Ricordo di Don Mauro Ercoles – Ac’ vidin Mauro

 

Dora sul cavallo di don Mauro Ercoles

Dora sul cavallo di don Mauro Ercoles

 

 

Tratto da Cubia n° 92 – Maggio 2009

 

“Buttala lì… e lascia che cresca”.

Così avrebbe detto il contadino nel buttare il seme in terra, così avrebbe detto il marinaio nel buttare l’esca in mare, così dice il missionario nel “buttare” la Parola di Dio tra la gente, attraverso la sua persona…

Immediato, concreto, fiducioso è il messaggio che Mauro, marinaio, contadino, sacerdote, missionario, nomade della Vita ci ha lanciato come messaggio per il cammino nel Regno.

Don Mauro Ercolos è stato nella sua esistenza interprete, mediatore, messaggero convinto e coerente del Concilio Vaticano II: meraviglioso passo “indietro” della Chiesa di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Dico “passo indietro” perché la Chiesa con questo Concilio ha cercato di recuperare e restaurare le sue origini per poter affrontare e vivere meglio il futuro.

Tanti i testimoni-martiri di questo pellegrinaggio verso la liberazione, verso quell’universale messaggio di Gesù Cristo che supera i limiti della religione per incarnarsi nella Parola e nel Figlio dell’Uomo: uomo libero, fedele, giusto e amorevole.

Sabato 9 Maggio al Teatro Snaporaz erano presenti tanti amici, collaboratori, testimoni, “folli” che avevano conosciuto don Mauro, ma non solo lui. Egli infatti si portava dietro un grande bagaglio di “anime”: dai bambini agli anziani, dagli amici agli animali: Mafia, la cagnetta, Irma, la sua cavallina indomabile, e così via… Il suo amore non poteva non contemplare la natura in tutte le sue manifestazioni. Che festa, Mauro, vedere crescere e spuntare fiori e piante! che gioia il mare calmo o in burrasca! che tuffo al cuore incontrare un amico o sentirsi vicino e accettato da coloro che “cercano” sempre e comunque Amore e Resurrezione!!!

Nel libro presentato allo Snaporaz; Don Mauro Ercoles un prete di frontiera, a cura dei suoi amici, ci sono testimonianze e ricordi preziosi e significativi per fare “memoria” di questo uomo.

Don Piergiorgio Terenzi (altro sacerdote di frontiera) ha proprio sottolineato, nella sua presentazione e introduzione al libro, il ruolo di padre che ogni prete ha in sé: “Se don Mauro ci ha trasmesso qualcosa… noi, in un modo o nell’altro, siamo suoi figli” e come figli non possiamo dimenticare di “fare memoria”, quasi una Eucarestia di lui e di ciò che ha significato per ciascuno di noi.

E’ stato un prete anticlericale, è andato nomade a cercare la pecorella smarrita, facendosi prossimo ad essa, comprendendola, accettandola senza condizioni, anzi… smarrendosi con lei per amore.

Don Mauro viveva condividendo e mai condizionando i cammini diversi delle anime. Spesso si rendeva scomodo e spesso era “sora la schina dal buratel”, ma la sua fede sapeva ben guidarlo al faro giusto del porto, che aveva per lui solo un colore: il Cuore dell’Uomo. 

Difetti? Un macello! Voleva avere sempre ragione? Spesso! Ti metteva alla prova? Sempre!

E la sua Chiesa?

Molte volte non l’ha capito. Altre volte l’ha emarginato. Ancora oggi fa fatica a ricordarlo.

Anche la sua cartella personale in Diocesi a Rimini è molto sbrigativa (probabilmente è così per tutti i nostri preti…sigh): per gli archivi sei numero, elenco di incarichi e basta, ma tutto questo lascia un pò di amaro in bocca. Non siamo fratelli? Lo liquidiamo e inquadriamo così e stop?

Per ricordare don Mauro allo Snaporaz eravamo in diversi, ma una più consistente presenza cattolichina, sia di fedeli che di clerici, penso che sarebbe stata significativa e segno di amore verso questo figlio-fratello-padre che ha percorso Cattolica e con Cattolica, anche con i “fuori-rotta”!, un tratto di camminata speciale nel Regno del Buon Dio.

di Magda Gaetani

 

Nato a Cattolica il 6/7/46 da Colombo Ercoles (Macaron) e Paolina Gaudenzi, ha studiato a Cattolica fino alla V elementare, frequentando la parrocchia di San Pio V e il porto, dove lavoravano il padre marinaio e lo zio Colombo Gaudenzi (Topolino). Dopo le elementari è entrato in seminario. E’ stato ordinato sacerdote il 24/10/70. Ha prestato il suo servizio a Santarcangelo, Riccione, Croce di Montecolombo, San Giovanni in Marignano, Sant’Andrea in Casale e San Clemente. E’ deceduto a Cattolica il 24/2/98, alle 4 di mattina, in un incidente mentre si recava al porto per imbarcarsi per la pesca con lo zio.

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1 Commento

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Una risposta a “Ricordo di Don Mauro Ercoles – Ac’ vidin Mauro

  1. Claudio Golfieri - Rimini

    Grazie per quanto scritto che riepiloga più e meglio tutto quanto raccolto nel libro. Ciò non può che venire dal cuore. Indica senza presunzione la ‘rotta’ per la lettura a cuore in mano della figura di un grande amico, ma prima ancora di un sacerdote dalla grande fede, di un uomo vero.
    Folli che lo abbiamo amato. Ciechi che abbiamo ricevuto il suo amore accorgendoci in ritardo di averne tanto ricevuto.
    La festa di Croce (primi agosto) è un sicuro nuovo appuntamento per gli amici di don Mauro. E’ in preparazione una mostra fotografica!
    Ma non può finire qui.
    Grazie ancora

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