I concimi

 

concimazione

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Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Il concime è un prodotto naturale o chimico che, aggiunto al terreno, ne aumenta la fertilità. La fertilità del terreno è quell’insieme di proprietà fisiche, chimiche e biologiche che lo rendono atto ad ospitare le piante.

Nei fertilizzanti troviamo gli ammendanti, sostanze che, aggiunte al terreno, ne migliorano le proprietà fisiche. Il più usato è il letame, altri sono la sabbia e la calce.

I correttivi sono fertilizzanti che modificano la reazione del terreno, che può essere acida o basica, influenzando il pH del terreno.

Ci sono poi i concimi, sostanze che apportano elementi nutritivi. Chiariamoci, non è che le piante si nutrono dei concimi: come sappiamo, esse, attraverso la fotosintesi clorofilliana, sintetizzano sostanze organiche (carboidrati) di cui si nutrono per creare foglie, rami, frutti da anidride carbonica e acqua grazie all’energia luminosa.

I concimi, quindi, partecipano alla formazione della sostanza organica e si dividono in macro o micro elementi, secondo la quantità di cui la pianta ha bisogno. I macro elementi sono l’Azoto (N), il Fosforo (P) e il Potassio (K). Le lettere con cui si identificano questi tre elementi sono le iniziali del loro nome in latino. L’azoto è l’elemento che la pianta usa maggiormente per fare “materia verde”, le foglie, perché è uno dei principali costituenti delle proteine, ma entra anche nella composizione della clorofilla. Il fosforo partecipa alla formazione delle proteine, ma la sua presenza è importante anche per la formazione di abbondanti fiori (e frutti). Il potassio interviene nei processi metabolici e sembra che assuma un ruolo importante nel dare la colorazione alla frutta.

I micro elementi, come il ferro, il boro, il cloro, rame, zinco e il manganese, occorrono in piccole, quantità alla pianta ma sono indispensabili perché agiscono come catalizzatori in vari processi biochimici.

I concimi si dividono in minerali ed organici: questi ultimi sono il letame, il sangue secco, le farine di pesce, ecc. I minerali si dividono in semplici e complessi. Se prendiamo una confezione di concime a caso, proviamo a darle un’occhiata meno superficiale: troveremo le caratteristiche e le istruzioni per le dosi da dare alle nostre piante. Ma vi è un altro aspetto, curioso, che pochi notano: il “Titolo” del concime. Cos’è? Non è quello di un libro o di un film, è invece un valore che esprime la percentuale di elemento nutritivo presente nel concime che abbiamo in mano. Esso si compone di tre lettere: N P K, seguite da dei numeri, ed è importante sapere che tipo di concime abbiamo in mano. Ad esempio: concime organico-minerale granulare NPK 8-15-12 + microelementi.  Vuol dire che è un concime composto di elementi organici ed elementi minerali ed il Titolo è 8% di azoto, 15% di fosforo, 12% di potassio, più microelementi. E’ un concime complesso, perché ha sia macro sia micro elementi.

I concimi detti “per piante verdi”, se andiamo a leggerne il Titolo, vedremo che sono composti solo da un macro-elemento, l’azoto. Questo perché è l’elemento che permette alle piante di fare foglie, come dicevamo prima. Un concime per gerani, probabilmente, avrà un titolo che prevede azoto, fosforo e potassio, perché le piante da fiore, oltre a fare foglie, le vogliamo ricche di fiori belle colorati, quindi devono avere a disposizione non solo l’azoto ma anche il fosforo e il potassio.

Ora sappiamo che una pianta, oltre che bere (annaffiare), ha bisogno di un contorno (i concimi) anche se il cibo vero e proprio riesce a produrselo da sola.

di Marina Andruccioli

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