… 303 voti per una Svolta?

 

Vitali - Serracchiani - Tamanti

Vitali - Serracchiani - Tamanti

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

 

Per soli 303 voti Marco Tamanti è, dunque, il nuovo sindaco di Cattolica.

Ha battuto Cono Cimino in un ballottaggio al fotofinish, recuperando lo svantaggio del primo turno, che era di quasi 4 punti in percentuale, e superando un avversario determinato, che ha saputo giocare le sue ottime carte in maniera corretta, sapiente ed aggressiva cercando -e riuscendovi in qualche caso- di ottenere il consenso anche nell’area di centrosinistra.

Al primo turno era già uscito di scena Alessandro Bondi, accreditato alla vigilia di buone possibilità, ma che, pur ottenendo un significativo 19%, non è riuscito a convincere i cittadini di Cattolica che il vero centrosinistra fosse rappresentato dalla sua coalizione Arcobaleno.

Ultimo, nella classifica degli sconfitti di peso, Pietro Pazzaglini, che -uscito o scaricato, a seconda dei punti di vista, dal Pd- ha tentato l’impresa improbabile di far valere nelle urne un prestigio personale ed una rete di rapporti rivelatisi consistenti ma insufficienti a recuperare il gap di partenza.

Complimenti, allora, a Tamanti, ma il vero vincitore di queste elezioni comunali è senza dubbio il Partito Democratico.

Quel PD che è riuscito nell’intento di respingere l’assalto veemente del centrodestra, risultato anche a Cattolica vincente alle europee, giocando forte sul timore -che ha motivato le scelte di molti elettori di area progressista, ivi compresi, al ballottaggio, tanti che avevano votato Arcobaleno- evocato nel forte appello finale di Franceschini, di “consegnare a Cattolica (e la Provincia di Rimini) nelle mani della destra”.

Quel PD che veniva dato (ed era effettivamente) in rotta alla vigilia delle elezioni, e che è riuscito sorprendentemente a recuperare compattezza -quantomeno nell’immagine all’esterno- facendo quadrato attorno ad un giovane ingegnere di 37 anni, che aveva vinto le primarie scompaginando i piani di partenza e determinando forti “mal di pancia” ed una frattura che sembrava insanabile.

In questa brutta (per responsabilità un po’ di tutti) campagna elettorale, Tamanti ha più volte dichiarato di voler voltare pagina promettendo rinnovamento. La prova che lo attende è molto difficile, non c’è dubbio.

Dovrà vincere lo scetticismo dei tanti cittadini che anno visto e vedono in lui una figura politicamente debole, facilmente condizionabile e controllabile dagli uomini forti del suo partito, gli stessi che nel corso di questi anni hanno diretto le sorti, nel bene e nel male, dei DS e Margherita prima e dello stesso PD dopo. Dovrà convincerli, qui tanti, con fatti concreti che diano chiari segnali di discontinuità.

Dovrà combattere con il preoccupante stato delle casse comunali, nella stimolante ma difficile impresa di risanare il deficit senza trascurare la manutenzione e lo sviluppo della città.

Dovrà contrastare una opposizione consiliare molto agguerrita, anche se probabilmente meno compatta di quella della scorsa legislatura, con un Cimino, forte della propria competenza soprattutto in materia finanziaria, che certamente non gli farà il minimo sconto, con un Pazzaglini -se non sceglierà altre strade- che può vantare una conoscenza delle cose amministrative che pochi hanno, con un Arcobaleno -pur senza Bondi- che continuerà a svolgere quel capillare e incalzante controllo riservato nei passati cinque anni al suo predecessore.

Come cittadini di Cattolica -suoi elettori e non- gli auguriamo di riuscire e soprattutto ci auguriamo che voglia e sia in grado di dare alla vita politica e sociale una impronta nuova, di imprimere una netta inversione di rotta, a cominciare dai suoi “primi cento giorni”.

Attorniandosi di persone che coniughino insieme onestà, competenza, passione sociale, disinteresse personale e interesse per la città, e che non necessariamente appartengano all’orticello del suo partito o dei gruppi che lo hanno sostenuto.

Facendo da subito chiarezza sulla situazione economica di Cattolica, senza reticenze e senza nascondere alcunché, visto che i cittadini hanno diritto di sapere come sono stati amministrati finora i loro soldi e quali sono i debiti che fanno “arrossire” il bilancio comunale.

Non facendosi imbrigliare nei lacci che gli verranno tesi dai vari personaggi che in questi anni hanno gravitato attorno alle stanze di Palazzo Mancini condizionandone fortemente le scelte, non sempre in direzione del bene della città.

Inaugurando da subito una pratica amministrativa innovativa, introducendo strumenti di massima trasparenza ed informazione (le riprese televisive delle sedute di consiglio potrebbero essere un primo passo), e promuovendo la partecipazione dei cittadini attraverso periodici incontri in cui dare resoconto del proprio operato e ascoltare bisogni, richieste e… critiche.

Abbiamo il diritto di pretendere molto dal nostro nuovo sindaco. E confidiamo che Tamanti, e con lui il PD, sappiano fare tesoro della lezione di queste elezioni, comprendendo che il pericolo da loro corso e la fiducia risicata ottenuta da cittadini spesso delusi e disincantati, alcuni dei quali li hanno votati “turandosi il naso” ed investendo una massiccia dose di ottimismo, richiedono un inequivocabile segnale di svolta.

In fiduciosa, ma prudente e vigile attesa, li aspettiamo alla prova.

Buon lavoro… per il bene di Cattolica.

 

di Paolo Saracino

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