Archivi del mese: aprile 2009

L’incognita delle Liste Civiche

 

Municipio di Cattolica

Municipio di Cattolica

 

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

La caratteristica di questa campagna elettorale è la massiccia presenza di liste civiche, a partire da quella capeggiata dal sindaco in carica Pazzaglini. Ne risulta molto polverizzato soprattutto il centrosinistra.

Ed ecco qua gli altri. Quelli che non si riconoscono nel Pd, nel Pdl, nell’Arcobaleno e in Sinistra Critica, si sono fatti la loro lista. E sono tanti. Non è esagerato parlare di polverizzazione delle sigle, più o meno civiche, per la tornata elettorale ormai imminente. Certo Cattolica non è nuovissima a questo fenomeno. Alle precedenti elezioni si presentarono, oltre all’Arcobaleno, alla lista Micucci e a quella del candidato della destra Buletti, altre due liste civiche, guidate da Alberto Cenci e da Giorgio Pierani. Non ebbero gran successo: neppure un consigliere per nessuna delle due. Ma questa volta le cose sembrano diverse. Quelle due liste, specialmente “Cattolica città dell’uomo” di Cenci, in qualche modo riconducibile alle parrocchie, avevano comunque un substrato sociale a sorreggerle. Quelle che stanno saltando fuori in vista di giugno sembrano tematiche. Va bene che la forma partito è ormai in crisi, ma una lista di “Musicisti & Artisti per Cattolica” lascia un po’ pensare.

Ad ogni modo nessun giudizio, tanto meno preconcetto, solo il tentativo di fare un po’ d’ordine in favore dell’elettore cattolichino al quale, al primo turno, non mancherà certo la scelta stavolta. Riepiloghiamo perciò la situazione esistente al momento in cui questo pezzo viene confezionato (metà aprile), che può ancora modificarsi, visto il notevole fermento in atto, fino al momento della presentazione ufficiale delle liste, fissata per i primi giorni di Maggio.

La “madre” di tutte le liste civiche è quella realizzata dal sindaco uscente Pietro Pazzaglini. Alla quale si riferiscono quattro delle ulteriori liste venute alla luce: “Musicisti & Artisti per Cattolica” (appunto), “Socialisti per Cattolica”, “Io Amo Cattolica” e, non nuova, “Micucci per Cattolica”, che, oltre a mantenere nel nome l’appellativo dell’ex primo cittadino, schiera anche suo figlio in lista.

Si tratta insomma, a livello politico, dei fedelissimi del sindaco uscente e di altre personalità pescate nel mondo della società civile. La domanda sorge spontanea: perché questi sostenitori, specie quelli della società civile, non si sono limitati a confluire nella lista di Pazzaglini? O, magari, perché quest’ultimo, da sempre propugnatore del continuismo nei confronti dell’operato del sindaco Micucci, assai apprezzato dentro e soprattutto fuori Cattolica, non è confluito nella lista omonima?

Il tentativo che sta dietro a questa proliferazione di nomi, simboli, loghi, candidati, pare ovviamente quello di portar via voti al candidato del Pd Marco Tamanti, in modo da andare a trattare, con maggiore “forza contrattuale”, in caso di apparentamento per il secondo turno.

Il risultato rischia di essere una polverizzazione terribile del centro-sinistra, almeno al primo turno, che potrebbe portare, l’ipotesi non si può certo scartare, il Pdl con il suo (valido) candidato Cono Cimino ad arrivare al secondo turno in testa. Forse nettamente in testa.

Infatti a Pazzaglini e alle “sue” liste civiche potrebbe aggiungersi, sempre nell’alveo del centro-sinistra e della sinistra, oltre a Tamanti col Pd, a Bondi con l’Arcobaleno – con cui corre anche la nuova lista “Cattolica a cinque stelle per Beppe Grillo” – e a Tonti con Sinistra Critica, anche qualche altro soggetto politico-civico, ad esempio una lista di albergatori, di cui si è vociferato per un periodo. Magari tutta questa scelta aiuterà ad allargare le file degli elettori di questa area, ma, si sa, in campagna elettorale ognuno cerca di massimizzare il proprio risultato sparando sugli altri. Specialmente sugli “amici”.

Poi c’è una lista civica che guarda più al centro-destra, fatta soprattutto di giovani, che si chiama “Tocca a noi”, qualora qualche elettore non di centro-sinistra non si riconosca in Cimino.

Cattolica è sempre stata una realtà abbastanza particolare elettoralmente parlando, e un laboratorio politico di prim’ordine e di respiro quasi nazionale. E’ qui che sono state gettate le basi (assieme a Bellaria) per gli accordi tra ex Dc ed ex Pci, dalle quali, dopo una ventina d’anni, è nato il Pd. A Cattolica, alle amministrative, il centro-sinistra guidato da micucci prendeva un dieci per cento in più di quanto prendeva alle politiche. Qui è nata, cinque anni fa, l’esperienza dell’Arcobaleno (copiata poi, per certi versi, dalla sinistra radicale, senza tanto successo) che per soli 134 voti non è arrivata al ballottaggio.

Posto un po’ strano, insomma, Cattolica. E chissà che qualche sorpresa, vista la situazione di partenza completamente “sparigliata”, non arrivi anche stavolta. Forse ancor più inaspettata delle altre.

di Francesco Pagnini

 

Verso le elezioni…

Sul prossimo numero di Cubia, in uscita a fine Maggio, ospiteremo gli interventi dei candidati alla carica di sindaco. Con gli stessi candidati, inoltre, la nostra Rivista sta organizzando un dibattito pubblico, che si svolgerà in piazza Mercato nella serata del 29 maggio, ad appena una settimana dalle votazioni comunali.

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Perdita di cartilagine – artrite

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Tratto da Cubia n° 61 – Aprile 2006

Oggi parleremo di due patologie molto più frequenti di quanto si pensi, che colpiscono specialmente una categoria di lavoratori molto vicini a noi di Cattolica: i marinai, sia per il tipo di lavoro che affrontano giorno e notte con qualsiasi tempo, sia per la posizione che assumono nella cernita del pescato, in ginocchio in condizioni precarie.
Parlo prima della perdita alle ginocchia di una sostanza, la cartilagine, che serve da ammortizzatore naturale tra le ossa che compongono il ginocchio (femore, tibia e rotula): man mano che la cartilagine si assottiglia e si ulcera all’interno del ginocchio, vuoi per processi artrosici, ma maggiormente per la posizione genuflessa sotto carico, inizia una sintomatologia dolorosa, che si aggrava giorno dopo giorno fino a rendere dolorosa la deambulazione, sin nei casi più gravi a provocare all’interno del ginocchio un versamento di liquido, detto sinoviale, che costringe il paziente a subire delle artrocentesi (svuotamento del liquido del ginocchio) con aghi abbastanza dolorosi, dato che, per aspirare il liquido, devono essere del n° 1. Inoltre si devono, fino ad oggi, assumere medicinali per bocca, molte volte gastrolesivi.
Fino a circa un mese fa, per ricostruire la cartilagine, i pazienti dovevano rivolgersi per la maggior parte in Ortopedia a Bologna, per farsi iniettare nel ginocchio, una volta a settimana per 5 settimane, una sostanza chiamata cartilagine artificiale, con un costo notevole (solo le 5 iniezioni costavano e costano circa 300 euro, a cui c’è da aggiungere per 5 volte la parcella dello specialista), con un beneficio della durata di 12-16 mesi massimo; dopodiché bisognava ripetere il ciclo. Ora, fortunatamente, da poco più di un mese, è uscito sul mercato farmaceutico un prodotto a base di ACIDO JALURONICO del costo per ogni fiala di poco più di 30 euro, per un totale per 5 fiale (sempre una a settimana) di poco più di 150 euro, da iniettare sempre nell’articolazione del ginocchio con ago molto sottile ed un’anestesia a spruzzo sul ginocchio, che toglie ogni dolore. Per di più, la casa farmaceutica ha organizzato negli ultimi tre mesi un corso per medici anche generici per l’uso del medicinale. La durata del beneficio che si ha con questo nuovo medicinale è di molto superiore alla cartilagine sintetica, arrivando fino a due-tre anni.
La seconda patologia dolorosa, a cui sono soggetti i marinai ed anche i muratori, è il dolore alla spalla (periartrite scapoloomerale), che si irradia anche lungo il braccio con, a volte, perdita della sensibilità alle dita delle mani e blocco dell’articolazione del gomito (il cosiddetto gomito del tennista).
Anche questa patologia, con altri medicinali e massaggio particolare, viene risolta con 3 o al massimo 4 sedute di infiltrazione, fatta alla spalla od al gomito con aghi sottilissimi e senza dolore particolare: il recupero della funzionalità della spalla è rapido e duraturo, anche per anni.

di Gianfranco Tonelli

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Le siepi

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Tratto da Cubia n° 60 – Marzo 2006

Chi non ha mai visto una siepe? Costeggia spesso i bordi di una strada, fa da perimetro ai nostri giardini, la troviamo spesso ai margini dei campi coltivati.

Ma, se indossiamo gli occhiali della curiosità, possiamo guardare una siepe in modo diverso. Le siepi sono costituite da un insieme lineare di arbusti di lunghezza e composizione variabile.

Non si direbbe, ma sono caratterizzate da un proprio microclima, ed un esteso reticolo di siepi costituisce un sistema che può influire sul clima, modificando da un lato le condizioni di assorbimento dell’energia e dell’acqua, dall’altro l’impatto del vento.

Per quel che riguarda l’energia solare, le siepi agiscono limitando l’irraggiamento diretto del sole ma aumentano l’energia riflessa nella zona esposta al sole; interessante anche la funzione frangivento della siepe, che, limitando la velocità e la turbolenza delle masse d’aria, diminuisce il potere disseccante del vento.

Nei campi e nei giardini, le siepi svolgono nei confronti dell’erosione idrica un ruolo importante, in quanto impediscono all’acqua di raggiungere un volume ed una velocità di ruscellamento tali da creare problemi.

Se diamo a questo discorso un respiro più ampio, va considerato di grande interesse il ruolo equilibratore che le siepi (e le aree verdi) sono in grado di svolgere nei confronti della fauna selvatica.

La presenza nei campi coltivati di siepi, alberi sparsi o raggruppati a boschetti, non solo favorisce ambienti di riproduzione, di rifugio e di alimentazione per numerosi specie di uccelli, mammiferi, rettili, ma facilita la presenza di insetti entomofagi utili all’agricolura biologica. Alcune coccinelle predatrici di afidi (come la Coccinella 7-Punctata) svernano sulle siepi e sul terreno sotto le foglie per spostarsi in primavera nei campi coltivati a caccia di prede.

Senza dimenticare che, anche se usate a scopo decorativo, molte varietà di arbusti producono frutti eduli che per gli uccelli sono spesso l’unico sostentamento durante l’inverno.

L’agricoltura intensiva, l’espansione demografica, il progresso, hanno favorito negli anni la scomparsa di alberi, siepi e prati, e con essi sono scomparsi decine e decine di piccoli animali ed insetti utili.

Reintroducendo le siepi nei nostri campi e nei giardini, si cerca, almeno in parte, di ripristinare un paesaggio diversificato che include “aree di rifugio per flora e fauna selvatica” anche in città.

di Marina Andruccioli

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Della tortura e del nostro mondo

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Tratto da Cubia n° 60 – Marzo 2006

Sono passati circa 240 anni dalla pubblicazione del libro di Cesare Beccarla, il nonno di Alessandro Manzoni, “DEI DELITTI E DELLE PENE” (1764) e… nonostante il pensiero moderno, nonostante il profondo senso di umanità di Beccaria, nonostante gli appelli di Amnesty International e degli uomini con la U maiuscola, la tortura e l’umiliazione di chi riteniamo avversario-nemico continuano ad infangare e ad offendere l’Uomo.

Questo mi addolora e mi indigna.

Mi addolora, perché penso a quanti hanno sofferto per la violenza fisica e psicologica che la tortura comporta; penso, nel mio tempo, a Frei Tito e a Primo Levi, che addirittura non sopravvissero alla loro distruzione fisica e psicologica, ad opera della dittatura brasiliana il primo e di quella nazista il secondo, ed arrivarono al suicidio: uccisi due volte! Penso alle torture e violenze dei Gulag in Siberia ad opera della dittatura staliniana; penso e soffro per gli iracheni sbeffeggiati e torturati nelle carceri di Abu Graib, e ai sospettati di terrorismo nelle carceri di Guantanamano.

Tremo per tutte queste violenze, ma anche mi indigno, perché chi sta ora torturando e distruggendo esseri umani è quella Nazione che per tanti anni è stata simbolo di libertà e sensibilità umana. Dieci anni fa avrei detto che le torture più orrende e disumane appartenevano o al passato o a Paesi ancora in mano a dittature ottuse e fondamentaliste! Ora l’obbrobrio si è spostato a occidente e gli U.S.A. sono assurti ai ruoli primari. La violenza verso l’uomo non ha giustificazioni: non c’è terrorismo, non c’è guerra preventiva, non c’è fondamentalismo, non ci sono motivazioni valide che ammettano né umanamente, né cristianamente (meno che mai) l’uso della tortura.

La mia indignazione poi si estende al mondo giornalistico, alle varie organizzazioni umanitarie ed anche al mondo cristiano, che, a parte qualche servizio-intervento-articolo, non hanno o non vogliono prendere posizione dura e decisa contro chi ancora è rimasto alla barbarie e alla sordida inciviltà della tortura: violenza gratuita ed inutile.

La nostra epoca avrebbe dovuto essere “fuori” da queste logiche disumane, invece c’è dentro più che mai senza scusanti di sorta, anzi con tecniche sempre più aberranti e sofisticate.

Quante volte l’Uomo-Cristo lo facciamo sbeffeggiare e morire in croce?

di Magda Gaetani

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La viaggiatrice inglese

 

Bruce Chatwin

Bruce Chatwin

 

 

Tratto da Cubia n° 64 – Agosto Settembre 2006

Basta uno scambio di battute e non riesco a reprimere un moto di segreta ammirazione: dopo tanti turisti tutti uguali, frettolosi e distratti, adesso davanti a me in libreria c’è una vera viaggiatrice. Inglese, of course, (in fondo, il viaggio come esperienza intellettuale, lo hanno inventato loro). Per capirci, al posto della solita macchina fotografica ha con sé la tavoletta degli acquerelli.

Mi racconta che, prima di venire in Italia, ne ha studiato la lingua, la storia e la letteratura, l’arte.

Poi, tra una chiacchiera e l’altra, fa la domanda da un milioni di dollari: “Ma dopo la generazione di Pasolini, Pavese, Buzzati, della Morante, Calvino, chi sono in Italia gli scrittori di livello?”

E adesso cosa le rispondo?… Forse Baricco e i suoi esercizi di stile? Faletti e i suoi morti ammazzati? Camilleri e i suoi pastrocchi tra lingua e dialetto? Eco e le sue dotte citazioni? Non scherziamo per favore.

Poi mi accorgo che la risposta ce l’ho proprio davanti agli occhi, sotto forma di metafora viaggiante.

Il grande romanzo, proprio come il vero viaggiatore, infatti, è curioso, aperto verso il mondo, ne cerca il senso, la tragicità e la bellezza, ne avverte le diversità e ne ricerca la conoscenza, è attraversato dal rombo della storia e delle storie, mentre la letteratura italiana di questo tempo è come un turista che può anche percorrere i cinque continenti ma intellettualmente è incapace di lasciare il tinello di casa.

La letteratura di una nazione, cara Lady, non nasce dal nulla come i funghi ma è figlia del paese, della sua cultura, della sua contemporaneità. Se il nostro presente vive un momento di egotismo trionfante, se siamo sempre più chiusi, serrati in noi stessi, incapaci di avvertire l’altro da sé, ecco che i romanzi di questo cupo periodo diventano inevitabilmente vicende piccole, avviluppate in se stesse, di piccoli uomini che non riescono ad andare oltre la descrizione del proprio ombelico e dei suoi immediati dintorni. La storia, le grandi domande senza risposta, i grandi sentimenti e ideali, … tutto è ridotto a vago rumore di sottofondo.

In conclusione, restando alla metafora del viaggio, se la grande letteratura è come una conferenza di Bruce Chatwin alla Royal Geographic Society di Londra, la narrativa italiana contemporanea assomiglia sinistramente ai filmini delle vacanze.

di Vincenzo Morosini

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I concimi

 

concimazione

concimazione

 

 

Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Il concime è un prodotto naturale o chimico che, aggiunto al terreno, ne aumenta la fertilità. La fertilità del terreno è quell’insieme di proprietà fisiche, chimiche e biologiche che lo rendono atto ad ospitare le piante.

Nei fertilizzanti troviamo gli ammendanti, sostanze che, aggiunte al terreno, ne migliorano le proprietà fisiche. Il più usato è il letame, altri sono la sabbia e la calce.

I correttivi sono fertilizzanti che modificano la reazione del terreno, che può essere acida o basica, influenzando il pH del terreno.

Ci sono poi i concimi, sostanze che apportano elementi nutritivi. Chiariamoci, non è che le piante si nutrono dei concimi: come sappiamo, esse, attraverso la fotosintesi clorofilliana, sintetizzano sostanze organiche (carboidrati) di cui si nutrono per creare foglie, rami, frutti da anidride carbonica e acqua grazie all’energia luminosa.

I concimi, quindi, partecipano alla formazione della sostanza organica e si dividono in macro o micro elementi, secondo la quantità di cui la pianta ha bisogno. I macro elementi sono l’Azoto (N), il Fosforo (P) e il Potassio (K). Le lettere con cui si identificano questi tre elementi sono le iniziali del loro nome in latino. L’azoto è l’elemento che la pianta usa maggiormente per fare “materia verde”, le foglie, perché è uno dei principali costituenti delle proteine, ma entra anche nella composizione della clorofilla. Il fosforo partecipa alla formazione delle proteine, ma la sua presenza è importante anche per la formazione di abbondanti fiori (e frutti). Il potassio interviene nei processi metabolici e sembra che assuma un ruolo importante nel dare la colorazione alla frutta.

I micro elementi, come il ferro, il boro, il cloro, rame, zinco e il manganese, occorrono in piccole, quantità alla pianta ma sono indispensabili perché agiscono come catalizzatori in vari processi biochimici.

I concimi si dividono in minerali ed organici: questi ultimi sono il letame, il sangue secco, le farine di pesce, ecc. I minerali si dividono in semplici e complessi. Se prendiamo una confezione di concime a caso, proviamo a darle un’occhiata meno superficiale: troveremo le caratteristiche e le istruzioni per le dosi da dare alle nostre piante. Ma vi è un altro aspetto, curioso, che pochi notano: il “Titolo” del concime. Cos’è? Non è quello di un libro o di un film, è invece un valore che esprime la percentuale di elemento nutritivo presente nel concime che abbiamo in mano. Esso si compone di tre lettere: N P K, seguite da dei numeri, ed è importante sapere che tipo di concime abbiamo in mano. Ad esempio: concime organico-minerale granulare NPK 8-15-12 + microelementi.  Vuol dire che è un concime composto di elementi organici ed elementi minerali ed il Titolo è 8% di azoto, 15% di fosforo, 12% di potassio, più microelementi. E’ un concime complesso, perché ha sia macro sia micro elementi.

I concimi detti “per piante verdi”, se andiamo a leggerne il Titolo, vedremo che sono composti solo da un macro-elemento, l’azoto. Questo perché è l’elemento che permette alle piante di fare foglie, come dicevamo prima. Un concime per gerani, probabilmente, avrà un titolo che prevede azoto, fosforo e potassio, perché le piante da fiore, oltre a fare foglie, le vogliamo ricche di fiori belle colorati, quindi devono avere a disposizione non solo l’azoto ma anche il fosforo e il potassio.

Ora sappiamo che una pianta, oltre che bere (annaffiare), ha bisogno di un contorno (i concimi) anche se il cibo vero e proprio riesce a produrselo da sola.

di Marina Andruccioli

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Grandi questioni per piccoli uomini

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Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Iniziamo dando un po’ di numeri: 16.800 euro e 200.000 euro. Se non sapessimo la “storia” di questi numeri diremmo che sì, sono entrambi numeri a tre zeri, ma tutto sommato la prima non è una di quelle cifre che definiremmo esorbitanti, mentre la seconda…

Se però ci lasciassimo per un attimo guidare da un certo principio di relativismo, scopriremmo che anche 16.800 euro non sono poi così pochi, specie se moltiplicati per tre: 50.400 euro, ossia la cifra che il Comune di Cattolica si impegnerà a dare alla scuola privata locale – in questo caso confessionale – rinnovando la convenzione con l’Istituto delle Maestre Pie di Cattolica per altri tre anni appunto, e che si andranno ad aggiungere ai già 200.000 (euro più euro meno) annuali di cui l’istituto gode, tra aiuti da enti provinciali (CSA), aiuti del Comune, e naturalmente le entrate derivanti dalle rette dei privati.

Il rinnovo della convenzione da parte dell’Amministrazione comunale non è avvenuto senza le obiezioni presentate dall’opposizione (Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e Verdi) che in sede consigliare, lo scorso 5 Ottobre, ha avanzato le proprie motivazioni avverse all’odg, ottenendo però un nulla di fatto.

Ecco quindi che altri soldi comunali passano, sotto forma di aiuti finanziari, ad un istituto privato, così come era successo in precedenza – seppur in via formalmente diversa ma nella sostanza simile – con lo Spazio Giochi Accoglienza, ceduto in gestione alla Mary Poppins.

Il motivo di fondo è sempre lo stesso: il risparmio economico, ossia pagare un privato affinché si accolli l’onere sociale ed economico relativo all’educazione e all’istruzione di bambini che, se inseriti in un ambiente statale, non potrebbero certamente godere delle stesse cure ed attenzioni, per evidenti motivi di minor budget economico a disposizione nelle casse comunali.

Durante la seduta del Consiglio comunale, i consiglieri Tonti e Antonioli si sono appellati all’art. 33 della Costituzione (ormai “superato” per l’assessore Ruggeri) e al fatto che, a loro parere, il programma delle suore, nero su bianco, faccia acqua da tutte le parti e non presenti nessuna iniziativa concreta a cui poter associare la volontà di trasferire tali fondi all’istituto. Ma tutto inutile. Sulla base di che cosa si erogano allora altri 50.000 euro alle suore?

Ci si può aspettare che Forza Italia faccia considerazioni di mero calcolo economico e dica in aula “secondo voi un bambino al Comune costerebbe solo 80 euro all’anno?” (perché è questa in fondo l’incidenza annuale per bambino), logicamente per rinsaldare le ragioni a favore dei trasferimenti e per sostenere che secondo loro tali fondi – già tagliati rispetto agli anni passati – sono addirittura troppo pochi; ma che la maggioranza di centro-sinistra incassi senza batter ciglio tali dichiarazioni e, anzi, continui a sostenere l’importanza di tale atto ripetendo più volte che “non è colpa loro se i genitori li mandano alla privata” e che “i bambini hanno tutti gli stessi diritti e dobbiamo garantir loro lo stesso servizio” pare alquanto paradossale!

Ancora un dubbio: su quali criteri si basa il calcolo delle rette delle Maestre Pie?

La lettera presentata dalla Madre Superiora insidia qualche sospetto… Certo è che, se tutte le famiglie a basso reddito che mandano i propri figli dalle suore dovessero effettivamente pagare di meno rispetto ad altre famiglie più benestanti – addirittura 12 famiglie sui 200 bambini iscritti dalle suore non stanno ad oggi pagando la retta – e poi assistere passivamente alla mancanza di polso di un’Amministrazione comunale incastrata tra esigenze restrittive di tipo economico-finanziario da una parte e sottili interessi politico-elettorali dall’altra, non fa sicuramente bene né al cittadino, né alle famiglie interessate, né tantomeno alla scuola pubblica.

Ed è proprio quest’ultima la parte che forse ne esce più danneggiata da questo circolo vizioso – a parte naturalmente l’immagine del comune. Ogni anno, ormai lo sappiamo, sono sempre di più i tagli alla Pubblica Istruzione da parte del Governo Centrale, ed anche se le povere insegnanti cercano con tutte le loro forze di resistere, è chiaro che da sole non riescono a soddisfare le mille esigenze di bambini e genitori. Come si può dunque equiparare l’offerta tra scuola pubblica e scuola privata partendo da un’imparità di base? Oppure chiedere alla pubblica di aumentare la flessibilità se i fondi a disposizione non sono sufficienti? E allora diventa troppo facile dire che “dalle suore i bambini sono più seguiti ed escono più preparati”, ed è altrettanto logica conseguenza che quando si raggiungono i numeri nella scuola statale, le famiglie – indipendentemente dal loro reddito – siano costrette a ripiegare sulla privata delle Maestre Pie: del resto qui a Cattolica quale altra alternativa è possibile?

Pare in conclusione un po’ ipocrita la lettera del Primo Cittadino agli studenti e alle loro famiglie, pubblicata anche sull’ultimo numero di Cubia, in cui si incita a non lasciar soli nel loro lavoro gli insegnanti e in cui dichiara di essere pronto a sostenerli insieme alla città e all’Amministrazione comunale…

Ha forse le idee un po’ confuse….?

di Elisa Arduini

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