Le primarie del Partito Democratico a Cattolica

La differenza la fai tu

La differenza la fai tu

Tratto da Cubia n° 87 – Dicembre 2008

Le primarie del Partito Democratico stanno partendo, in un clima non certo sereno, in tutta la provincia. Clima che non è sereno neppure a Cattolica, dove peraltro non lo è ormai da un bel po’ di anni.
Noi abbiamo chiamato ad un confronto i tre candidati alle primarie, sulle stesse 20 domande, per conoscerli meglio, e farli conoscere, non solo sui temi prettamente cattolichini, ma anche su quelli più ampi, diciamo di coscienza o cultura, ma che ad un potenziale elettore possono interessare.
Cibelli e Tamanti hanno accettato, il terzo candidato, il Sindaco uscente Pazzaglini, ha preferito declinare l’invito.
Magari avremo modo di intervistarlo quando si parlerà di programmi e si entrerà nel vivo, ma non è questo il punto. E’ noto che lui queste primarie non le ha gradite un granché. Magari perché non sono state fatte per tutti i sindaci uscenti. Forse perché, come hanno recentemente detto anche gli esponenti della lista Micucci, non riconfermarlo può essere un suicidio politico. Magari per quel metodo che anche altri, a partire dalla Provincia, hanno criticato. Ma le primarie a Cattolica comunque ci saranno. E sottovalutarne il peso potrebbe essere un errore. Anche per un Sindaco uscente.

Carta d’identità: Leo Cibelli, 51 anni, nato a Cattolica il 20 novembre 1957. Geometra, libero professionista dal 1979. Due figli: Enrico 21 anni e Alessandra 18.

Carta d’identità: Marco Tamanti, 37 anni. Ingegnere informatico, libero professionista. Fidanzato.

1. Perché ha iniziato a fare politica?

Ho iniziato per passione civile, legate alla mia Città.

Per diversi motivi. All’inizio c’è stata la curiosità. Credo che tutti, vedendo la politica da fuori, pensino che le cose si possano fare in un modo più o meno corretto. Poi sono stato coinvolto direttamente da un amico, che aveva iniziato ad interessarsi di politica a Cattolica prima di me, e così nel 2004 mi sono candidato alla carica di consigliere comunale.

2. Perché con il centro sinistra?

Perché ne condivido gli ideali e i valori che lo animano, in particolare perché sono convinto che siano i più vicini a quelli della gente.

La mia famiglia ha una tradizione di militanza nell’area di centro-sinistra, prima nel PCI, poi nel PDS, poi nei DS, ora nel PD. Sono cresciuto all’interno di questa cultura, partecipando alle feste de l’Unità. Crescendo poi mi sono sempre più riconosciuto negli ideali e nel modo di far politica della sinistra, e ora del PD.

3. Qual è il personaggio politico, italiano o internazionale, che più ammira?

Barak Obama, per tutto quello che è riuscito a fare, e per tutto quello che farà, da Presidente degli Stati Uniti, per la Comunità Internazionale. Secondo me Obama porterà un cambiamento epocale a livello mondiale.

Prodi e Obama.

4. E il personaggio non politico?

Sono 2: MADRE TERESA DI CALCUTTA, perché quando le facevano osservare che ciò che faceva per i poveri era una goccia d’acqua nell’oceano, Lei rispondeva che senza quella goccia d’acqua l’oceano avrebbe avuto una goccia d’acqua in meno.
ERNESTO “CHE” GUEVARA perché rappresenta l’immagine simbolo del combattente per la libertà.

Page e Brinn, vale a dire i fondatori di Google: oltre che imprenditori molto bravi ed innovativi, con il loro motore di ricerca, che non a caso è il più cliccato di tutti, hanno di fatto democratizzato internet.

5. Perché ha deciso di candidarsi alle primarie per il Comune di Cattolica?

Per la passione politica di cui parlavo prima e perché accanto a me ho un gruppo di tanti amici fidati che mi sostengono, animati tutti da forte passione e dall’amore per questa città, tutte persone che condividono i miei stessi ideali, di provata capacità, e che costituiscono una squadra vincente per il governo di Cattolica.

Perché penso sia arrivato il momento di iniziare una nuova stagione politica per Cattolica, un nuovo modo di gestire la cosa politica. Cattolica negli ultimi anni ha già vissuto diverse stagioni politiche che l’hanno portata ad essere una città molto bella. Ora però serve un momento per ripensarla e rilanciarla attraverso una politica nuova, e pensata in modo diverso.

6. Perché dovrebbero votarla alle primarie?

Principalmente per due motivi: il primo perché ritengo di avere il giusto equilibrio tra esperienza, affidabilità e novità e penso che il rinnovamento non passi solo attraverso la connotazione anagrafica. Il secondo perché ho un gruppo di persone, tra cui molte donne, numeroso e capace, che mi sostiene e che lavora a questo progetto con me, nell’ambito del Partito Democratico.

Proprio perché ho sempre appartenuto a questo mondo, ho sempre creduto nel PD, ho sempre lavorato per crearlo e ci credo. Credo che il PD sia nato per rispondere ad alcuni problemi che la politica aveva, che i vecchi partiti avevano, e per intraprendere percorsi nuovi, più aperti, più condivisi, più vicini alle persone: io intendo portare avanti questi valori, che sono sanciti anche dallo statuto del PD. E’ ora di fare questo passo.

7. E se le perderà?

E perché dovrei perdere?! Comunque se succederà continuerò a fare il mio lavoro come sempre, restando fedele ai miei ideali, considerando comunque la politica un arricchimento per la mia vita ma non determinate per questa.

Continuerò a fare politica. Credo che tutti e tre i candidati abbiano l’obbligo morale di continuare a lavorare per la città e di sostenere il vincitore delle primarie. E’ un atto democratico, proprio quello che fino ad ora mancava ai cittadini: farli decidere chi li rappresenterà. Le liste bloccate, che qualche altro partito sta proponendo, per continuare a decidere in pochi, e secondo logiche spartitorie, chi rappresenterà i cittadini, sono assurde.

8. E perché un cattolichino dovrebbe votarla alle elezioni, se vincerà le primarie?

Perché penso che chi non ha vissuto di politica, ma si è creato una propria posizione con la capacità e il lavoro possa fare veramente qualcosa di buono per la città che ama: Cattolica. Ed anche perché deve sapere che con me ci sarà un squadra di governo selezionata in base alla capacità e peculiarità di ciascuno, e non nominata in base agli equilibri politici.
Perché voglio restituire ai cittadini orgoglio e senso di appartenenza alla Comunità, con un rinnovato senso di fiducia tra Istituzioni e la città, cosa che si è persa in questi ultimi anni.

Stiamo lavorando in questo momento a predisporre i programmi, ma in linea di principio io intendo lanciare una maggiore condivisione e trasparenza nelle scelte politiche. Lasciar conoscere alla gente il motivo per cui si fanno certe scelte. E soprattutto cercare di utilizzare un maggiore equilibrio tra investimenti e servizi, cosa che invece ultimamente non avveniva.

9. Si alleerebbe con l’Arcobaleno?

Qualora vincessi le primarie cercherò di allearmi con le forze politiche di Cattolica che condividano il nostro programma di governo e i nostri ideali. Il dialogo sarà fondamentale: credo che chi si candida a Sindaco debba porsi il problema non solo di vincere, ma anche di governare, ritengo quindi che sia doveroso cercare un’intesa con alcune delle forze politiche che gravitano in questa Lista.

Io credo sia opportuno dialogare per cercare di avere una coalizione ampia, dal centro allo Sdi. Sicuramente con l’Arcobaleno bisognerà dialogare e confrontarsi, condividere con loro le scelte e, se ci sono gli spazi, allearsi. D’altra parte Cattolica, in cui il centro-sinistra era diviso, rappresenta un’anomalia nel panorama provinciale. In questi anni uno dei problemi principali è stata proprio questa spaccatura interna al centro-sinistra, quasi un muro contro muro, forse creato ad arte, magari da entrambe le parti, ma che ora bisogna cercare di superare perché c’è la necessità di lavorare insieme.

10. Se diventerà sindaco, come si rivolgerà all’opposizione?

Come sempre mi sono rivolto a chi mi stava di fronte: con onestà, trasparenza e rispetto, perché comunque l’opposizione rappresenta una parte della Città; cercando, quando possibile, la condivisione su temi specifici legati allo sviluppo della Città stessa.

Se si riuscisse a mettere in campo la coalizione ampia di cui parlavo prima l’opposizione sarebbe rappresentata dal centrodesta. In questo caso auspicherei un dialogo sulle scelte da fare, assicurando il rispetto nel confronto dell’opposizione.

11. La prima cosa che farebbe, da sindaco, per Cattolica?

Cercherei da subito di far tornare Cattolica una città pulita, ordinata, tanto in centro che in periferia – una città giardino – puntando sulla manutenzione e sulla pulizia, anche con la collaborazione dei cittadini. Vedo oggi Cattolica come una bellissima donna, ma con un vestito dismesso e spiegazzato, vorrei che tornasse ad essere la Regina dell’Adriatico.

In questo momento di crisi, sarebbe bello riuscire a fare in modo che nessuno si senta abbandonato dalle istituzioni e dalla comunità Le famiglie, i lavoratori e anche molte imprese, stanno facendo sempre più fatica, anche a trovare finanziamenti. Credo si dovrebbe lavorare su quello principalmente.

12. Una cosa sbagliata fatta dalla giunta uscente?

Non indicherei una cosa sbagliata, da cittadino direi che in questi 5 anni la città è stata governata senza dinamismo, senza idee nuove, in modo opaco, spento, distante dai cittadini e senza dialogo con questi.

Nel 2007, al momento di redigere il bilancio preventivo, è stato fatto un piano degli investimenti non allineato con quello degli anni immediatamente precedenti, che erano stati all’insegna del risparmio. Nel 2007 si previde invece un salto di diversi milioni di euro, cosa che già allora criticai dicendo che sarebbero state solo promesse senza seguito. Ora, con senno di poi, possiamo constatare che infatti la maggior parte degli investimenti non sono partiti o sono stati rinviati al 2009, proprio perché mancavano le risorse.

13. Come può fare Cattolica a restare la regina del turismo?

Puntando su nuovi mercati. Cercando sinergie forti e costanti tra gli operatori del settore. Favorendo le innovazioni e le nuove idee. Le parole chiave per vincere la sfida che ci attende dovranno essere QUALITA’ e INSIEME.

Cattolica parte già da una buonissima base: è una città piccola ma ha tutto ed è molto bella. Chiunque passi per Cattolica non può non apprezzarla e molti vorrebbero restarci. Bisogna partire da questo per progettare la città del futuro. Non possiamo continuare con le stesse cose. Sicuramente bisogna fare in modo che sia una città vivibile per chi ci abita ma soprattutto per chi ci viene in vacanza. Credo si possa pensare un progetto per far lavorare in sinergia tutte le categorie economiche, valorizzando anche l’offerta per le nicchie turistiche. Mi viene in mente lo sport, ma, più in generale, si possono pensare eventi che catalizzino da noi i gruppi di persone che hanno passioni particolari e che rappresentano, appunto, nicchie turistiche.

14. E in quali altre attività Cattolica potrebbe primeggiare?

Ne dico solo alcune: turismo sportivo, benessere, turismo culturale, attività ricreative per i giovani, commercio di qualità, ecc… Ho molta fiducia nelle capacità degli imprenditori sul territorio.

Esistono già varie realtà economiche legate ad esempio all’indotto turistico, o alle nuove tecnologie di internet, che si potrebbero valorizzare.

15. Come farà Cattolica a superare la crisi di questo momento?

Ragionando, bene ed insieme, sulle cose da fare, soprattutto oggi, con la crisi economica che ci attanaglia. Vorrei avere un occhio particolare verso le famiglie e sulle persone in difficoltà ed un altro verso il mondo imprenditoriale, perché la crisi colpirà soprattutto questi soggetti, per cui gli sforzi da produrre dovranno andare in questa direzione. La crisi economica va affrontata con coraggio e non stando in rimessa, investendo con progetti innovativi insieme agli operatori sul territorio, economici e non. L’amministrazione deve fare da volano per l’economia, premiando il lavoro e non la rendita, perché dall’economia verranno le risorse per rispondere alle esigenze delle persone e delle famiglie.

Cattolica è già una realtà molto viva, ci sono persone pronte ad investire, a darsi da fare, e grazie a questo è arrivata agli attuali livelli. Certo la crisi attuale è dura per tutti: credo che dobbiamo fare come nel dopoguerra, rimboccandoci tutti quanti le maniche per far crescere la nostra realtà. E in questo senso credo che anche il Comune possa fare la sua, ad esempio producendo o garantendo finanziamenti per far crescere le imprese del territorio.

16. Cosa pensa del Registro delle unioni di fatto?

La convivenza more uxorio, essendo largamente diffusa, ritengo vada comunque rispettata e tutelata, in quanto scelta della coppia. Auspico anche che, finalmente, il Parlamento approvi una Legge in tal senso.

Lo dice la parola stessa, le unioni di fatto sono un fatto, un qualcosa che esiste, una realtà. I matrimoni sono in calo, le convivenze in aumento. La coppia è vista e vissuta diversamente rispetto al passato: oggi è più frequente separarsi, magari consensualmente, e poi intraprendere una nuova convivenza. Credo sia giusto garantire diritti fondamentali anche a queste persone, credo che sia importante.

17. E della campagna contro i cosiddetti fannulloni attivata dal ministro Brunetta?

Penso che vada fatta una riforma seria della P.A. dove il dipendente sia motivato a lavorare non per la paura di controlli, ma perché incentivato da un mix di soddisfazione personale e di proporzionata soddisfazione economica, oggi entrambe carenti. Se sarò eletto opererò in tal senso nella nostra Amministrazione Comunale, riconoscendo ed esaltando le competenze di ognuno e prestando ascolto, sempre.

Brunetta ha sicuramente centrato un problema, che però non è quello dei fannulloni, bensì della scarsa organizzazione della burocrazia in Italia (in cui poi magari c’è anche qualcuno che lavora poco). Forse questo problema, che ripeto esiste, non è stato affrontato nel migliore dei modi, perché si è cercata una scorciatoia mentre le radici sono più profonde. Però qualche risultato c’è stato.

18. E della “nuova questione morale” che sta investendo il PD?

Non parlerei di una nuova questione morale, ma di una etica costante che deve essere sempre alla base di ciascun partito, e quindi anche del PD. Questa cosa sarebbe molto apprezzata dal popolo che lo vota.

Credo che la questione morale per il PD non sia un problema, ma che invece in chiave futura si dimostrerà un punto di forza del PD. Parlare di questi problemi, invece che tenerli nascosti, è un punto di forza. Dimostra che il PD è un partito diverso. Io d’altra parte ho sempre detto che difficile non sarebbe stato fondare il Pd bensì costruirlo sul serio. Anche altri partiti hanno lo stesso problema, ma invece di parlarne cercano di nasconderlo.

19. E dell’elezione di Obama negli USA?

Un avvenimento fantastico, finalmente, basti pensare che solo 150 anni fa gli uomini di colore erano schiavi in quel paese.

E’ una grande speranza. La speranza di una politica nuova, negli Stati Uniti, dopo la pessima politica del presidente Bush.

20. Dia un consiglio ai suoi concorrenti nelle primarie…

Questa risposta vale per entrambi: non credo di dover dare loro un consiglio, penso siano abbastanza grandi per sapere ciò che fanno, e, sperando che ci abbiano pensato bene, dico loro: vinca il migliore.

A Cibelli: abbiamo cercato di confrontarci molto, con loro, all’interno del partito, ma sono stati diversi modi per evitarci…
A Pazzaglini: avere più coraggio; mettere più coraggio nelle scelte che ritiene fondamentali.

Intervista curata da Francesco Pagnini

Sul sito di Cubia puoi partecipare al sondaggio sulle primarie del PD!

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