Archivi del giorno: giugno 19, 2009

Utopia

 

Abya Yala

Utopia?!

 

 

Tratto da Cubia n° 51 – Aprile 2005

Utopia significa etimologicamente il “non luogo”, ma non possiamo intenderlo solo come “luogo esistente”. Utopia non è un qualcosa che non può esistere, ma ciò che ha poche possibilità di realizzarsi qui, in questo tempo. Queste poche possibilità sono, è vero, poche: ma esistono!

Thomas More, quando usò questo termine, fece riferimento ad una società basata sulla giustizia e sulla fratellanza. Si basava, molto probabilmente, sui racconti di viaggio di un suo amico: Raphael Hitloden, che tornando dall’America del XVI secolo, raccontò di un luogo dove i rapporti umani erano imperniati sui valori di giustizia e fraternità. Questa terra “da utopia” era l’Abya Yala: la terra d’America nella quale gli indios Guarani (quasi sterminati dai conquistadores) avevano vissuto sereni e tranquilli: quella Abya Yala che ancora rimane “l’utopia – vissuta” da molti Amerindi dei nostri giorni.

Guarda caso questa utopia presenta tanti aspetti comuni con il Regno di Dio, per i credenti. Un Regno di Pace e Giustizia che non è un privilegio di pochi, ma un dono per tutti, senza restrizioni. Un solo requisito è posto: accogliere ciò che esso comporta di cambiamento, rinunciare al potere per accogliere nei confronti dell’uomo l’atteggiamento del servizio. Oggi nel 2005 cosa significa questo? Significa vivere umanamente e politicamente con un’ottica diversa da quella che ci viene propinata dai mass-media e dalla logica economico-finanziaria del nostro tempo.

Leggiamo e riflettiamo su alcuni dati:

– il Bilancio del Mistero della Difesa degli U.S.A. è stato nel 2003 (non parliamo del 2004!) di oltre 1.000 miliardi di dollari;

– nel 2004 gli U.S.A. hanno destinato 62 miliardi di dollari per la ricerca militare;

– la guerra in Iraq è costata solo agli USA oltre 200 miliardi di dollari… e la Banca Mondiale dice che con 13 miliardi di dollari si potrebbero risolvere fame e sanità nel mondo per un anno intero! E non è tuto!

– gli Usa stanno preparando un aereo supersonico che dovrebbe alzarsi a 100 km di altezza; lo chiamano “firstraid” (primo attacco) e può colpire in qualsiasi parte della Terra.

– continua anche la ricerca atomica: 60 miliardi di dollari sono per questa;

– abbiamo 248 tonnellate di plutonio: 130 per la Russia, 100 per gli USA… con 150 kg di plutonio, che attacca i polmoni, si possono uccidere tutti gli esseri umani del mondo… e ne abbiamo 248 tonnellate!

– si prevede che entro breve tempo il 48% del popolo iracheno contrarrà tumori per uranio impoverito (vedi Kossovo, dove anche nostri militari sono stati contaminati). Sarà un genocidio!

Questa è la pazzia del nostro tempo.

Questi sono solo pochi dati numerici che ci arrivano dalla stampa alternativa! Questo è ciò che non ci viene comunicato dai mass-media, perché scomodo e fastidioso per chi si arricchisce e vive sulla pelle del prossimo.

Dio (per chi crede) o la Natura (per altri) ha impiegato 4 miliardi e 200 milioni di anni per portare la vita sulla terra. Ora l’uomo può distruggerla in un pomeriggio! Questa è realtà e non utopia!

Io comunque credo che utopisticamente si può uscire da questo meccanismo tremendo. Non è facile perché il “sistema” non sa ascoltare, non sa vedere. C’è sempre tuttavia “qualcuno” che riesce ad uscire da questa prigione del sistema-potere, qualcuno riesce a sforare…

 

Abya Yala

Abya Yala

 

 

Il problema-sistema l’abbiamo dentro di noi, ci hanno ridotti a essere il “grande fratello” e noi siamo “il grande fratello”. Qualcuno comunque riesce a uscire creando piccoli “non luoghi” dell’Utopia. Questi qualcuno possono mettere insieme le occasioni, le energie, le proprie creatività, creando il “luogo dell’Utopia”, proprio perché si basano sulla condivisione e sul servizio reciproco.

Quindi possiamo uscire dall’atroce meccanismo: PERO EL VIENTO CONTINUA (Pedro Casaldaliga), tuttavia il vento continua… a soffiare e queto è il Vento di Dio, il Sospiro del Mondo, la Forza della Vita e della Natura che nessun potere potrà mai fermare. Si può uscire dai nostri singoli, comodi e privilegiati schemi e correre liberi nel Vento.

di Magda Gaetani

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