Okkio al diritto di accesso a spiagge e arenili

 

battigia

 

 

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno 2009

E’ il titolo del vademecum 2009 pubblicato da Adiconsum sui diritti dei bagnanti. Lo riportiamo qui di seguito poiché non tutti conoscono la normativa oppure… fingono di non conoscerla.

PREMESSA

  • Molte spiaggie e molti arenili sono stati oggetto di una privatizzazione e di una cementificazione selvaggia.
  • In molte realtà i Comuni non hanno garantito un corretto equilibrio tra stabilimenti in concessione e spiaggie libere.
  • In taluni casi gli stabilimenti balneari impediscono l’accesso al mare o pretendono il pagamento di un biglietto anche per il transito, che dovrebbe essere gratuito e libero.
  • Le concessioni si sono così trasformate in una proprietà, violando i diritti di accesso e gli obblighi previsti per le concessioni demaniali.

I DIRITTI DEI BAGNANTI

  1. L’acesso alla spiaggia è libero e gratuito. E’ fatto obbligo agli stabilimenti di consentire il transito alla battigia. L’impedimento o la richiesta di un pagamento rappresentano una violazione della legge e vanno denunciati alle autorità.
  2. La battigia, cioè la striscia di sabbia di 5 metri da dove arriva l’onda, è a disposizione di tutti. Si tratta infatti di un’area esclusa dalla concessione, sulla quale il concessionario non può vantare alcun diritto. Tutti vi possono transitare, ma non vi possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni o sdraio, poiché deve essere garantito il passaggio.
  3. La pulizia delle spiaggie libere. Anche le spiagge libere devono essere pulite, e questa incombenza è a carico del Comune.
  4. Recuperare un equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere. Questo equilibrio è previsto dalla legge, ma in troppe realtà non è rispettato; occorre quindi indirizzare le nostre proteste ai Sindaci e alle Regioni. Chi paga le tasse ha diritto ad una spiaggia libera e gratuita. Le spiagge libere e gratuite devono essere intercalate tra uno stabilimento e l’altro e non collocate nelle aree più lontane e disagiate.
  5. Prezzi equi e non speculativi. I prezzi sono liberi e dovrebbero essere rapportati alla qualità dei servizi, ma spesso accordi taciti fra i gestori mantengono i prezzi ben al di sopra di quello che dovrebbe essere un giusto riconoscimento per il servizio. L’unica possibilità per contrastare i prezzi elevati è decidere di non usufruire dello stabilimento.
  6. Revoca delle concessioni. Per le violazioni più gravi, quali la cementificazione della spiaggia o la violazione degli obblighi relativi alle concessioni, è prevista anche la revoca delle concessioni. Il non rinnovo della concessione può essere attuato nei casi in cui la continuità ininterrotta degli stabilimenti in concessione comprima in modo intollerabile il libero accesso alla spiaggia e al mare.
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