Intervista a Cono Cimino: “Primarie nel PDL?”

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Tratto da Cubia n° 88 – Gennaio 2009

Anche il centro-destra a Cattolica potrebbe fare le sue primarie. Ma non sarebbero “assembleari” come quelle del Pd, bensì aperte solo ad iscritti e tesserati, e interne ai circoli. Questo perché, spiega Cono Cimino, segretario e cittadino del PDL (e, secondo qualche ambiente, candidato in pectore per il centrodestra), “mi pare che questo strumento, che va benissimo in America dove è connaturato nella tradizione di quel sistema elettorale, nella nostra realtà rappresenti una forzatura, oltre ad un grande dispendio di energie e di risorse”.

Ma in questo modo, Cimino, non si presta alle critiche di coloro che vi accusano di voler decidere nelle segrete stanze, e con metodi vecchi, invece di dar voce alla gente?

“Guardi, nessuno dice che vogliamo decidere in pochi. Dico solo che, se le primarie devono portare allo spettacolo che ha dato il Pd cattolichino, con accuse, controaccuse tra persone che in consiglio hanno sempre votato nello stesso modo, veleni, manifesti, promesse per carpire facile consenso, ne facciamo volentieri a meno. Quelle del Pd dovevano essere primarie di coalizione e lo sono state solo per finta. E poi si sono prestate ad intromissioni, anche se noi, da galantuomini, non le abbiamo fatte, nonostante tutte le parti in causa ci avessero cercato facendoci promesse. Svolte così, le primarie sono anacronistiche. Noi, invece, analizzeremo la situazione all’interno del nostro direttivo, in cui nella massima serenità emergeranno le varie posizioni. E queste saranno poi le posizioni sulle quali ci andremo a confrontare con la nostra base, nei circoli, anche, non lo escludo, chiedendo formalmente il parere dei tesserati non dell’ultima ora e degli iscritti. Non certo in pochi dunque, come vede. D’altra parte, il fatto di saper stare in mezzo alla gente l’abbiamo dimostrato in ogni occasione. Basti pensare all’affluenza ai gazebo per mandar via il Governo Prodi. La gente vuole concretezza, e noi faremo proposte concrete. Tra l’altro, ultimamente sto vedendo crescere, attorno al nostro schieramento, molto interesse da parte dei giovani. E, in conclusione, non credo proprio che ci si possa accusare di usare metodi vecchi. Direi invece che proprio il centro-destra, a Cattolica, ha sempre proposto progetti politici avanzati. Forse troppo avanzati, tanto che l’elettorato non sempre li ha capiti appieno”.

A cosa si riferisce di preciso?

“Siamo stati i primi, storicamente, a proporre candidati della società civile. A partire dal dottor Maurizio Lugli, quindi Giovanna Gaudenzi, un’albergatrice e soprattutto, 5 anni fa, il dottor Carlo Bulletti. Quest’ultimo è stato l’esempio più evidente di un progetto politico civico. Mirato cioè a proporre una forza di governo e degli amministratori presi dalla società civile, prescindendo dall’appartenenza politica o partitica. La riprova è che poi Bulletti è approdato al Pd. Ma, come ripeto, forse era troppo presto”.

E adesso? Quale ritenete sia il modo migliore per presentarvi agli elettori cattolichini tra qualche mese?

“Certo, la vittoria di Marco Tamanti alle primarie del Pd era tutt’altro che scontata, e apre scenari diversi. Dal punto di vista politico estremizzerà il confronto, specie se Tamanti cercherà l’accordo con la lista Arcobaleno di Alessandro Bondi e con Sinistra Critica. Il Pdl diventa, in quest’ottica, davvero la casa dei moderati, ma anche di quei moderati che ora sono nel centro-sinistra e che in una coalizione di quel tipo si sentirebbero a disagio. Di conseguenza, anche alcune persone della società civile che fino ad ora non se l’erano sentita di scendere in campo, in questa situazione caratterizzata ideologicamente, ma aperta, potrebbero dare la loro disponibilità. E d’altra parte non possiamo però trascurare che il centro-destra a Cattolica, in questi anni, si è messo nelle condizioni di esprimere una classe dirigente credibile ed in grado di guidare la nostra città con tutte le carte in regola. Ne discuteremo, come dicevo”.

I vostri alleati di coalizione condividono questa sua idea su come fare il confronto?

“Sono molto felice di dire che la nostra coalizione, a Cattolica, è molto unita. E devo dire che lo è ormai da tempo. I rapporti interni sono molto buoni. Tanto con l’Udc quanto con An. Ripeto: discuteremo”.

Se, per ipotesi, il sindaco uscente Pietro Pazzaglini e la “Lista Micucci” chiedessero a voi di andare assieme alle urne, magari creando un’unica lista civica mirata a contrastare lo spostamento a sinistra del Pd che lei ipotizzava, sareste disponibili?

“Una premessa: noi non facciamo, e non faremo, politica contro qualcuno o demonizzando qualcuno. Le dico anzi che nel corso della legislatura che volge al termine vicine all’Arcobaleno, e anche alla fronda che Tamanti e Antonio Gabellini rappresentavano, avendo comunque, a mio avviso, un disegno di città più condivisibile. Ad ogni modo, qualora qualche scontento del Pd venisse da noi, credo sia opportuno chiedergli intanto di uscire dal partito, poi di costituire una lista civica con la quale presentarsi alle elezioni, per poi tornare a discutere dopo il primo turno: credo sarebbe più corretto discutere avendo sotto mano il risultato che ognuno ha ottenuto”.

di Francesco Pagnini

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