Il 2 Ottobre ha riaperto la piscina comunale

Renato-Rascel_Nevicava-a-Roma

Tratto da Cubia n° 65 – Ottobre 2006

Ma perché aveva chiuso?

Parafrasando una vecchia canzone di Renato Rascel “Nevicava a Roma“, sicuramente anche i cattolichini, quando nei primi giorni di Giugno ha chiuso i battenti la piscina comunale, si saranno chiesti: Come mai? Per tentare di capire, facendo appello alla memoria e ad una ricca documentazione, è giusto fare un po’ di cronistoria.

L’impianto natatorio cattolichino, fortemente voluto dagli allora amministratori e da buona parte della città, inizia il suo percorso durante i lavori di sistemazione della zona di fronte al parco della pace. La richiesta di costruzione viene affidata, con delibera di Consiglio Comunale n.93 del 12/12/2000, alla Coop. Educatori fisici e sportivi, riconducibile alla Seven di Savignano, a causa delle difficoltà incontrate dal precedente assegnatario dei lavori (soc. Consorzio del Parco). Le difficoltà della Coop. Educatori nell’avere accesso al credito per realizzare la piscina ha indotto gli allora amministratori alla creazione di “Cattolica Piscine srl”, società composta al 50.5% dal Comune e al 49,5% dalla Educatori, la quale si assume gli oneri di costruzione e i diritti di superficie con compendio immobiliare ad uso sportivo. Costo dell’operazione: € 2.535.685. Già qui sorgono le prime domande: ma l’impianto non doveva far parte dei lavori di riqualificazione della zona ceduta al privato, quindi a costo zero per la città?

Non solo: per reperire i fondi necessari, si fa ricorso ad un mutuo acceso presso l’Istituto per il credito sportivo di Roma, di cui l’unico garante è il Comune di Cattolica, in quanto l’Istituto non riconosce altri interlocutori di garanzia per il prestito.

La gestione viene quindi affidata agli Educatori (Seven), in base ad una convenzione ventennale rinnovabile con il Comune, che prevede da parte dell’ente un contributo annuo di € 152.355 + iva, con rivalutazione degli indici Istat. La società gestrice autorizza a girare direttamente alla Cattolica Piscine l’intero compenso annuo e sottoscrivere un contratto di affitto d’azienda. In cambio del contributo, la Educatori (seven) si impegna come da convenzione a garantire corsi gratuiti per gli utenti di asili, scuole elementari e medie inferiori di Cattolica, per un massimo di 30 ore settimanali, nonché la possibilità di utilizzo dell’impianto per i corsi dei centri estivi, corsi gratuiti per ultra 65enni con limiti di reddito e portatori di handicap.

Ora, dopo aver visto l’intreccio a mo’ di scatole cinesi, da cui si evince comunque che il mutuo è pagato dal Comune (altrimenti non si spiegherebbe come mai, gli stessi corsi per i quali prima pagavamo in convenzione oltre 300 milioni di lire, oggi siano effettuati dal nuovo gestore senza oneri per il concedente), sorgono spontanee altre domande: ma non era più conveniente coinvolgere nell’operazione di costruzione i Comuni vicini, specialmente quelli della Valconca, ammortizzando in percentuale le spese acquisendo assieme direttamente la struttura? Magari, garantendo loro gli stessi servizi gratuiti e dando poi in gestione l’impianto con un bando pubblico?

Perché mettersi in casa un socio (la Educatori, proprietaria del 49,5%) che, come si è poi visto, si è rivelato poco affidabile e che, a causa del suo fallimento in altre realtà, ha messo in difficoltà la nostra struttura decretandone la chiusura ai primi di Giugno di quest’anno?

Già, perché, a seguito della messa in liquidazione amministrativa coatta della coop. Seven, che fa da capo alla Educatori, la nostra amministrazione si è ritrovata in casa una richiesta della curatrice degli interessi della Seven di quantificare in soldoni a quanto ammonti il capitale di proprietà del 49,5% della piscina. C’è sicuramente da dire che, nella scelta dei soci, i nostri amministratori non sono mai stati particolarmente fortunati, o forse non sono stati sufficientemente attenti nel valutarli (vedi anche socio Cattolica Park). 

Comunque, dopo varie vicissitudini che ci costeranno, anche dal punto di vista economico, più di quello che avremmo speso con altre scelte, e cioè un contributo da quantificare per liquidare la quota della Educatori, oltre a un altro balzello per il mancato pagamento della rata di mutuo (interessi di mora) sospesa giustamente nel periodo di impasse per la risoluzione con la Seven, il 2 Ottobre, con una nuova concessione di gestione tra Comune e Cooperativa “Nel Blu”, la piscina ha riaperto. L’amministrazione del mutuo, superando così “Cattolica piscine” e diventando unico proprietario, ed una gestione a tempo da parte di Nel Blu per un anno, con la proroga di 6 mesi per garantire il servizio durante lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica per il nuovo affidamento.

Senza voler fare nessun processo alle intenzioni, e considerando comunque positivo il fatto che la convenzione con la coop. Nel Blu abbia permesso la riapertura della piscina, rimangono comunque dei momenti di perplessità.

Durante i mesi decorsi dalla chiusura, non era possibile agire subito con una gara pubblica di affidamento, che garantisce sicuramente tutta la trasparenza necessaria? I contatti per una pur temporanea gestione si sono aperti, magari con trattativa privata, anche con altre cooperativa del settore, a garanzia della possibilità per tutti di interagire sul territorio e magari con possibilità di spuntare migliori condizioni a partire dalle tariffe per gli utenti?

La nuova convenzione prevede comunque la chiusura della piscina nei mesi estivi (si danno motivazioni di scarso utilizzo e di costi di gestione conseguenti che non garantirebbero la convenienza), il che determina la mancata effettuazione dei centri estivi, che hanno un valore sociale importante, dei corsi per portatori di handicap e per anziani, che forse lì si sentirebbero più tutelati e tranquilli che al mare. 

Il tempo, e il controllo di tutti noi cittadini, porteranno forse a delle soluzioni condivise e migliorative: per ora tentiamo, tutti assieme, di portare ognuno il proprio contributo e le proprie competenze, poiché, di fronte a scelte che si ripercuotono sul tessuto cittadino, la partecipazione popolare è un elemento da cui non si può prescindere.

di Enrico Del Prete

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