Il tree-climbing

 

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Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

Come potare gli alberi in arrampicata

Il tree climbing altro non è che un tipo di particolare potatura: permette di potare piante di qualsiasi dimensione, perché ci si muove utilizzando una tecnica di arrampicata che consente di muoversi sull’albero sospesi tra le chiome con una imbragatura e delle corde in modo da passare da un ramo all’altro in completa sicurezza. In più, questa tecnica permette interventi in tutte le situazioni, superando gli ostacoli che rendono inutilizzabili piattaforme ed autogru.

Ma come è possibile?

Il tree climbing, letteralmente “arrampicata sugli alberi”, è una metodica di lavoro che trae le proprie tecniche dalla più conosciuta tecnica sportiva di free climbing, letteralmente “arrampicata libera”, la quale permette di inerpicarsi su pareti rocciose.

Le tecniche usate sono prese in prestito da questa disciplina sportiva, ovviamente adatte: si devono infatti rispettare rigorose norme di sicurezza ed utilizzare attrezzature altrettanto sicure, oltre ad avere una adeguata preparazione fisica. Inoltre, l’apprendimento di queste nozioni prevede sì la padronanza delle tecniche di arrampicata, ma anche lo studio dei nodi ed una approfondita conoscenza delle piante che si andranno a potare.

Essendo un nuovo tipo di potatura, è ancora in evoluzione anche se, come spesso accade, nel resto del mondo è una tecnica usata già da diversi anni, in America addirittura risale agli anni ’20.

I pregi dell’utilizzo di questa pratica, applicata alla necessità che le alberature hanno di essere potate regolarmente, sono davvero notevoli: pensiamo alle alberature stradali o alle piante in un bosco, spesso difficili da raggiungere con automezzi ingombranti, ma pensiamo anche al tempo che si risparmia nel muoversi tra le fronde dell’albero senza dover riposizionare il mezzo con il cestello che permette all’operatore di raggiungere parti diverse della chioma.

La base di questa tecnica è l’imbragatura detta climber, fornita di un anello centrale e due laterali, attraverso i quali scorrono le corde che sostengono l’operatore tra le fronde.

Una volta appresa la tecnica, questa potatura consiste innanzitutto nell’esame della pianta che si deve potare e sulla quale ci si deve arrampicare. Dato che è l’albero stesso a dover sopportare il peso dell’operatore, dovremo porre attenzione ai rami spezzati, a quelli secchi, a cavità che sottintendono carie nel legno che potrebbero aver minato la struttura  della pianta stessa, ed ovviamente non scegliere proprio questi rami per ancorarci. Anche la presenza di nidi di vespe o api potrebbero dar luogo a spiacevoli incontri ravvicinati.

Per salire sulla pianta, il metodo più semplice è quello di scegliere un solido ramo di ancoraggio, e posizionare una cima attraverso il lancio di una pietra o di un piccolo peso. La risalita della pianta avviene facendo scorrere la corda attraverso gli anelli dell’imbragatura, utilizzando dei moschettoni. Avendo a questo punto scelto il punto di ancoraggio e pianificato il lavoro, ci si inizierà a muovere all’interno della chioma per raggiungere i punti dove intendiamo operare per arrivare ai rami che intendiamo potare.

Forse il primo utilizzatore di questa tecnica è stato quel fustacchione di Tarzan, anche se non credo facesse il giardiniere.

di Marina Andruccioli

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1 Commento

Archiviato in Ambiente

Una risposta a “Il tree-climbing

  1. Andrea Borrone

    Ciao. Per caso mi sono imbattuto in questo articolo e leggendolo ho trovato alcune imprecisioni.
    Il tree climbing nasce come metodologia di lavoro molti decenni prima del free climbing e, necessariamente, non può aver ereditato, né preso a prestito, alcunché. Solo a partire dagli anni ’80, con l’approdo di questa metodologia di lavoro in Europa, il tree climbing si arricchisce di alcune tecniche dell’arrampicata classica e di alcuni dispositivi meccanici e di alcuni tipi di nodi.
    Il tree climbing non è un metodo di potatura è semplicemente un metodo per accedere alla chioma degli alberi e poter, in sicurezza, eseguire la potatura.
    Un tree climber deve essere prima di tutto un arboricoltore ossia, una figura professionale qualificata. L’arboricoltore ha conoscenze di biologia e fisiologia vegetale, conosce il sistema albero nella sua interezza e sa intervenire per conservare, o ripristinare, le condizioni vegetative ottimali.
    Non si usano sassi né pietre per il lancio del filo ma sagole che non danneggiano l’albero e la corda non scorre né nell’anello centrale dell’imbraco né negli anelli laterali. Gli anelli servono per fissare, attraverso moschettoni a tripla sicurezza, il nodo di frizione (o il dispositivo meccanico) con il quale si risale o discende lungo la corda di lavoro mentre gli anelli laterali servono per agganciare la longe, spezzone di corda che attraverso un nodo o un dispositivo meccanico può essere regolato. L’imbracatura non è chiamata climber che, infatti, in inglese significa scalatore/arrampicatore.
    Aggiungo che qualsiasi attività lavorativa in tree climbing è soggetta al decreto legislativo 235 sui lavori in quota su fune e pertanto occorre avere superato un esame di abilitazione presso un ente formativo certificato.

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