Ricordo…

mariocastelvetro

Tratto da Cubia n° 74 – 

I sogni di uno “scocciatore”

E così, te ne sei andato. In poco tempo e silenziosamente. Rivedo i tuoi occhi un po’ ironici e beffardi, la tua risata sogghignante, il tuo sfregarti le mani quando ti divertivi e la tua camminata svelta e disarmonica.
Caro Mario, tu chiacchieravi con gli altri maestri nei giardini della “Breda”, la scuola improvvisata degli anni ‘50, durante la ricreazione e, a me, bambina, sembravi vecchio già allora, un po’ curvo, gesticolante, (anche pelato?), con gli occhiali sul naso.
Ti ho ritrovato poi, nei miei primi anni d’insegnamento, nei Collegi dei docenti, dove, i tuoi interventi, a me, giovane, inesperta (ignorante forse?), sembravano “barbosi, esagerati, dispersivi”; non capivo allora quei discorsi a tutto campo, che vedevano la scuola come la parte di un tutto e che cercavano di allargare la sua ottica, far sì che diventasse più aperta, sperimentale e collaborativa con la società locale.
Oggi, anch’io con parecchi anni in più, capisco. Capisco e un po’ rimpiango. Ciò che di te ricorderemo (credo di esprimere il sentimento di tanti) è la tua ostinata convinzione che un popolo senza la memoria dei valori e dei sacrifici dei padri non abbia futuro, non possa e non sappia costruire che fatuità. E da questa tua convinzione è nato il tuo continuo impegno a far sì che i ragazzi conoscessero la storia recente del nostro Paese, gli ideali che avevano mosso i giovani di ieri, le brutture di una guerra che non doveva più ripetersi. Hai organizzato viaggi, hai contattato organizzazioni, hai inventato manifestazioni, hai scocciato l’amministrazione comunale per avere fondi…
Ricordo il viaggio con le classi V a Reggio Emilia, quel meraviglioso teatro, le campagne di Carpi, la casa dei fratelli Cervi, il museo del deportato, i luoghi delle battaglie sul Savio e Roma al sacrario delle Fosse Ardeatine…
Ricordo l’Aquilonata della pace come un abbraccio fra tutti quegli aquiloni e la gioia del godersi libertà e serenità, ricordo il tuo agitarti e quel tuo ghigno soddisfatto quando tutto andava bene. Certo che a volte ci scocciavi! Così pressante! Oggi vorrei dire: “Viva certi scocciatori!”. Ne avremmo bisogno. Scocciatori che s’impegnano, che lottano per sostenere le proprie convinzioni, i propri ideali, i propri sogni. Ciao, Mario.

Rita

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri e Parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...