Bioluminescenza

fenomeno di bioluminescenza

fenomeno di bioluminescenza

Tratto da Cubia n° 78 – Gennaio 2008

La bioluminescenza consiste nell’emissione di luce da parte di organismi viventi in modo continuativo oppure in risposta a determinati stimoli.

E’ un fenomeno di origine biochimica legato alla sintesi di particolari sostanze luminose che si accumulano nell’organismo.

Le profondità degli oceani sono ricche di animali marini che emettono luce, mentre l’animale terrestre più conosciuto che si comporta come una “lampadina naturale” è la lucciola: essa riesce a produrre la luce dall’ossidazione o disidratazione di una sostanza chimica, la luciferina, per opera dell’enzima luciferase.

E’ curioso notare che l’insetto adulto emana, generalmente, luce intermittente,
mentre le larve brillano di luce fissa.

Scarse conoscenze si possiedono ancora sul significato biologico della luminescenza, è tuttavia accertata la funzione di richiamo sessuale nelle lucciole, mentre per i pesci e molluschi che vivono nel buio delle profondità oceaniche pare abbia funzione di difesa.

Molti animali bioluminescenti possiedono speciali organi, detti fotofori, in grado di emettere una particolare forma di luce, la bioluminescenza, prodotta da alcuni batteri appartenenti al genere Photobacterium. Si tratta di associazioni simbiotiche nelle quali i batteri ottengono dall’organismo che li ospita tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno, mentre il pesce o il mollusco può utilizzare la luce come mezzo per comunicare con i propri simili, per difendersi disorientando i predatori, oppure per attrarre le prede.

Ma non tutti gli animali producono luce allo stesso modo: nelle meduse del genere Pelagia, la bioluminescenza deriva da trasformazioni di particolari proteine, in assenza di ossigeno; la lucciola, come già accennato, è dotata di speciali organi addominali nei quali avviene una reazione chimica organica con la sintetizzazione di un enzima chiamato luciferasi, mentre i calamari e le seppie ospitano batteri che generano luce.

Nei coleotteri, che hanno organi luminosi, la luce viene emessa in tutti i loro stadi di sviluppo: nelle uova è diffusa su tutta la superficie, nelle larve e negli adulti si concentra invece in determinate zone a seconda della specie di appartenenza. Negli ambienti di acqua dolce, invece, tale fenomeno si riscontra raramente.

La luce prodotta dalle specie luminescenti può essere fissa o intermittente, e l’occhio umano la percepisce per lo più di colore verde, blu o arancio.

Sebbene l’intensità luminosa sia modesta, essa appare al nostro occhio vivissima, poiché ha un’intensità di lunghezza d’onda proprio in una fascia in cui l’occhio umano è sensibilissimo.

di Marina Andruccioli

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Ambiente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...