Elezioni Comunali 2009 – Lo Sconfitto

 

Cono Cimino

Cono Cimino

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

Farà opposizione in maniera pragmatica, “e se Marco Tamanti e la sua giunta faranno bene sarò il primo ad andare a stringer loro la mano, così come sarò il primo ad attaccare quando faranno male”, con la speranza che “Cattolica ora non diventi una colonia per il Pd riminese”.

Non perde il suo sorriso gentile Cono Cimino, a qualche giorno dalla sconfitta (con onore) al ballottaggio per la carica di sindaco di Cattolica. E non perde neppure la capacità di coniugare signorilità con chiarezza e lucidità di giudizio.

D’altra parte è stato l’uomo che, dal Dopoguerra, ha portato forze politiche non di sinistra più vicine a Palazzo Mancini.

Quando ha pensato di farcela?

Guardi, dopo il primo turno credo che sia maturata, nei miei sostenitori, una certa convinzione di vincere. Io ho sempre ritenuto che invece il Pd fosse in vantaggio e che noi dovessimo darci da fare, e molto, per recuperare. Specie quando mi sono reso conto che il Pd aveva spostato la sfida dalla città di Cattolica a temi nazionali. Ad una disputa tra il centro-sinistra e quelle che loro definivano “le destre”. Il loro unico argomento è stato questo: dire alla gente che il centro-sinistra ha governato bene per sessant’anni e che non andava dunque tradito facendo vincere “le destre” dei seguaci di Berlusconi, dei leghisti e degli ex fascisti. Mi domando quale valore possano avere queste argomentazioni per amministrare Cattolica. Io ritengo sia meglio guardare alla persona. D’altra parte l’ho detto più volte: se fossi stato veneziano io avrei votato Cacciari.

Ma Cattolica è in Italia, e le conseguenze dei provvedimenti del Governo, di centro-destra, hanno ricadute anche locali. Lei ritiene allora che l’effetto dell’operato del governo sia stato, per la sua candidatura, addirittura controproducente?

No. Direi anche che i tanti cittadini che hanno votato per me l’hanno fatto, anzi, anche per quanto il Governo sta facendo a livello nazionale. Poi io chiedevo un passo in più, e cioè superare questo aspetto e valutare la persona, votare per me quale garante del buon operato che una mia amministrazione avrebbe avuto. Chiedevo di provare ad essere veramente liberi e non votare per appartenenza.

Anche a Cattolica alle Europee il Pdl più la Lega hanno sfiorato il 40 per cento, ma al primo turno lei si è fermato al 32 per cento: come mai?

Storicamente a Cattolica paghiamo uno scarto tra le Politiche e le Amministrative.

Scarto che io credo sia dovuto alla presenza di conoscenze e lobbies, che al primo turno hanno dirottato il proprio voto o già sul Pd o, soprattutto, sulle liste che sostenevano Pietro Pazzaglini. Al secondo turno non tutti quei voti sono tornati, per vari motivi. Credo che, in primo luogo, il centro-destra non abbia, in questo territorio, “soldati” così fedeli e attenti come il centro-sinistra. Siamo più distratti dal lavoro, dalla stagione, magari c’è stata anche un po’ di leggerezza, si pensava che fosse fatta… Inoltre credo che molti di coloro che al primo turno hanno votato Arcobaleno o Pazzaglini, al secondo non se la siano sentita di votare per il centro-destra, e alla fine si siano astenuti o abbiano votato per il Pd. Sono convinto che, invece, la sinistra estrema sia andata a votare per Tamanti. Vi è stata infine, e lo dico senza polemica o acredine, una parte del mondo cattolico che ha sponsorizzato apertamente Tamanti.

C’è chi dice anche di più. C’è chi dice che le parrocchie, una in particolare, abbiano decretato la vittoria di Tamanti.

Il Concilio Vaticano II, più di 40 anni fa, ha decretato la libertà, per i cattolici, di esprimere liberamente, col voto, la loro preferenza politica. Se le parrocchie hanno svolto un ruolo così fondamentale lo chiederei a loro, ma credo che la risposta sia no. Piuttosto, chiederei alla corrente più strettamente diessina del Pd, se non si è sentita sfruttata e utilizzata per portare a Palazzo Mancini esponenti che hanno principi e idealità molto diverse dalle loro.

Il fatto che la lista Micucci si sia detta più vicina a lei che a Tamanti l’ha favorita o penalizzata al ballottaggio?

La lista Micucci, e anche Nicola Micucci (figlio dell’ex sindaco Franco, ndr) non mi hanno appoggiato, come qualcuno dice, hanno solo spiegato che non avrebbero votato Tamanti. Questa posizione non è stata frutto di un accordo sotto banco. Evidentemente parte della loro base elettorale ha sentito il nostro programma più vicino al proprio. Non penso che questo mi abbia penalizzato. La cosa che mi spiace, ribadisco, è che al momento del voto la gente non abbia valutato un progetto politico per la città piuttosto che un altro, ma abbia finito per votare il simbolo.

Non trova comunque che Marco Tamanti abbia scrostato molti equilibri vecchi e stantii e che quindi rappresenti un’ondata di rinnovamento?

Io ho piuttosto il timore che nei prossimi anni la nostra città diventi una colonia del Pd provinciale, giacchè Tamanti non sarebbe stato eletto senza il fortissimo supporto del Pd provinciale e della sua macchina organizzativa. Comunque non do giudizi preconcetti e aspetto i fatti. Non vorrei che questo rinnovamento di cui si parla porti solo alla sostituzione di vecchi centri di potere con nuovi centri di potere. Io volevo, invece, eliminare tutti i centri di potere affinché la gente si riappropriasse interamente della propria città. Faccio un esempio: io avrei fatto uscire Cattolica da Hera, e non credo che una cosa come questa Tamanti abbia la forza di farla…

Che tipo di opposizione fara? Spulciatore di carte o governo ombra?

I ruoli di candidato a sindaco e di leader della principale forza di opposizione sono profondamente diversi. Come consigliere d’opposizione devi esercitare una puntuale funzione di controllo per il rispetto delle regole. Poi io sono una persona pragmatica e, se la giunta farà bene, sarò il primo ad andare a stringere la mano a Tamanti. Così come, se farà male, sarò il primo ad attaccare.

Accetterebbe un’eventuale candidatura a presidente del consiglio comunale, o la riterrebbe un modo per “imbavagliarla”?

Per il momento Tamanti ha detto che la presidenza del consiglio comunale sarà lasciata all’opposizione, non al centro destra. E politicamente sarebbe ben diverso che un’eventuale proposta fosse avanzata a me o agli esponenti che attualmente sono all’opposizione e che sono vicini al centro-sinistra, Arcobaleno e pazzagliniani. In quest’ultimo caso è evidente che si tratterebbe di un modo per allargare la maggioranza. Se invece la proposta arriverà a me, o ad un esponente del centro-destra, la valuteremo.

A Rimini, dopo la sconfitta di Marco Lombardi alle provinciali, è già iniziata la resa dei conti: accadrà anche a Cattolica? Vi frantumerete, come già successo altre volte?

No, non credo proprio. Siamo uniti, e mi spiace che la Lega Nord non abbia un suo esponente in consiglio comunale.

 

di Francesco Pagnini

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