Scuola mia, scuola mia, non ti voglio buttar via

Circolo-Didattico-di-Cattolica

Tratto da Cubia n° 89 – Febbraio 2009

L’onda anomala che in autunno si era gonfiata nel comparto scuola, fino ad inondare le strade e le piazze d’Italia, sembra essersi persa in tanti rivoli disgiunti. I tritatutto televisivi – i talk-show, i cosiddetti programmi di “approfondimento culturale” – hanno rinunciato ad allineare come scolaretti i soliti esperti ammaestrati convocati per dire molto senza rivelare niente.

Prima del silenzio il ministro Gelmini aveva ricevuto qualche delegazione studentesca, aveva concesso pochissimo, aveva ripetuto senza posa che il tempo pieno non sarebbe stato toccato e che lo sforzo di miglioramento era stato demonizzato ad arte dalla disinformazione e dalla strumentalizzazione messe in atto dall’opposizione. Poi è arrivato il Natale e, si sa, a Natale siamo tutti più buoni: pensiamo ai regali, al panettone, le scuole chiudono, il parlamento pure, e chi s’è visto s’è visto. Ma adesso che il primo quadrimestre si chiude e si avvicinano le iscrizioni per l’anno scolastico 2009-2010, le circolari inviate alle scuole ricominciano a far suonare i campanelli d’allarme.

In sintesi, per quanto riguarda la scuola Primaria (dove più si è infierito), quel che appare chiaro è che ai dirigenti scolastici arriveranno insegnanti in base alle ore necessarie a coprire i moduli formativi scelti dai genitori (24, 27, 30 oppure 40 ore settimanali), ma decurtati delle ore di compresenza fino ad oggi previste. Ne deriva, ad esempio, che il cosiddetto “modulo” (30 ore settimanali con tre maestre che lavorano in parallelo su due classi) dovrà essere ridimensionato e comprendere solo una maestra prevalente – che da sola coprirà 22 ore – ed una o più insegnanti a coprire le restanti 8 ore. Spariscono così quelle due ore di compresenza fino ad oggi utilizzate per attività di laboratorio, recuperi differenziati, progetti extracurricolari; queste ore “risparmiate” verrebbero destinate a completare l’orario.

Mercoledì 11 Febbraio la dirigente scolastica del Circolo didattico di Cattolica, Maria Rosa Pasini, ha illustrato con chiarezza ai genitori presenti come cambierà il sistema l’anno prossimo, e molti si sono finalmente resi contro di aver sottovalutato la portata del decreto Gelmini e le conseguenze che esso avrà, non solo per chi comincerà il percorso scolastico, ma per tutti gli utenti della scuola.

Al ministero ci si è occupati di come risparmiare sulla scuola sorvolando sulla qualità, tentando di spacciare per riforma i tagli indiscriminati che ci faranno tornare indietro di trent’anni almeno. Ma c’è uno spiraglio: che fine hanno fatto i decreti attuativi? Il decreto Gelmini è stato formulato e poi passato di forza di forza con il voto di fiducia per una sua supposta urgenza: è scarno proprio perché stilato in fretta, rimandando i dettagli applicativi alla formulazione di decreti attuativi da pubblicare in seguito per definire i principi guida dettati nel decreto legge. Il fatto è che i decreti attuativi non sono mai stati pubblicati. Al loro posto è arrivata invece la circolare sulle iscrizioni all’A.S. 2009-10 che salta l’iter giuridico e detta legge senza averne diritto: senza decreti attuativi, la legge in vigore è di fatto quella precedente al decreto Gelmini e alla Finanziaria, e quella dovrebbe essere applicata.

Se questa nostra è veramente una democrazia, noi cittadini, noi che paghiamo le tasse riempiendo le casse dello Stato, da questo Stato dovremmo poter esigere che le leggi che ci siamo dati vengano osservate a tutela del bene comune. E il bene comune in questo momento è anche la salvaguardia della scuola come luogo di potenziamento e di sviluppo delle generazioni degli italiani di domani. Purtroppo non si vede una classe politica in grado di farsi carico di questo compito, ed allora spetta a noi cittadini mobilitarci, pestare i piedi, e chiedere a gran voce e in modo perentorio che venga fatto il nostro interesse.

A Cattolica già in autunno si era costituito un piccolo comitato di genitori preoccupati, che aveva provato a coagulare il dubbio e il malcontento per dar vita ad un’azione comune. Adesso che, cifre alla mano, tante altre persone hanno veramente compreso che lo smantellamento della scuola pubblica è cosa quasi fatta, è necessario correre ai ripari e pretendere che la legge pre-Gelmini venga applicata così com’è, senza escamotage di sorta, vista l’assenza dei decreti attuativi. E’ un nostro diritto e lo dobbiamo far valere. E’ necessario svegliarsi dal torpore e dal qualunquismo su cui fa affidamento il sopruso di un’azione di governo sempre imposta e mai discussa.

E’ per questo che chiediamo spazio a Cubia: vogliamo spiegare a quante più persone possibile quali siano i motivi che ci spingono al dissenso nei confronti di una manovra che svilisce la scuola e ne diminuisce fortemente il potenziale formativo a tutti i livelli. Ci auguriamo che tutti quelli che leggeranno queste righe vogliano chiederci altre spiegazioni, che saremo felici di dare, e speriamo di trovare sostegno e solidarietà tra coloro a cui finora è sfuggita la gravità del provvedimento di governo che porta la firma del ministro Gelmini: più saremo, più probabilità avremo di bloccare l’applicazione del decreto! Siamo convinti che la forza di una cittadinanza attiva e non succube possa essere dirompente, ed ora vorremmo solo poterlo dimostrare nei fatti.

Fatevi sentire!

Il Comitato Scuola di Cattolica

cattolicaperlascuola@libero.it

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