Bar Caffè Concerto: Haiti e Roma

Tratto da Cubia n° 77 – Dicembre 2007

Chi almeno una volta non ha assistito agli spettacoli di questi locali? Nella centralissima piazza 1° Maggio sorgeva il bar caffe’ concerto Roma, nato negli anni 50 (tuttora esistente), mentre il bar caffè concerto Haiti si trovava nella centralissima via Curiel angolo giardini De Amicis. Due nomi diversi, con molte cose in comune. Nati nel medesimo periodo e gestiti dalla stessa compagine, l’ Haiti per oltre trent’anni, mentre il Roma solo per qualche anno, e poi dato in gestione a nuovi soci. Enzo Magi, un esperto in attività alberghiere e turistiche, persona molto arguta, sapeva sempre scegliere il meglio, nell’assumere gli artisti ed il personale, per il buon andamento dei due locali, creando così sempre un clima di simpatia, affabilità e amabilità. Amalia Lanzini, chi non ha conosciuto la signora Fiorati? -per moltissimi anni ha gestito la famosa pasticceria bar Mazzini-, lavoratrice insostituibile, una signora generosissima, aiutava tante persone meno abbienti, aveva sempre un sorriso e una parola buona per tutti. Nonchè una pasta, un cappuccino, e a volte anche qualche lira, spesso non vedeva quando gli portavano via i panettoni e le colombe, durante le festività. Una particolare attenzione e un affetto materno nei confronti di Lino Porti (baratle).

I due bar caffè concerto erano il centro del divertimento: l’Haiti quest’ultimo era anche un luogo d’incontro pomeridiano, dove si ritrovavano artisti e cantanti, sorseggiando un aperitivo: si ricordano Pierfilippi, Iva Zanicchi, Hengel Gualdi, Piergiorgio Farina, Corrado, Silvio Noto, e tanti altri. Puntualmente ogni sera un centinaio di persone prendeva posto all’esterno dei due locali, ammassandosi nella strada e nella grande piazza, godendosi un genuino divertimento fatto di musica, attrazioni, e grandi risate. Anche gli spettatori all’esterno erano protagonisti. Si vedevano persone di ogni genere: madri con in braccio bimbi che piangevano perchè volevano rimanere fino alla fine della serata, e le madri che si arrabbiavano urlando e a volte facendo volare anche qualche sculacciata; turisti di ogni genere; donne che, terminato il loro turno di lavoro negli alberghi (sempre col vestito divisa azzurro, oppure rosato), si rilassavano divertendosi; ragazzi che discutevano a volte animosamente giungendo anche a litigi, infastidendo la musica, oppure che si facevano i dispetti di vario genere, o che tentavano gli approcci con le ragazze, sforzandosi comicamente di parlare lingue straniere che non conoscevano; persone che, eccitate dall’atmosfera, cantavano unendosi alla musica; gente che ballava in mezzo alla strada, o si affollava con bici, motorini, ostruendo anche il passeggio; persone con al guinzaglio cani che, infastiditi dai suoni acuti di qualche strumento, iniziavano ad abbaiare (Un si pudeva di che un fussa gnenca un chen) e a volte alzavano la gamba per mollare la pipì tra i piedi delle persone scambiandole per piante: famiglie intere che con un gelato trascorrevano la serata, mentre tanti clienti si sedevano all’ interno consumando. Tutto era uno spasso, un grande divertimento gratuito. Succedeva anche che i cavalli, mentre passeggiavano trainando la romantica carrozzella, spaventati dai rumori (musica, confusione ecc.) si imbizzarrivano, seminavano il panico. Ma tutto si risolveva per il meglio, grazie all’intervento dei cocchieri, che riuscivano in ogni situazione a calmare i loro amici.

I musicisti sudavano quattro camicie per far divertire gli spettatori, rimanendo così nei ricordi di tante persone. Ancora oggi, passeggiando per le strade del centro, ritorna in mente quel passato.

Oltre alle capacità musicali, era indispensabile possedere una buona dose di spirito e di simpatia.Tonino Canducci e Athos Mancini sono stati un grande esempio poichè riuscivano a tenere per le tre ore di spettacolo i clienti sempre attenti su tutto ciò che si avvicendava sul palco.

Personaggi d’ogni sorta hanno calcato il palco sia del bar concerto Roma che del bar concerto Haiti.

Luciano Gennari con la sua fisarmonica interpretava i migliori brani classici sfoggiando tutta la sua musicalità e bravura riscuotendo ogni volta un grande successo. Aratari Guerrino Gherry, con la sua la sua prestanza fisica e con grande simpatia, e con l’aiuto musicale del fratello Mario, quando si esibiva nelle imitazioni di Celentano mandava in visibilio il pubblico. Quando al caffè Roma cantava “Stasera mi butto”, spiccava una folle corsa e, togliendosi la camicia, con grande sorpresa e divertimento del pubblico si tuffava nella fontana del piazzale 1° Maggio. Nel bar caffè Haiti i paladini dello spettacolo sono stati “I Romagnoli”, capeggiati da Luigi Serafini (Gig ad Serafen), che con la sua simpatia e allegria riusciva ogni volta a far divertire il pubblico Ricordo altri musicisti al suo fianco: Nicola (Nicolino), il batterista, che interpretava in maniera eccellente le più belle melodie francesi; Paolo Del Maestro, chitarrista cantante e il più giovane del gruppo, che interpretava le canzoni più moderne in maniera impeccabile; Vincenzino, provenienza Monte Carpegna, che ha suonato per un breve periodo alle tastiere e che era una catastrofe con le femmine; Benito, che sostituì Vincenzino, divenendo il cervello musicale del gruppo; Rita Glori, cantante molto sensibile, dalla voce commovente, di una femminilità ed eleganza non comuni. Prima di loro tanti altri artisti hanno contribuito al buon andamento del locale ma, per ragioni di spazio, non riesco a nominarli. C’erano poi gli artisti che ogni sera si esibivano con le loro attrazioni: Antonio “brillali”, cameriere e cantante, che durante il giorno vendeva gli occhiali sulla spiaggia; Giovanni Borsellino (trombetta), che con i suoi numeri faceva sbellicare il pubblico di risate; Vittorio il tenore; Lino Porti (baratle), che con la sua voce stonata ma con un impegno incredibile riusciva a rallegrare per oltre trenta minuti il pubblico, sia all’interno che all’esterno del locale. Infine, tutto lo staff del personale, dai camerieri: Peppino Zambuto, Elio Paoloucci, Lino Tonini, il grande barmann Veniero Cervella (coi suoi cocktail fuori di cervello), alle ragazze: Mirna Lanzini (nipote della sig. Fiorati), Pasqualina Masi moglie di Enzo Magi, Luisa Magi sorella di Enzo.

Rivolgo un ringraziamento ad Enzo Magi per la sua collaborazione e per

tutto il materiale donato alla Biblioteca Comunale di Cattolica.

di Roberto Bozza

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