Lo sviluppo di Cattolica dal 1861 al 1940

portovecchio

Tratto da Cubia n° 90 – Marzo 2009

Fino al 1861, l’accrescimento della popolazione ebbe valore esiguo, visto che in 210 anni si verificò un aumento di soli 138 individui e anzi in vari periodi vi fu stazionarietà o addirittura regresso sia pur leggero (1701-1708 per es.), in relazione con la scarsità delle risorse locali. Sicché fino al 1861 la popolazione di Cattolica rimase notevolmente inferiore a quella di San Giovanni in Marignano, capoluogo del Comune in cui essa si trovava (638 contro 918 abitanti). Ma nel novembre dello stesso anno 1861 venne aperta al traffico la ferrovia Bologna-Ancona, e precisamente il tratto Rimini-Ancona, e fu istituita a Cattolica la fermata dei convogli.
Ciò influì subito beneficamente sullo sviluppo del paese, la cui popolazione crebbe nel decennio 1861/71 del 25%, raggiungendo i 1.440 abitanti e sorpassando quindi il capoluogo del comune.
Perciò pochi anni dopo, nel 1896, Cattolica col litorale circostante fu staccata dal comune di San Giovanni in Marignano e da allora si regge a comune autonomo.
Questo forte aumento fu causato dall’immigrazione di numerose famiglie di artigiani e commercianti provenienti dalle Gabicce, da Gradara, e in minor misura da Misano, Morciano e Saludecio.
Ma l’importanza ben maggiore ha avuto per l’ulteriore sviluppo di Cattolica l’affermarsi della talassoterapia dell’uso delle bagnature.
Dopo il 1880 alcune famiglie benestanti si costruirono alcune villette tra il vecchio centro e il mare; poco dopo l’attività balneare cominciò a prendere piede e conseguentemente anche la popolazione del centro aumentò rapidamente: sorpassò i 2.000 abitanti tra il 1881 e il 1901, i 3.000 tra il 1901 e il 1911, i 4.000 intorno al 1920, i 5.000 intorno al 1935 e i 6.000 intorno al 1940, raggiungendo oggi 6.500 abitanti.
Questo continuo progresso è messo anche meglio in evidenza dai dati riguardanti l’aumento medio annuo della popolazione, che, minimo nei periodi precedenti al 1841, ebbe un brusco forte incremento (12,5%) tra il 1861 e il 1871 e oscillò in seguito tra il 2,4% e il 3,3% dal 1871 al 1911, in relazione col sempre maggiore affermarsi dell’industria del forestiero. Nel periodo 1911-1921, durante la passata guerra mondiale, diminuì considerevolmente (fino a neppure l’1,1%) prese nuovo vigore nel dopoguerra, si contrasse a 0,8% dal 1931 al 1936, in relazione forse alla crisi, ma nell’ultimo decennio è aumentato assai raggiungendo il 3,8%, che è l’incremento più forte verificatosi dopo il 1871. All’intenso incremento demografico ha corrisposto naturalmente un cospicuo sviluppo topografico e un particolare sviluppo dell’economia che si è indirizzata sempre più verso lo sfruttamento del mare in tutte le sue forme.

Struttura economica

Si può dire che oggi tutte le principali attività economiche di Cattolica siano legate al mare. Esse consistono nella tradizionale industria della pesca, che ha dato origine in epoca recente all’industria conserviera e alla quale si collega anche quella della navigazione, e nell’industria del forestiero, connessa con l’importanza sempre maggiore acquistata da Cattolica come stazione balneare.
Per valutare il grande progresso verificatosi nell’attività industriale, si deve ricordare che nel 1911 c’erano a Cattolica appena 16 esercizi con soli 65 addetti e nel 1927 ne furono censiti 79 con 236 operai, esclusa la pesca.
Oggi invece il numero complessivo di addetti alle industrie, sempre escludendo la pesca, sorpassa certo i 1.500 individui, ma, considerando anche i pescatori e i marinai, si raggiungono i 2.300 addetti. A questi poi vanno aggiunge le persone addette all’industria del forestiero, il cui numero però non può essere valutato con esattezza.
Come si è detto, l’industria della pesca è la più antica di tutte, perché la maggior parte degli abitanti di Cattolica vi si è dedicata da tempi remoti, ma fino al secolo scorso veniva esercitata esclusivamente la piccola pesca costiera, anche per la mancanza di un vero proprio porto. E’ stata la costruzione del porto a permettere quell’incremento sia della pesca che del traffico marittimo, che ha fatto oggi di Cattolica un importante centro marinaro. Alla fine del secolo XVIII col nome di “Porto di Cattolica” si indicava la leggera rientranza tra la foce del Tavollo e quella del Conca, che, essendo largamente aperta a nord ed a levante, offriva in realtà assai scarsa protezione, anche alle piccole barche da pesca ivi residenti.
Una sistemazione radicale e definitiva del porto si è avuta negli ultimi anni, quando fu decisa la costruzione sul lato sinistro della foce del fiume di una grande darsena (di m. 170 x 170 x 145) che per il lato lungo meridionale è appoggiata alla spiaggia e nel cui interno si stende uno specchio d’acqua sufficientemente ampio e al riparo sia delle mareggiate che dalla corrente del Tavollo. La costruzione della darsena, iniziata nel 1935, fu completata nel 1937.

Da STUDI URBINATI

di Storia/Filosofia/Letteratura

Università di Urbino

Anno XXIV – 1941/1942

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