E’ emergenza strade a Cattolica

progetto Velib a Parigi

progetto Velib a Parigi

Tratto da Cubia n° 74 – Settembre 2007

Tutte le strade portano a Roma, ma tutte le buche rimangono a Cattolica. Quello delle strade dissestate, dei buchi che si aprono all’improvviso e quasi mai si chiudono, delle toppe messe alla bisogna laddove l’asfalto si fa impraticabile, è un problema sempre più serio per i cattolichini. Un problema che, per quello che si è visto finora, sembra lasciare completamente indifferente il sindaco Pietro Pazzaglini e l’amministrazione comunale.

Lo stato di queste strade è e sarà all’origine di incidenti, se non si interviene rapidamente ed efficacemente Non credo che esistano altrove strade con un così alto numero di squarci, fessure, dossi, tombini infossati, buchi e buche, deformazioni, avvallamenti, canali, crepe. Una percentuale importante di tali strade è irreparabile. Unica soluzione: rifare interamente l’asfalto del selciato. Il costo? Enorme!! Queste spese si potevano prevedere? Certamente. Il mantenimento delle strade della città era un dovere primario per le amministrazioni comunali che si sono succedute. Fontane, darsene, parchi, costruzioni varie… erano spese secondarie, che si dovevano evitare o rinviare.

Lo stato deplorevole delle strade è talmente evidente che non necessitano studi tecnici o scientifici approfonditi e costosi per rendersene conto. Perciò non possono esserci scuse. Bisogna mettersi al lavoro al più presto. Ma soprattutto occorre prendere dei provvedimenti affinché le opere stradali in corso e quelle future siano eseguite secondo le regole, applicando semplicemente scrupolosamente e con il massimo rigore le norme e leggi in vigore. Un esempio: gli allacci sotterranei di fognatura, acquedotto, gas, ecc. sono necessari, non si possono non fare. Ebbene, io vedo che in Francia –dove vivo – ed in particolare per le vie di Parigi, città che conosco meglio di tutte, a fine lavori, questi allacci non danno alcun disagio. Ed invece quelli di Cattolica, qualche tempo dopo l’ultimazione delle opere, cominciano a scavarsi. Il che evidenzia incompetenza e negligenze tecniche, nonché insufficiente attività di controllo e verifica. Quando si richiude la trincea, i materiali messi in opera devono essere praticamente privi di terra argillosa e ricchi di sabbia, ma soprattutto, quando la trincea è ricolma, non bisogna limitarsi a pestare e battere questa terra soltanto una volta e basta, ma si deve farlo e rifarlo con molta cura, a strati di 15 centimetri. In questo modo, gli allacci saranno meno fastidiosi e meno pericolosi.

Un principio non bisognerebbe mai dimenticare: che si tratti di lavori pubblici o privati, la sicurezza deve avere sempre la precedenza su tutto il resto.

Ed allora, signori responsabili comunali, prima di altre opere di comodità e di bellezza, mettete in cantiere quelle per il riassetto ed il mantenimento di tutte le strade della città.

Voglio citare ancora una volta l’esempio di Parigi. Nella capitale francese, allo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’insostenibile traffico automobilistico, dal 15 luglio di quest’anno è stata messa in servizio, a disposizione dei cittadini, una rete di 775 stazioni per biciclette a noleggio. Le prime 10.600 biciclette, sulle 250.000 previste per fine anno 2008, sono state letteralmente prese d’assalto e gli abbonamenti sono stati ben presto esauriti. Lo stesso sistema, già esistente a Lione, è in progetto anche in altre città francesi, come Tolosa, Besancon e Mulhuse.

Questa iniziativa, oltre a costituite un serio tentativo ecologico per ridurre l’emissioni di gas ad effetto serra, è la prova evidente che le strade di Parigi sono idonee per le biciclette. La stessa cosa non si può dire per tante città italiane, e, tornando al nostro particolare, per Cattolica. E’ dunque tempo che gli amministratori comunali prendano coscienza del problema e vi dedichino al più presto la dovuta attenzione e le opportune risorse!

di Alvio Cervella

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