La sicurezza sul lavoro secondo il governo Berlusconi

Sicurezza_sul_lavoro

Tratto da Cubia n° 93 – Giugno/Luglio 2009

Il 26 Maggio 2009 a Sarroch (Cagliari) alla Saras, una delle raffinerie più grandi d’Europa (gruppo Moratti), sono morti tre operai asfissiati dai gas tossici.

Il 15 Giugno 2009 a Riva Ligure (Imperia) due operai di 36 e 40 anni sono morti in una vasca di depurazione. Stavano lavorando all’interno della struttura, ma sarebbero stati uccisi dalle esalazioni.

Il ricordo di queste morti non deve essere dimenticato e per onorarli propongo una riflessione sulle norme sulla sicurezza varate dall’attuale Governo a modifica di quelle – molto restrittive – varate dal Governo Prodi.

L’attuale art. 15 bis del Testo Unico sulla Sicurezza ha modificato le responsabilità previste dalla legge: di fatto siamo all’immunità (anche della pena detentiva) per i dirigenti aziendali ed all’inasprimento delle pene (compresa la carcerazione) per gli operai.

– L’art. 15 bis deroga ad alcuni principi generali del diritto penale.

Dalla lettera d) dell’articolo si evince che il datore di lavoro o il dirigente non rispondono dell’infortunio o della morte se in presenza di fatto colposo di un ALTRO soggetto subordinato preposto (progettista, medico competente, o altro soggetto operante nel settore).

– Le sanzioni penali con riferimento alla responsabilità del datore di lavoro vengono pressoché cancellate, a favore della pena pecuniaria, che torna ad essere un’alternativa alla pena detentiva, sia nella misura, minima e massima della pena edittale, che viene ridotta.

– Le sanzioni penali vengono invece aumentate per i lavoratori.

– Ha valore retroattivo, quindi l’immunità viene estesa ad altri processi, compreso quello della ThyssenKrupp.

– Ci sono interpretazioni restrittive sia del codice penale sia del codice civile.

L’articolo 2087 del codice civile (L’obbligo del datore di lavoro di attenersi al principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile. Sicurezza tecnica, organizzativa e procedurale.) è un fondamento del diritto italiano: il governo ne riduce la portata perché stabilisce che l’obbligo del datore di lavoro è relativo solo alle norme di prevenzione previste per legge.

– Dato che la certificazione dei sistemi di gestione viene affidata agli enti bilaterali si introduce la “presunzione di conformità” alla normativa di prevenzione.

Di fatto è a rischio di vanificazione anche il processo in corso contro l’Eternit.

– Alleggerisce gli oneri connessi all’elaborazione delle misure di prevenzione per il mondo della piccola impresa, i piccoli cantieri, le attività considerate meno rischiose.

– Cancella, nelle ipotesi di sospensione dell’attività per mancato rispetto della normativa, le sanzioni previste per le violazioni sull’orario di lavoro e sui riposi.

– Si indebolisce la rappresentanza dei lavoratori.

– Infine per quanto riguarda gli appalti viene cancellato l’obbligo, nei contratti di appalto privati, di indicare, a pena di nullità, i costi relativi alla sicurezza. Fatto che induce l’azienda a non rispettare le norme e aumenta quindi il rischio di incidenti.

di Patrizia Mascarucci

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