Donne in movimento a Cattolica

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Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

A Cattolica le donne non si fermano ma fanno di tutto per attirare l’attenzione mediatica sulla questione femminile anche alla luce dei nuovi fatti di sangue che hanno tragicamente segnato il nostro vivere civile. In nome di un sentirsi tutti uguali, tutte ugualmente esposte unicamente perché femmine.

Varie associazioni ed enti istituzionali, pubblici e privati o di volontariato, hanno sostenuto pubblicamente la “Rete antiviolenza della Provincia di Rimini”, una realtà importante che tende a costruire un “sistema” di tutele, di garanzie, di solidarietà che passa anche attraverso un discorso di prevenzione e di informazione, ma riconosce la necessità di azioni positive a favore della salute fisica e psichica delle donne maltrattate.

In questo quadro va letta l’adesione del Comune di Cattolica alla “Staffetta contro la violenza sulle donne“, iniziativa nazionale promossa dall’Unione donne Italiane che da Novembre 2008 a Novembre 2009, partita da Niscemi dove è stata assassinata Lorena, toccherà tutti i comuni italiani interessati, dove le donne hanno pagato ancora un prezzo troppo alto alla propria differenza di genere, e terminerà a Brescia dove è stata barbaramente uccisa Hiina. Ma anche il Riminese ha le sue vittime, tra cui la nostra concittadina Loretta, uccisa da un raptus del marito.

A Cattolica, davanti al Palazzo comunale alle 12 di venerdì 7 Maggio, un folto gruppo di donne ha accolto il pullman che trasportava l’anfora che simbolicamente due donne dovevano passare ad altre due, realizzando appunto la staffetta, che vuole dire solidarietà su tutto il suolo nazionale contro la violenza. Immancabile Leonina Grossi, Consigliera di Parità per la Provincia di Rimini. Erano presenti il Sindaco Pietro Pazzaglini, l’Assessore Alba Di Giovanni, alcuni membri della giunta e tanti cittadini e dipendenti dell’Amministrazione.

Di violenza contro le donne e di Pari opportunità si era parlato anche al teatro Snaporaz di Cattolica il 10 Marzo alla “Festa della donna“, organizzata dalle donne del partito Democratico, quando Leonina Grossi aveva spiazzato i presenti in sala parlando dell’iniziativa “Io scommetto che ci riesco”, realizzata con grande successo a Rimini, un corso per l’acquisizione di abilità domestiche per soli maschietti ai fini di creare “l’Homo domesticus evolutus”, grande esempio di civiltà e di creatività romagnola. Allo stesso tavolo l’Avv. Alba Di Giovanni, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cattolica, aveva ripercorso le difficili tappe dell’emancipazione femminile in epoca contemporanea citando la legge sul divorzio, quella sulla maternità libera e consapevole, l’istituzione dei consultori, fino ai moderni centri anti-violenza.

Graditissima ospite di una serata all’insegna della cultura Maria Lucia De Nicolò, storica del Mediterraneo in età Moderna all’Università di Bologna, che ci ha intrattenute scorrendo i “Destini femminili nella società marinara”, parlando della condizione femminile e della vita quotidiana dei pescatori, della vita del porto, descrivendo a tutto tondo una società solidale, ricca di valori forti dove la donna è veramente protagonista, anzi spesso si trova, nell’assenza dell’uomo, a sostituirlo anche nella cura e nell’amministrazione del patrimonio oltre che a garantire la cura dei figli. La De Nicolò ha portato numerose testimonianze di prima mano, anche fotografiche, che confluiranno in una prossima pubblicazione già molto attesa.

di Marina Ercoles

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