La metamorfosi degli insetti

insetti-metamorfosi

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

Un affascinante caratteristica degli insetti è la metamorfosi: un processo attraverso il quale l’insetto acquisisce il suo aspetto definitivo dopo una o più fasi in cui assume un’immagine completamente diversa.

Noi esseri umani diamo per scontato come siamo fatti, nasciamo con un viso fatto in un certo modo, con due gambe e due braccia e cambiamo poco con lo scorrere degli anni. Ma in Natura non è così per tutti: gli insetti infatti acquisiscono le loro sembianze definitive soltanto dopo una serie di modificazioni fisiche notevoli.

Ci sono diversi tipi di metamorfosi: in alcuni insetti è un processo breve e complesso, in altri invece si passa per numerosi stadi, davvero diversi fra loro, ma, in ogni caso, gli insetti nascono da un uovo e possiamo dividerli tra quelli che assomigliano all’aspetto che avranno da adulti e quelli che differiscono totalmente dal loro aspetto definitivo. Le coccinelle, ad esempio, nascono come bruchi e poi si trasformano nel famoso insetto rosso a puntini neri che tutti conosciamo.

Ma, parlando della metamorfosi, viene subito da pensare alle farfalle, che hanno davvero una metamorfosi completa nel corso della loro vita: essa inizia con un uovo dal quale fuoriesce un bruco, che si trasforma in pupa, per tramutarsi da adulta in quella bellezza della natura che è la farfalla. Vediamo come.

Le uova fecondate vengono deposte generalmente sulla pagina inferiore delle foglie e questo stadio dura due-tre settimane, trascorse le quali il piccolo bruco, dall’interno, si apre un varco con le potenti mandibole mangiando l’involucro dell’uovo stesso. La crescita del bruco è molto rapida, dal momento che si nutre praticamente senza interruzione. L’intero sviluppo larvale richiede generalmente 15-30 giorni, durante i quali il bruco può moltiplicare il suo peso corporeo diverse centinaia di volte, e deve cambiare spesso la “pelle” che lo contiene. Questo processo viene detto muta e durante la fase larvale vengono effettuate dalle quattro alle cinque mute.

Alla fine di tale periodo il bruco smette di alimentarsi, cerca un luogo protetto e inizia la metamorfosi in pupa o crisalide, appendendosi o attaccandosi ad un supporto tramite fili di seta prodotti da apposite ghiandole boccali. Il vecchio involucro larvale viene così sostituito dalla cuticola della crisalide.

Nella crisalide si sviluppano le strutture della farfalla adulta, il che comporta una metamorfosi completa del bruco: i cambiamenti più evidenti che si verificano durante questo stadio – della durata di tre-quattro settimane – sono quelli dell’apparato boccale, che da masticatore diviene succhiatore, e lo sviluppo di ali e occhi composti. Al termine di questo periodo la farfalla fuoriesce e le ali, ancora molli, si stendono e si irrigidiscono consentendole di volare.

Anche la metamorfosi è una piccola-grande magia della Natura: è come se noi umani, appena nati, assomigliassimo ad un componente della Famiglia Addams, passando per Andreotti per avere in età adulta l’aspetto di Marilyn Monroe.

di Marina Andruccioli

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