Correte ai ripari… prima che sia troppo tardi!

Nuova darsena

Nuova darsena

Tratto da Cubia n° 59 – Febbraio 2006

Anni fa ho ereditato da mio padre marinaio una casetta vicino a via Marconi a Cattolica. I due modesti appartamenti che compongono la casa non sono continuamente occupati, soprattutto in bassa stagione. Per questo li propongo spesso in offerta a degli amici francesi. Per la maggior parte mi dicono sì con entusiasmo, fino al momento in cui devo mostrare loro qualche fotografia della città, mare e spiaggia compresi, con le trenta file di ombrelloni. Qualche tempo dopo arrivano le scuse: qualcuno della famiglia ammalato, un contrattempo imprevisto, ecc… mille ringraziamenti, ma non sono mai riuscito a portare a Cattolica un francese, neanche gratis. Considero che la situazione è grave: i francesi non ne vogliono sapere di Cattolica, e l’espressione sul loro volto, nel guardare le cartoline, è eloquente e senza ambiguità.
La nostra, come tutta l’Italia, è una zona contaminata dal turismo di massa. Tra tutte le nazioni turistiche, nello scorso anno, l’Italia è la sola ad avere avuto una percentuale negativa: – 6%. Le cose cominciano a diventare serie. Dove sono i rimedi? Negli anni ’70, Federico Fellini, a proposito della riviera romagnola, scriveva sui giornali: “E sono fieri del disastro che hanno fatto”. Dal canto mio l’avevo capito sin dagli anni ’60.
Consideriamo le spiagge. In Francia, una recente legge impedisce di affittare un appartamento singolo che abbia a disposizione una superficie di spiaggia inferiore a 9,00 metri-quadrati, perché considerato appartamento indecente. La superficie di spiaggia messa a disposizione dei bagnanti nella nostra Riviera è in media per ogni ombrellone, cioè per 3 persone, di 9,00 metri-quadrati, cioè di 3 metri-quadrati a persona: il criterio di “indecenza” è ampiamente superato. E in futuro il mare crescerà inevitabilmente, e avrete sempre meno spiaggia. Allora le alternative sono due: o inventate le sdraio verticali, o prendete coscienza ragionevolmente del problema. Infatti, degli studi scientifici, in seguito a prelevamenti dal fondo marino del mare Adriatico, hanno rivelato la presenza di strati di sale. Ciò significa che questo mare, a più riprese, si è seccato e riempito di nuovo. Mi ricordo che negli anni ’40 e ’50, in via Belvedere a Cattolica, praticamente ogni inverno, in occasione di burrasche importanti, la strada veniva inondata. Per impedire che l’acqua del mare entrasse nelle case, gli abitanti mettevano alla base delle porte d’ingresso delle tavole di legno. Dunque, il fatto che il mare Adriatico cresca è un fenomeno naturale, amplificato dall’effetto serra dovuto alle emanazioni di CO2 provocate dall’uomo.
Ho letto sul n. 51 di Cubia che il signor Pietro Pazzaglini, sindaco di Cattolica, avrebbe l’intenzione di lanciare un concorso di architetti per un progetto futuro sul lungomare che va dal Kursaal al Porto. A questo punto mi sento obbligato a sottolineare la frase di Fellini riportata in precedenza. Per lo sviluppo di Cattolica è tempo di mettere il motore a folle, poi di andare tutta a marcia indietro se possibile, avendo nel mirino la città com’era negli anni ’40 e ’50. A Cattolica, la vista a ponente della spiaggia è inquinata da masse imponenti di cemento armato. Si dovrebbe usare la dinamite per sradicare quella cancrena dalle fondamenta e sostituirla con villette e giardini pubblici o privati.
Ho poi sentito che la costruzione di un’altra darsena è cominciata e che sarebbe destinata a ricevere imbarcazioni da diporto anche nuove. Gli sbagli sono innumerevoli e imperdonabili. Ne citerò soltanto due.
Primo. I fondali della nostra riviera sono troppo bassi per permettere alla pratica del yachting di prosperare e svilupparsi.
Secondo. E’ ormai tempo, al posto di spendere in opere irrisorie e frivole, di risparmiare. E se volete che Cattolica non faccia la stessa fine di New Orleans, inondata a causa delle dighe di protezione troppo basse e fragili, fate preparare dei progetti dai migliori ingegneri olandesi al mondo, specializzati in dighe, e sbrigatevi perché tra breve tempo saranno molto richiesti.
In conclusione. Che nella Riviera Romagnola, e soprattutto a Cattolica, le cose vadano bene è una pura illusione. Secondo il mio parere, site nel pantano. Se continuate come avete cominciato, allora addirittura sarete nelle sabbie mobili: più farete e più affonderete, e se, malgrado tutto, insisterete sulla via tracciata, non dimenticate di lasciare alle generazioni future quantità importante di dinamite.

di Alvio Cervella

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