Da Osteria Dancing Sirena a Taverna Bella Italia

Brigitte_Nielsen_e_Sylvester_Stallone

Tratto da Cubia n° 80 – Marzo 2008

Nasce nei primi anni 50 in via Marconi, nel giardino dell’abitazione della famiglia Cecchini, tutti pescatori, il padre era soprannominato Bigiola. A quell’epoca, vi si esibivano due ragazzi napoletani, fisarmonica e chitarra: ricordo il successo della canzone che poi diventò il brano che identificava l’Italia nei paesi del mondo, “Marina”. Anche se poco capiente, il Sirena era un bellissimo giardino ricco di piante, dove si trascorrevano delle liete serate durante il periodo estivo.

Dopo qualche anno cambiò l’ubicazione, spostandosi al n. 25 della stessa via Marconi. Nel corso degli anni si sono avvicendati diversi gestori, finchè nel 1975 la famiglia Ottaviani Carlo, di Montalbano, è riuscita con notevoli difficoltà e sacrifici a rendere l’Osteria Sirena un piacevole locale d’intrattenimento: un giardino molto accogliente, capiente, ricco di verde, con appesi filari d’uva, ricco di grappoli per il piacere dei turisti, che andavano a pizzicare i grossi chicchi come gli uccellini.

L’allegria era di casa, le serate trascorrevano con spensieratezza sia per la familiarità dell’ambiente, nel quale i turisti e non si ritrovavano in un clima semplice e ricco di divertimento, sia per la frescura del verde che si godeva nelle calde serate estive.

La simpatia e l’ospitalità sono elementi essenziali per il buon andamento di un locale d’intrattenimento, per cui i gestori, i camerieri e tutto il personale hanno un ruolo molto importante, ma essenziale è quello dei musicisti, i quali, oltre che fare buona musica, devono sempre dare il meglio per rallegrare le serate. Dopo vari cambiamenti, finalmente Ottaviani trova il giusto equilibrio con i musicisti: tutti validi elementi che riescono subito a fondersi con l’ambiente e soprattutto con la clientela, riuscendo a creare simpatie e amicizie. Ricordo i loro nomi: alla chitarra c’ero io, Roberto Bozza; tastierista e fisarmonicista era il bravissimo Marcello, di Pesaro; completava il trio una simpaticissima cantante di bella presenza, Tina, di Bologna. Dopo un anno, nel 1976, il gruppo si rinnova e si amplia: resta il sottoscritto alla chitarra, a cui si aggiungono Marchini Vittorio alla batteria, Walter alla fisa elettronica, e la giovane Sabrina di Fano al microfono. Un organico perfetto che si esibirà con grande successo fino all’inizio dell’83 quando Carlo Ottaviani cederà la gestione dell’ osteria Sirena. Segue un periodo nel quale la nuova immagine del locale non corrisponde al gusto dei clienti. Si arriva così a metà degli anni 80, quando con una nuova gestione di giovani più dinamici e sicuramente di mestiere, simpatici e affabili, l’osteria ritrova subito la giusta strada: il lavoro va a gonfie vele al punto che, per trascorrervi una serata, si deve prenotare. Il locale cambia nome: nasce la “Bella Italia”, gestita da Cesare Gaudenzi e Sandro Drudi.

E’ l’anno 1985. Il bar concerto Haiti ha chiuso e il famoso gruppo che per tanti anni ha suonato in quel locale viene assunto dalla “Bella Italia”: l’idea si rivela vincente, visto che il gruppo “I Romagnoli” si porta dietro tutti i clienti più affezionati che frequentavano l’Haiti. I componenti del gruppo erano: Luigi Serafini (Gig ad Serafen), bassista, e fisarmonicista, il trainer che con la sua simpatia riusciva sempre a far divertire il pubblico; Nicola (Nicolino), batterista, interprete delle più belle canzoni francesi; Paolo Del Maestro, chitarrista e cantante, il più giovane e di bella presenza (un fiore che attirava molte api), interpretava le canzoni più moderne simpatico; Benito Accardi, pianista e trombonista, il cervello musicale; Rino Bignardi, sassofonista, un simpatico musicista; infine al microfono la bellissima Rita Bignardi (in arte Rita Glori), sorella di Rino, voce sensuale e donna molto sensibile e romantica.

Con passione e competenza, i nuovi giovani gestori hanno ridato vita al locale riportandolo allo spendore che certamente meritava. Ricordo che tutte le sere, sul cartello pubblicitario esposto fuori della Bella Italia, c’era uno striscione con la scritta tutto esaurito.

Alla metà degli anni 90 circa avviene un fatto nuovo, di cui non conosco i motivi: il locale subisce ancora dei cambiamenti, gli viene tolto il bellissimo giardino, cosa gravissima che riducete la capienza e ne modifica l’aspetto, riducendolo ad un corridoio tutto chiuso a mo’ di capannone. Sandro Drudi lascia la società, mentre Cesare Gaudenti, con grande caparbietà e grinta, rimboccandosi le maniche, riparte con il nuovo locale “Taverna Bella Italia”. Riorganizza tutto il lavoro e pian piano, creando l’ambiente giusto, riesce a riportare nel suo locale tanti clienti affezionati. Merito anche dei musicisti, che per diversi anni hanno dato il loro contributo artistico: Amedeo Olivieri (chitarra e canto), che con la sua simpatia si circondava di tanti amici; Gilberto Del Chierico (pianoforte e canto), cervello musicale del gruppo, docente di canto lirico presso l’Accademia Musicale di Cattolica.

Nella stagione invernale (la Taverna Bella Italia era aperta tutto l’anno), il locale era frequentato, per la vicinanza con l’Autodromo di Santa Monica, da tutti i campioni di motociclismo di quel periodo: Rendy Mamola, Luchinelli, Gianola, Swanz, e tanti altri campioni che per ragioni di spazio non posso nominare.

La cucina era ottima, con una grande cuoca: la famosa Giuseppina Felcini (Pina), a seguire Luisa Drudi, Anna, ecc. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente, poichè ho suonato alla Taverna Bella Italia dal 1999 al 2003, l’ ex moglie del famoso attore Silvester Stallone, Brigitte Nelsen, oltre a tante personalità della cultura e del giornalismo.

Si organizzavano serate all’insegna del jazz, coi migliori musicisti di livello internazionale, e serate dedicate alla musica popolare, alle barzellette, alle antiche danze: la furlena, la mandarena, ecc., con ospiti la Canta, Le Valligiane, La Bottega delle Voci, il favoloso ballerino delle antiche danze Magi Fernando (Nando).

Ma come per tutte le cose belle, a un certo punto, nel 2004, la musica si è fermata, le luci si sono spente, il brusio delle voci si è affievolito pian piano, e così il silenzio è tornato a regnare. La Taverna Bella Italia è ora soltanto un bel ricordo.

di Roberto Bozza

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1 Commento

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Una risposta a “Da Osteria Dancing Sirena a Taverna Bella Italia

  1. Daniele

    Ciao Roberto, purtroppo ho saputo da Walter, tuo vecchio “compagno d’avventure”, che Cesare ci ha lasciato; nel frattempo si era trasferito a Ferrara con l’ultima sua compagna. La scomparsa di Cesare rende ancora più presente il ricordo di quando “La Bella Italia” era un punto d’incontro dove artisti piccoli e grandi erano un tutt’uno.

    Daniele

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