Se fossi un’elettrice di centro-sinistra…

Politically correct

Politically correct

 

Tratto da Cubia n° 91 – Aprile 2009

C’è una cosa che mi infastidisce particolarmente ed è l’abitudine, acquisita per inerzia e pigrizia intellettuale dai politici, di districarsi dalle sempre maggiori difficoltà dialettico-argomentative con una sorta di mantra, ripetuto a dimostrazione della loro buona fede e obiettività, che recita così:

ciò che dico non è né di destra né di sinistra…“. La cantilena sembra dare, a chi parla, patente di persona ideologicamente sobria, politicamente corretta, meritoriamente bypartisan. Nessuno sembra curarsi della collosità, della appiccicosità, della vischiosità di tale affermazione.

Che vuol dire, di grazia, “né di destra né di sinistra“?

Io ti ho votato non perché fossi la fotocopia di qualcun altro (ché allora ne basterebbe uno, ahinoi!, da votare), non perché dicessi le cose che dicono gli altri (non sempre chi trova tanti “adepti” ha per forza ragione), non perché seguissi un’audience forzata (non siamo dentro un reality, o sì?).

Ti ho votato perché pensavo che non fossi portatore delle istanze di quell’altro.

Ti ho votato perché voglio riappropriarmi dei valori nei quali credo.

Ti ho votato perché marcassi una differenza netta tra sinistra e destra.

Ti ho votato perché essere di sinistra non è come essere di destra.

Ti ho votato perché mi avevi detto di avere a cuore chi non ha voce.

Ti ho votato perché zittissi la voce del padrone.

Ti ho votato perché togliessi ai ricchi.

Ti ho votato perché i ricchi sono sempre gli stessi.

Ti ho votato perché i poveri sono sempre di più.

Ti ho votato perché i lavoratori tornassero ad avere una faccia.

Ti ho votato contro gli sfacciati.

Ti ho votato perché non si possono accumulare quattro pensioni milionarie.

Ti ho votato per avere una pensione decorosa.

Ti ho votato perché la scuola rimanga pubblica.

Ti ho votato contro chi la vuole ridurre a poca cosa.

Ti ho votato per avere più cultura.

Ti ho votato contro la “cultura” che chi ha, più vale.

Ti ho votato perché un giovane abbia speranze.

Ti ho votato contro chi dà speranze solo a pochi.

Ti ho votato contro chi possiede tutto il possedibile.

Ti ho votato per chi possiede solo se stesso.

Ti ho votato perché le parole tornino ad avere un peso.

Ti ho votato perché non si parli a vanvera.

Ti ho votato perché “non c’è solo la televisione”.

Ti ho votato per un’informazione libera.

Ti ho votato contro i servi di ogni specie.

Ti ho votato perché i servi ci sono dove ci sono i padroni.

Ti ho votato perché chi viene da un altro Paese sia considerato un buon “acquisto”.

Ti ho votato contro gli acquisti miliardari.

Ti ho votato perché conoscere bambini “stranieri” è una gran fortuna.

Ti ho votato contro i Cota che hanno la sfortuna di non conoscerne.

Ti ho votato per dire no ai razzismi.

Ti ho votato contro i razzisti.

Ti ho votato.

Poi mi sono stancata.

 

di Daniela Franchini

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...