Insediamento dell’amministrazione fascista

Motto fascista

Motto fascista

Tratto da Cubia n° 84 – Settembre 2008

CATTOLICA MAGGIO 1923

Insediamento dell’Amministrazione Fascista

Popolazione 5.097


L’Amministrazione Fascista di Cattolica, insediatasi nel maggio 1923, si trovò subito a dover risolvere problemi poderosi e indilazionabili. Propostasi un quesito pregiudiziale, quale il risanamento del bilancio e l’economia più rigida in fatto di spese non rispondenti a precisi caratteri di utilità generale, si delineò fin dall’inizio l’ assillante dualismo fra il premere delle necessità e dei bisogni di una città in crisi di crescenza e anelante a tutti gli sviluppi e le possibilità che la sua funzione di centro balneare e di soggiorno richiedevano, e le strettoie dei bilanci che tendevano a smorzarle o per lo meno a limitarle e procrastinarle. Vincendo ostacoli, adeguando e superando con ingegnosità le possibilità dei bilanci, ormeggiando fra le secche delle entrate con abilità veramente marinara, gli amministratori si accinsero al compito con visione larga, geniale e sintetica dei vari problemi che interessavano Cattolica, nella sua duplice veste di centro di produzione della pesca e di località di cura marina.

Per amministrare ed agire in senso utile e buono si rese necessario inquadrare le opere di utilità pubblica nel campo delle necessità generali sia immanenti che mediate, e procedere alla loro graduale realizzazione non considerandole come fini a se stesse, ma come parte di un tutto: piccole e armoniche pietre che dovranno formare l’edificio completo e duraturo della futura città.

Problema del posto, della sua sicurezza, capienza, efficienza, e problema dell’attrezzatura moderna del paese, del suo sviluppo, della sua estetica, furono studiati di conserva, perchè è superfluo specificare quali e quante siano l’ interferenza fra i due, e come l’uno esista in funzione dell’altro.

Inizieremo ora la rassegna rapida, ma analitica, delle opere portate a compimento nel quadriennio 1923 – 1926, a dimostrazione dell’attività svolta con intento fascista per l’avvenire e la valorizzazione della ridente spiaggia.
Sviluppi Territoriali e Piani Regolatori

Uno dei problemi più gravi, perchè legato indissolubilmente all’avvenire di Cattolica, era certamente quello di mettere in valore, con aperture di strade e lottizzazioni, tutto il terreno appartenente alla Congregazione di Carità di Pesaro, che cingeva, come una cintura di soffocamento, la città che si andava formando intorno al nuovo e magnifico edificio comunale.

Dopo una serie di laboriose e difficili trattative si venne ad un accordo con quell’amministrazione, e una vasta area di parecchi ettari di superficie fu così assicurata all’attività edificatrice dei privati.

Essa è situata in una delle posizioni più belle e salubri della città, trovandosi a circa 8 metri sul livello del mare, fra la via Marconi e via del Porto.

Due ampi stradoni longitudinali (mt 12), partendo dai fianchi dell’edificio comunale, giungono direttamente alla spiaggia: un terzo, iniziandosi da via Piave, di fronte al nuovo mercato coperto, termina su di una traversale. Completano il piano sei trasversali, due delle quali mettono in comunicazione la via del Porto col viale Marconi. I due stradoni longitudinali terminano sulla spiaggia con gradinata in pietra, costituendo un imponente elemento decorativo.

Un’altra zona che attende di essere messa in valore e che apre ora alle possibilità costruttive edilizie una ridentissima e ampia distesa di terreno fino a ieri coltivata ad orto e a prato, è quella denominata “Largomarina”, compresa fra il rilevato della linea ferroviaria e il viale Dante.

Un largo vialone intitolato alla memoria della defunta signora “Violante del Prete”, consorte di un benemerito cittadino di Cattolica, si stacca dal viale Fiume e costituisce l’ossatura del futuro sistema stradale.

Varie vie perpendicolari a questa sono già state tracciate e costruite, e altre lo saranno quando il vialone centrale sarà ultimato e farà capo ad oriente al viale Balneare, e ad occidente al torrente Ventena. Sarà questa una delle più lunghe e larghe strade di Cattolica, quasi tutta un rettifilo e, ultimata, avrà uno sviluppo di circa un chilometro.

Nei riguardi dello sviluppo territoriale della città è decoroso parlare anche della messa in valore di una estesissima zona di arenili dovuta all’opera di un coraggioso e benemerito privato, il sig. Facchini di Bologna, il quale nella sua poderosa opera è stato fiancheggiato dall’Amministrazione comunale, che nulla ha lasciato d’intentato pur di facilitargli e alleggerirgli il compito.

La zona in parola, per la sua peculiarità ed avvallamenti, era denominata appunto montaletti, e la più rigogliosa e selvaggia flora marina vi cresceva e vi allignava, conferendo all’assieme un aspetto di rude e primitiva bellezza.

Talvolta le acque del prossimo fiume Ventena la sommergevano e le acque stagnate costituivano veri e propri acquitrini con evidente danno della pubblica salute.

Ora non più il pittoresco susseguirsi di montagnole, ma una vastissima spianata che degrada dolcemente al mare percorsa da un vialone centrale, continuazione di quello denominato Carducci e tagliata da altri viali laterali che questi immettono.

Una vasta piazza esagonale interrompe al centro la monotonia del rettifilo. Pini marini e piante tropicali adergono le loro cupe chiome al vento marino. Il terreno, diviso in settori e lottizzato, attende ora l’opera dell’uomo che vi costruisca le ridenti ville per i sani riposi ristoratori. Questa zona è destinata a diventare la sede di uno dei più eleganti e signorili quartieri di Cattolica.

Coll’apertura di queste nuove strade, la rete stradale di Cattolica si è arricchita di dieci chilometri di nuove arterie ampie, alberate, che permetteranno nel prossimo avvenire lo svolgersi ordinato e preordinato di una attività edilizia conforme ai nuovi bisogni e sviluppi della più grande Cattolica.

A cura di Dorigo Vanzolini

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