Sarà la volta buona per Bondi & C.?

 

Alessandro Bondi

Alessandro Bondi

 

 

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

L’altra volta non sono arrivati al ballottaggio per 134 voti. Stavolta, in virtù del lavoro sul campo fatto in questi 5 anni di legislatura, in virtù dell’intuizione geniale quanto banale se si vuole (ma nessun altro ci ha pensato prima di loro) di ripartire dai quartieri “battendoli” davvero metro a metro, albero ad albero, e chiedendo cittadino per cittadino, porta per porta, cosa non va in città, con appositi questionari, in virtù della credibilità che il candidato Alessandro Bondi si è fatto sedendo con rigore, competenza, classe, in consiglio comunale, in virtù di un Pd che arriva alle urne spaccatissimo e stancato da polemiche interne, col sindaco uscente Pietro Pazzaglini che ha realizzato una propria lista civica frammentando ancor più il panorama, l’Arcobaleno può puntare a buon titolo non solo al ballottaggio, ma alla poltrona più alta del municipio.
In pochi avrebbero pensato che la coalizione messa in piedi una legislatura fa avrebbe tenuto così bene, e si sarebbe saputa riproporre cinque anni dopo, per di più ampliata. Era legittima l’impressione che qualche alleato, attratto da sirene extracattolichine, avrebbe potuto abbandonare la barca. E invece, anche se di cose ne sono successe e di cambiamenti ce ne sono stati, la barca è rimasta con quasi tutti i “passeggeri” a bordo (solo i Comunisti Italiani sono scesi) e ha tenuto la rotta dirittissima.
Risultato: l’Arcobaleno si ripresenta contando, oltre che sulla Lista Civica con l’Arcobaleno, sull’Italia dei Valori e sui Verdi, anche su Rifondazione Comunista, che cinque anni fa andò per conto proprio, scelta che fu la causa del mancato ballottaggio, e sui seguaci di Beppe Grillo (Lista “Cattolica Comune a cinque stelle”), che hanno scelto la coalizione di Bondi per chiedere a Cattolica “una buona politica pulita”.
Certo, vi è da dire che i partiti di sinistra alle ultime tornate elettorali hanno preso delle belle batoste, che per di più Rifondazione si è scissa e che in Sinistra Critica, che correrà per conto suo, ci sono tutti quelli che furono il big del Prc cattolichino, ma è anche vero che le amministrative non sono le politiche, e che l’Arcobaleno sta facendo tutte le cose per benino in vista dell’appuntamento con gli elettori.
Il questionario sulla città ne è esempio emblematico. Si sa che durante le campagne elettorali i candidati vanno nei quartieri e fanno un sacco di promesse, che poi puntualmente non mantengono, o non nei tempi che garantiscono prima del voto.
L’Arcobaleno non si è limitato a questo. Ha elaborato, mesi fa, un questionario sulla città, in cui ogni cittadino poteva, in anonimato o meno (a sua scelta), scrivere tutto ciò che non gli piace e non gli va bene di Cattolica, e di come l’amministrazione cittadina lavora.
Quei risultati poi gli esponenti dell’Arcobaleno sono andati ad esporli quartiere per quartiere, spiegandoli alla gente, ai semplici cittadini e alle associazioni di categoria, economiche, sportive, culturali, di volontariato, commentandoli assieme alle persone intervenute (numerosissime), e traendo nuovi argomenti su cui lavorare.
Un modo di fare letteralmente scientifico. Così come scientifica è stata l’opposizione che l’Arcobaleno ha fatto in questi cinque anni. Dall’inizio sono stati creati gruppi di lavoro tematici che analizzavano le singole delibere, facevano le pulci a tutti i provvedimenti che venivano presentati, in modo da motivare il relativo voto. Una politica fatta all’antica, nel senso migliore del termine. Che forse avrebbe potuto essere arricchita da una maggiore pro positività; l’accusa da sempre venuta dalla maggioranza è: voi criticate, ma non proponete nulla in alternativa.
Un altro dubbio che in molti si pongono è se non sarebbe stato davvero possibile un dialogo prima, e magari un accordo poi, durante la legislatura, a Pazzaglini. Cioè proprio con la componente di quel Tamanti che ora è il candidato a sindaco del Pd. Alle prossime elezioni il centro-sinistra arriva frammentatissimo, il centro-destra compattissimo e motivato: davvero non si poteva fare un accordo programmatico forte e andare alle urne uniti? L’Arcobaleno replica che, sui temi fondamentali, la fronda del Pd ha sempre finito per allinearsi. Meglio allora fare da soli ed essere alternativi all’attuale coalizione di governo, piuttosto che cercare di cambiarne l’azione da dentro. Saranno le urne a verificare come andrà a finire.
Per ora il centro-destra ringrazia.

di Francesco Pagnini

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