Da Antonio

O Maraniello

O Maraniello

Tratto da Cubia n° 75 – Ottobre 2007

Il famoso dancing che ha fatto ballare tanti cattolichini e non:

da Antonio

Nasce come osteria verso i primi del ‘900, gestito dalla laboriosa famiglia Pazzaglini: nonna Zaira – la fondatrice – e mamma Pina, due donne generose che avevano un sorriso per tutti e hanno trascorso una vita nel locale, insieme a papà Antonio.

Un tipici locale di quei tempi, frequentato soprattutto da operai e, nei giorni festivi, anche da marinai, nel quale, secondo la tradizione delle osterie, venivano preparati dei piatti tipici: la trippa, i fagioli, il baccalà, ecc., il tutto annaffiato con buon vino Sangiovese.

Lo frequentavano compagnie numerose, che trascorrevano il tempo libero con l’unico divertimento allora disponibile, dedicandodi alle tradizionali “cante” in festosa allegria.

Subito dopo l’ultimo conflitto mondiale, il locale pian piano subisce delle innovazioni. Antonio, uomo burbero ma genuino, reduce dalla campagna di Russia, sempre aperto alle migliorie, intuisce la forza di richiamo della musica. Per cui decide di inserire, durante il periodo estivo, una piccola orchestrina, visto che lo spazio a disposizione è sufficiente per ospitare molte persone. Ha inizio così un nuovo capitolo nella storia del locale: il famoso “Dancing da Antonio”, dove milioni di persone hanno ballato per più di cinquant’anni.

Tutta la famiglia, compresi i figli Piergiorgio e Giuseppe, collaboravano nella gestione del locale, non solo con il lavoro, ma anche in qualità di artisti: ad una certa ora, infatti, Antonio si esibiva al microfono con la sua caratteristica voce, che sgorgava dal cuore, in canti napoletani, il più famoso dei quali era Marenariello, mentre Piergiorgio cantava una bellissima canzone degli anni 60, Dove andrò senza di te, ricevendo entrambi applausi scroscianti. Il fatto divertente era che, trovandosi il locale sotto la ferrovia, Antonio, prima di intonare la sua canzone, doveva controllare l’orario e calcolare i tempi tra il passaggio dei treni, per evitare che la sua voce venisse coperta dallo sferragliare delle locomotive.

Pur con il passare degli anni, nonostante la nascita di tanti altri dancing, più moderni ed innovativi, il dancing “Da Antonio” ha mantenuto sempre, con alcune indispensabili migliorie, le caratteristiche originali, salvaguardando la sua tipicità, che con l’andare del tempo a Cattolica si è poi persa.

Un bellissimo giardino con tanto verde, ideale per trascorrere piacevoli serate in genuina allegria. Ottimi e simpatici musicisti, tra cui: Luciano Scardassa, Michele il bassista, Vincenzino il pianista, i quali hanno trascorso la loro gioventù in quel locale.

Tra i clienti era facile vedere uomini originali e curiosi, soprattutto quando partivano all’assalto delle clienti: individuata la propria preda, quella più rispondente alle loro esigenze di “amatori”, si piazzavano alle sue spalle e, non appena i musicisti si avvicinavano agli strumenti, da veri avvoltoi (in senso buono) le piombavano addosso. Una volta in pista, alcuni si avvicinavano alle guance della propria “compagna” per sfoderare un bel bacio nella luce soffusa. Ma non sempre il tentativo andava a segno: alcune signore schivavano il bacio girando la testa dall’altra parte; altre, sentendosi stringere troppo da braccia poderose, puntavano le mani sul petto del ballerino, respingendone con decisione le effusioni. Si vedevano coppie molto originali, stranamente assortite. La differenza di età era spesso evidente: donne eleganti, ben vestite, truccate a dovere si accompagnavano spesso con uomini molto più avanti negli anni.

Tutto questo era spettacolo, tutto questo era il famoso dancing “Da Antonio”, con i suoi amori sbocciati, con le sue avventure finite su una pista da ballo!

Alla scomparsa dell’amatissimo Antonio, il figlio Piergiorgio ne ha continuato l’attività, ampliando il lavoro con ottimi risultati. Con abilità e simpatia, ha saputo portare ancora più in alto il nome del locale, creandosi la fama di ottimo ristoratore, rinomato soprattutto per le specialità di pesce, che curava in maniera particolare. Tanti clienti giungevano da ogni parte d’Italia per gustare i suoi piatti. Ma, nonostante tutto l’impegno, suo e della sua famiglia, Piergiorgio è stato costretto a cedere l’attività. A suo dire, per coprire le spese del dancing estivo, doveva lavorare nel periodo invernale.

I tempi cambiano, si aprono nuovo cicli, ma nel cuore di tante persone rimane indelebile il ricordo di quello che è stato il dancing “Da Antonio”, delle serate trascorse nel puro e genuino divertimento.

di Roberto Bozza

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