“Manca un progetto per Cattolica!”

San Pio V

San Pio V

Tratto da Cubia n° 68 – Gennaio 2007

Documento della comunità parrocchiale di San Pio V

La sera dell’ultimo dell’anno si è celebrata nella parrocchia di San Pio la “Messa del Ringraziamento”, durante la quale Alberto Cenci, candidato alla carica di sindaco nelle elezioni comunali del 2004, ha letto un documento redatto dalla commissione parrocchiale per la pastorale sociale. Una relazione corposa e ricca di messaggi molto incisivi, di carattere più religioso alcuni, rivolti ai cristiani di Cattolica, di ambito sociale la maggior parte, indirizzati a tutta la comunità cittadina, con precisi forti richiami alla politica e all’amministrazione della nostra città. Ne riportiamo alcuni stralci, senza fare commenti, lasciando alla intelligenza e alla sensibilità dei lettori il giudizio sulle considerazioni che una importante componente della nostra chiesa locale ci ha voluto manifestare.

… Guardando alla vita della nostra comunità cosa riusciamo a cogliere in questo inizio d’anno?

1. Occorre ripensare gli “Stili di vita” personali, familiari e comunitari… Se per ognuno è opportuno verificare il proprio cammino, per noi cristiani è fondamentale tornare all’ascolto della Parola di Dio…

Possiamo dire che la stessa vita politica della nostra città attende dai cristiani quel supplemento d’anima che sappia individuare le strade e le iniziative da intraprendere. E’ indubbio che in questi anni occorrerà ripensare la vita delle famiglie…

Non è indifferente il fatto che sempre più numerose sono le famiglie che si spezzano; non è di poca rilevanza il calo massiccio delle nascite, l’invecchiamento della popolazione, il più alto della provincia.

Le stesse politiche sociali languono nella nostra città, preoccupata più di creare immagine che di incidere sui nodi veri della vita. Per uscire da questa situazione non è sufficiente qualche intervento di facciata; occorre la “carità del pensiero”, della progettazione a lungo termine; occorrono soprattutto esperienze reali che testimonino la possibilità e la bellezza di percorsi di vita significativi e liberanti.

2. Alcuni gruppi di giovani della nostra parrocchia in questo anno si sono mossi per incontrare alcune esperienze significative di vita cristiana  di condivisione con i più deboli e i più poveri. A Roma hanno vissuto all’interno della Comunità di S. Egidio, a Torino con il SERMIG (servizio missionario giovani), a Firenze con le Sentinelle del Mattino, con i Monaci di Gerusalemme… La vita della chiesa, quando si fa concretamente visibile nella sua testimonianza di fede, diviene grembo materno, fecondo di vita cristiana per le nuove generazioni… occorre ritrovare stili di vita più essenziali nell’uso delle cose, del denaro, aperti alla condivisione e alla solidarietà con i più deboli e più poveri.

3. In questa celebrazione eucaristica ringraziamo il Signore per il ministero dei nostri sacerdoti, chiamati a stare in mezzo a noi per spezzare il Pane della Parola e dell’Eucarestia… per i diaconi, vero dono per la nostra Chiesa, ogni giorno accanto a noi… per gli operatori pastorali che in vario modo servono il cammino di fede e di carità della comunità…

4. Stiamo vivendo come città un tempo di carenza di progettualità. Sembra non vi siano idee, forza per formulare progetti che guardino in modo complessivo la vita della città. Alla domanda legittima: “Verso dove cammina questa nostra città di Cattolica?” è difficile rispondere e sembra quasi non vi sia alcuno capace di spiegare, dire, quali siano le linee di marcia o, addirittura, se si stia camminando o si voglia fare un percorso. Questa difficoltà ha radici profonde in una cultura che ha smarrito il valore della persona inserita in una rete di relazioni solidali e aperte. Urgente è far crescere modalità di azione politica disponibile al confronto, al camminare insieme, per la formulazione di obiettivi capaci di interpretare le domande reali della città. Perché questo avvenga necessitano persone libere interiormente da interessi di parte, dedite al bene della città, capaci di attivare forme di aiuto e collaborazione con le diverse realtà sociali che, in diversi modi, lavorano per il bene comune…

Una nuova stagione si è aperta per la convivenza tra popoli, culture, religioni diverse che già è presente tra noi nelle numerose persone immigrate che hanno preso dimora nella nostra città. Sarà una stagione di arricchimento reciproco se ci abitueremo a conoscere, valorizzare, rispettare le diverse culture. Il cristiano sa che ogni persona porta in sé l’immagine di Dio ed è amata da Gesù”.

a cura di Paolo Saracino

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