Della tortura e del nostro mondo

dei_delitti_e_delle_pene

Tratto da Cubia n° 60 – Marzo 2006

Sono passati circa 240 anni dalla pubblicazione del libro di Cesare Beccarla, il nonno di Alessandro Manzoni, “DEI DELITTI E DELLE PENE” (1764) e… nonostante il pensiero moderno, nonostante il profondo senso di umanità di Beccaria, nonostante gli appelli di Amnesty International e degli uomini con la U maiuscola, la tortura e l’umiliazione di chi riteniamo avversario-nemico continuano ad infangare e ad offendere l’Uomo.

Questo mi addolora e mi indigna.

Mi addolora, perché penso a quanti hanno sofferto per la violenza fisica e psicologica che la tortura comporta; penso, nel mio tempo, a Frei Tito e a Primo Levi, che addirittura non sopravvissero alla loro distruzione fisica e psicologica, ad opera della dittatura brasiliana il primo e di quella nazista il secondo, ed arrivarono al suicidio: uccisi due volte! Penso alle torture e violenze dei Gulag in Siberia ad opera della dittatura staliniana; penso e soffro per gli iracheni sbeffeggiati e torturati nelle carceri di Abu Graib, e ai sospettati di terrorismo nelle carceri di Guantanamano.

Tremo per tutte queste violenze, ma anche mi indigno, perché chi sta ora torturando e distruggendo esseri umani è quella Nazione che per tanti anni è stata simbolo di libertà e sensibilità umana. Dieci anni fa avrei detto che le torture più orrende e disumane appartenevano o al passato o a Paesi ancora in mano a dittature ottuse e fondamentaliste! Ora l’obbrobrio si è spostato a occidente e gli U.S.A. sono assurti ai ruoli primari. La violenza verso l’uomo non ha giustificazioni: non c’è terrorismo, non c’è guerra preventiva, non c’è fondamentalismo, non ci sono motivazioni valide che ammettano né umanamente, né cristianamente (meno che mai) l’uso della tortura.

La mia indignazione poi si estende al mondo giornalistico, alle varie organizzazioni umanitarie ed anche al mondo cristiano, che, a parte qualche servizio-intervento-articolo, non hanno o non vogliono prendere posizione dura e decisa contro chi ancora è rimasto alla barbarie e alla sordida inciviltà della tortura: violenza gratuita ed inutile.

La nostra epoca avrebbe dovuto essere “fuori” da queste logiche disumane, invece c’è dentro più che mai senza scusanti di sorta, anzi con tecniche sempre più aberranti e sofisticate.

Quante volte l’Uomo-Cristo lo facciamo sbeffeggiare e morire in croce?

di Magda Gaetani

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