia n° 85 – Ottobre 2008

LAVORI VARI NELLA CITTA’ DI CATTOLICA
da “Il popolo di Romagna” del maggio 1923

L’Amministrazione fascista rivolse le sue cure all’ampliamento ed abbellimento dei giardini, che in un centro balneare e di soggiorno, come il nostro, hanno una loro speciale funzione di estetica e di decoro cittadino. Furono alberate le nuove vie con oltre 2000 piante scegliendole fra quelle varietà che maggiormente comportano il clima marittimo. Cattolica fu una delle prime città della nostra Romagna eresse il monumento ai suoi Caduti in guerraLa degna opera d’arte sorge nella piazza Ferrari, alla quale alla quale fa capo anche il viale della Rimembranza.La località<è una delle più centrali e frequentate della città, e di proposito si volle che ivi sorgesse il parco, perchè il cittadino abbia sempre presente, colla visione del tangibile ricordo, il sacrificio di Quelli che tutto donarono e nulla chiesero alla Patria.Il Comune in unione alla cittadinanza concorse largamente nella spesa per l’erezione del monumento e per la sistemazione della via XXIV Maggio, adibita a parco della Rimembranza.In attesa della costruzione del grande acquedotto, che risolverà per un lungo periodo di anni definitivamente e razionalmente il problema dell’approvvigionamento idrico della città, l’Amministrazione fascista provvide all’ampliamento dell’acquedotto esistente colla costruzione di fontanelle nei luoghi che ne erano privi. Due località periferiche ma dense di popolazione, quali la frazione Ventena alle porte della città e il rione del Porto furono beneficati dell’impianto di due pompe e fontanelle furono impiantate nei nuovi viali a marina.L’impianto della luce elettrica fu notevolmente migliorato, coll’aggiunta di nuove lampade alle località sprovviste, e coll’aumentata potenzialità di quelle esistenti.Il 6 Giugno dello scorso anno, alla presenza di S.E. Italo Balbo, Cattolica prima fra tutte le consorelle dell’Adriatico e unica fra le città della provincia, inaugurò il Mercato Coperto. Era questo un bisogno vivamente sentito dalla cittadinanza, perchè il Mercato si svolgeva lungo le vie e le piazze della città vecchia, anguste e insufficienti a smaltire l’enorme traffico dei mesi estivi, e la merce veniva esibita al pubblico su banchette o carretti esposti al sole, alla polvere, ai capricci del tempo, il che costituiva un’insidia continua alla salute del consumatore.A questo sconcio l’Amministrazione fascista volle porre rimedio decidendo la costruzione di un moderno e capace mercato coperto. Il fabbricato, superba costruzione rettangolare di 45 mt. per 16, tutto in cemento armato, sorge su di un’ampia piazza ora adibita al mercato degli ambulanti.La fronte più alta e sulla via Piave e l’ingresso costituito di una monumentale gradinata che immette direttamente nella grande luminosa corsia, ai lati della quale in appositi box e negozi sono esposti i prodotti in vendita. Da questa corsia il pubblico si porta nell’annesso locale della pescheria, dove su banchi, si vende il pesce al minuto, L’edificio è a due piani; in quello seminterrato si sono ricavati 9 grandi magazzini, e sul piano sopraelevato 42 box, 2 negozi, 15 banchi di vendita del pesce. Ogni box è munito dell’impianto per la presa dell’acqua e di illuminazione elettrica. Opera che urgeva a Cattolica era anche un campo per la fiera fosse adeguato all’importante commercio del bestiame della località, e possedesse tutti quei requisiti di ubicazione e di accesso e quella dotazione di comodità inerenti alla sua funzione. L’Amministrazione Comunale dopo lunghe trattative colle Ferrovie dello Stato acquistò una vastissima superficie nelle immediate vicinanze del fabbricato merci della stazione di Cattolica allo scopo di fare accedere direttamente il bestiame contrattato al piano carico della stazione stessa. Il terreno è stato alberato e diviso in reparti per le singole specialità del bestiame, cintato da muretto con rete metallica e dotato di comoda strada d’ingresso alberataEsisteva nell’attrezzatura della stazione balneare Cattolica, una lacuna che permanendo avrebbe potuto essere di pregiudizio e necessari sviluppi, vale a dire la mancanza di un grande impianto alberghiero per la clientela di lusso e raffinata. Esistevano, è ben vero, buoni alberghi dotati di ogni .

modernità e di ogni confort, ma mancava il grande albergo tipico, centro della vita mondana, ritrovo della colonia bagnanti più dispendiosa ed esigente.

L’Amministrazione, sciogliendo una vertenza che da tempo si trascinava coi sigg. Fratelli Verni, determinò le condizioni per cui fu possibile a questi ultimi procedere alla costruzione dell’importante Grand Hotel che unito al Casino Municipale, forma sulla spiaggia una superba mole architettonica. Così Cattolica nulla ha ormai, dal lato alberghiero, da invidiare alle più rinomate stazioni di cura e di soggiorno.

A cura di Dorigo Vanzolini

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