Il “buon senso”

Embrione

Embrione

Tratto da Cubia n° 53 – Giugno 2005

La sbornia è passata. I proclami e gli inviti della “scienza onnisciente e onnipotente”, e dei suoi, spesso opportunisti, seguaci non sono serviti ad offuscare la mente degli italiani. Non degli italiani “dotti” e neppure di quelli “allineati” oppure “politically correct”; no! Degli Italiani Normali, di quelli ai quali sta veramente a cuore la vita umana e la sua intangibilità. Sono migliaia di anni che la vita attraverso le regole che sono state definite dal Padreterno (per chi crede) oppure dalla Natura (per chi non crede) è apparsa sulla terra, e si è via via sviluppata. Per conto suo, senza la necessità dell’intervento umano. Certamente l’Uomo, attraverso la scienza medica, ha molto favorito lo sviluppo di una vita più facile, con meno dolore, mediamente più lunga, ma, sempre e comunque, con una fine certa. Questo non dimentichiamolo mai, altrimenti rischiamo di andare fuori strada. Non ha potuto neppure inventare un nuovo modo, o nuovi materiali, per dare la vita. Perché questo non è nelle sue possibilità, né nel suo potere, la vita nasce sempre in un modo autonomo (e gratuito, ricordava qualche giorno fa un noto giornalista), in un modo dove i protagonisti sono e devono essere Due: un Uomo e una Donna, che con un Atto di Amore, e non di egoismo, decidono di dare la vita ad un Nuovo essere, un figlio, il quale, lui sì, ha dei diritti precisi che devono essere soddisfatti.
Quando comincia la vita? Se ne sono sentite di tutti i colori. Lasciamo perdere la scienza dove si è detto tutto e il contrario di tutto. Facciamo un ragionamento semplice che ognuno di noi può fare (non serve essere scienziati, perché tutti abbiamo un cervello e possiamo e dobbiamo usarlo). Tutti sappiamo che l’ovulo e lo spermatozoo finché vivono ognuno per conto loro sono materie inerte, non producono né succede niente. Poi, un giorno queste due “cose” si incontrano, si piacciono, si compenetrano, cioè uno entra dentro l’altro, il tutto funziona, il processo va avanti (da solo, non serve nessun altro intervento esterno o speciale), quelle due Cose non sono più due “cose”, sono diventate un Embrione cioè un Essere Umano. E’ nata una nuova vita!!! Sì! E’ nata, perché da quel momento in avanti non servirà più nessun altro intervento esterno perché la vita continui. Basterà solo che la Madre, attraverso gli organi che la natura ha predisposto (utero, placenta, ecc…) gli dia da mangiare, cioè nutra questo piccolo Essere che è già persona e fra qualche mese nascerà e diventerà bambino (e la madre o chi per lei dovrà continuare ad alimentarlo per qualche anno), poi uomo o donna. Il problema è tutto qui. La scienza questo Momento e questo Essere li deve rispettare. Punto! Non ha né il diritto né il potere di andare a manomettere la vita nel suo momento più importante. Se la legge 40 si può migliorare ben vengano le modifiche migliorative. Sull’origine della vita, però, bisogna essere molto attenti e rispettosi. Credo sia questo il messaggio che gli italiani non andando a votare e quindi respingendo le referendarie abbiano voluto dare.

di Gianfranco Vanzini

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