Circolo Tennis – Febbraio 2008

Nicola Federer

Nicola Federer

Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Per ottenere dei risultati servono alcune componenti, tra cui, oltre al ragazzo o ragazza che si applicano, i genitori che li supportano e una struttura adeguata allo sport che si vuole praticare. Nel caso del tennis, a Cattolica la carenza della struttura è ormai cronica.
Lo spunto per questo articolo mi è venuto ricordando la serata per gli auguri di buone feste, che si è svolta presso i locali dell’impianto di Via Leoncavallo il 15 dicembre 2008. L’attuale staff tecnico per iniziare all’agonismo gli allievi che frequentano la scuola di tennis, la cosiddetta base, dà dei punteggi per chi fa meglio quel colpo o quel esercizio, poi premia tutti i ragazzi con dei premi regalati dai vari sponsor. Quest’anno, come dicevo, abbiamo deciso di effettuare la premiazione presso l’impianto di via Leoncavallo, anche per mostrare ai genitori l’ambiente in cui lasciano i propri figli. L’alta affluenza dei ragazzi e dei genitori ha fatto emergere la carenza che il circolo tennis si sta trascinando da oltre vent’anni. Praticamente la saletta dove premiavano non è stata sufficiente per accogliere i ragazzi e i genitori, così come la saletta adiacente ha creato qualche disagio ai genitori che volevano assistere alla premiazione. Questa carenza ormai storica non si deve attribuire a noi responsabili dell’associazione sportiva Circolo Tennis Cattolica perché continuamente ci siamo arrovellati per trovare una soluzione. Tante, e ormai troppe volte, ci siamo recati presso gli uffici del sindaco o dell’assessore di turno per ottenere sempre le stesse risposte negative. Eppure i fondi per le altre associazioni sportive locali, o enti, associazioni che nulla centrano con la nostra realtà, i soldi, i nostri amministratori, li trovano.
Se la struttura è pubblica e gli amministratori, sempre gli stessi, vogliono che rimanga così, cambiamo gli amministratori: non si può continuare ad avere un rapporto con chi non vede oltre la sua poltrona.
Per il mio ruolo di presidente dell’associazione sportiva ho modo di vedere gli altri impianti di altri comuni dove organizzano tornei o manifestazioni o riunioni tra circoli e mi rendo conto se un impianto è accogliente oppure carente. E questo mi fa propendere se frequentare l’impianto sportivo oppure no. Scorrendo il numero dei soci dichiarati alla F.I.T. da tutti i circoli della provincia di Rimini, il T.C. Riccione risulta l’associazione con il maggior numero di soci. Eppure non a squadre di alto livello, noi abbiamo ambedue le squadre, maschile e femminile, che partecipano ai campionati di livello superiore. Non organizzano manifestazioni internazionali come ad esempio i due circoli di Rimini e San Marino. L’unica spiegazione per un così alto numero di soci sta nella struttura accogliente che l’amministrazione comunale mette a disposizione.
La speranza, anche per la nostra città, è che in futuro ci siano amministratori che aprano gli occhi su queste realtà e ci permettano di gestire impianti pubblici come i cittadini di Cattolica meritano.

di Giorgio Pierani

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