Riuscirà il PD?…

PD

Tratto da Cubia n° 75 – Ottobre 2007

Anche a Cattolica, come in tutta Italia, la vita politica, ed in particolare quella interna ai partiti, è in un periodo di fermento.

La nascita del Partito Democratico, direttamente e indirettamente, costituisce un motivo di fibrillazioni negli schieramenti politici, e soprattutto nel maggior partito locale. E’ infatti in casa DS che sono avvenuti i fatti più rilevanti degli ultimi mesi.

Per riepilogare gli eventi, cominciamo da fine giugno, quando Antonio Gabellini si dimette dalla carica di assessore al bilancio. Che cosa è successo? E’ lo stesso ex assessore che racconta le ragioni del suo disimpegno dalla giunta, riconducibili al disaccordo, ormai insanabile, con il resto della compagine amministrativa sulle scelte in materia di risanamento delle finanze comunali, con particolare riguardo al settore del personale. L’impostazione di estremo e spesso impopolare rigore adottata fin dall’inizio del suo mandato da Gabellini, pur avendo portato a profonde e laceranti rotture con il personale comunale e le sue rappresentanze sindacali, aveva trovato nella prima fase l’appoggio compatto della maggioranza di palazzo Mancini. Da un po’ di tempo, però, le cose erano cambiate e l’ex assessore era entrato in rotta di collisione, non solo con il sindaco Pazzaglini, con il quale – si racconta – non ci sarebbe mai stato un grosso feeling, ma anche con il suo partito di riferimento. E sarebbe stata proprio la presa di distanza del gruppo dirigente Ds dal suo assessore a determinare la decisione di Gabellini.

I bene informati raccontano che, a determinare i tempi della scelta di Gabellini, sarebbe stata anche l’imminente nascita del PD, in prospettiva della quale l’ex assessore avrebbe deciso di rompere gli indugi, per avere le mani più libere. I fatti lo confermano, visto che alle recenti primarie Gabellini ha appoggiato, con successo, una lista diversa da quella sostenuta da Pazzaglini.

Il secondo evento politico dell’estate cattolichina è stata l’uscita dalla segreteria cittadina dei DS di 4 componenti, i quali, anche sulle pagine della nostra Rivista, hanno dichiarato di non condividere più i vecchi schemi e le solite logiche di partito, preferendo muoversi con metodi innovativi nella fase di avvicinamento al Partito Democratico. Tra i 4 e Gabellini c’è profonda assonanza, sia per quanto riguarda le critiche all’immobilismo dei locali dirigenti diessini, sia per quel che concerne le prospettive del PD. Ma c’è anche un altro tema sul quale si registra identità di veduta: la prossima candidatura a sindaco di Cattolica. Si tratta di un argomento che si sta affacciando con prepotenza sulla scena politica e che certamente infiammerà il dibattito nei prossimi mesi. A meno di un anno e mezzo dalle prossime elezioni comunali, a fronte di una rivendicazione di diritto, da parte di Pazzaglini, a succedere a se stesso, si fa strada in maniera prepotente la richiesta di un metodo nuovo, quello delle primarie, nella scelta del candidato, anche per “scongiurare” l’esito di tre anni fa, quando le sorti di Cattolica furono decise altrove e imposte dall’alto.

Certamente, il non brillante comportamento a Cattolica della lista per il PD sostenuta da Pazzaglini darà ulteriore vigore a questa rivendicazione.

C’è poi la notizia, apparsa sui giornali, di un avvicinamento al nascente PD del prof. Bulletti, ex candidato sindaco ed attuale consigliere comunale dello schieramento di destra. La notizia, pur politicamente rilevante, non stupisce, però, più di tanto, considerando che le scelte politiche di Bulletti sono state molto spesso caratterizzate da assoluta libertà di movimento e di iniziativa.

In questo contesto “movimentato”, Cubia ha cercato di ritagliarsi, fuori dalla mischia, un autonomo spazio propositivo, per favorire l’avvio di un dialogo tra maggioranza e opposizione, in particolare quella riconducibile all’area di centro sinistra, che fa capo alla lista Arcobaleno. Un avvio di dialogo che consentisse alla vita politico-amministrativa cittadina di imboccare una strada diversa rispetto al passato (e al presente) tormentato e conflittuale… per il bene di Cattolica.

Il nostro intento non ha finora ricevuto positivi riscontri. Il conflitto perenne e totale resta per ora l’unico modo ufficiale di rapportarsi tra gli schieramenti.

Chissà se il Partito Democratico riuscirà a smuovere le acque anche in questo senso e a favorire un qualche marcamento dalle rigide posizioni contrapposte e incoraggiare i tentativi personali di “parlarsi” che timidamente cominciano ad intravedersi.

Certo, occorrerebbe che, in casa Arcobaleno, prendessero più vigore le posizioni meno oltranziste, meno “grilline”, di coloro, cioè, che sono disponibili ad “andare a vedere” le carte degli altri, superando pur comprensibili remore e pregiudizi, e che, da parte governativa, la più volte dichiarata disponibilità al dialogo non rimanesse più solo una vuota enunciazione di intenti, ma si riempisse di contenuti reali, traducendosi nei quotidiani atti e fatti della politica,

La novità del PD riuscirà ad innovare realmente il modo di fare politica, in Italia e a Cattolica, e sarà in grado di far cadere anche qui da noi qualche steccato di troppo?

di Paolo Saracino

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