Il girasole

Tratto da Cubia n° 73 – Giugno/Luglio 2007

Il girasole è il fiore che ricorda l’estate per eccellenza. Ha origini nel centro America e nel Perù, ed è qui che venne importato in Europa nel 1500 circa, come pianta decorativa.
E’ una pianta erbacea annuale ed il fusto può arrivare ad una altezza di tre metri.
Quello che chiamiamo fiore in realtà è un insieme di numerosi fiori riuniti in grandi capolini e che possono essere di due tipi: quelli esterni, di forma oblungo-lanceolata e colore giallo-dorato, sono sterili, quelli interni sono piccoli e bruni.
Il girasole arriva a maturazione in ottobre, i fiori si recidono e si lasciano asciugare, poi si sgranano i semi da cui si può ottenere un olio commestibile; i semi tostati possono essere mangiati e da questi si ricava acnhe un olio per motori, usato per produrre un biodisel.
Una delle caratteristiche più affascinanti di questa pianta, che le dà anche il nome, è l’Eliotropismo, ovvero la particolartià di seguire il Sole. Questa caratteristica riguarda anche le foglie del cotone, del lupino e della soia. Il movimento del fiore o della foglia è dovuto allo spostamento di alcuni ormoni dal lato esposto al sole a quello che rimane in ombra. Gli ormoni modificano la quantità d’acqua contenute nelle cellule, facendone espandere alcune e rimpicciolire quelle contrapposte. Il risultato è che il picciolo della foglia, o la base del capolino del fiore, si ripiegano verso la direzione da cui arrivano i raggi più intensi.
Le foglie e il fusto di queste piante si rivolgono al sole per ottenere la massima intensità di luce possibile. In questo modo possono effettuare nel migliore dei modi la fotosintesi, la reazione grazie alla quale vengono fabbricate le sostanze utili alla crescita della pianta.
La fioritura avviene in modo tale da impedire l’auto-impollinazione: durante il primo giorno di fioritura le antere si aprono e liberano i granuli di polline; nel secondo giorno lo stilo si allunga fuoriuscendo e aprendo gli stimmi (le parti recettive del polline) al di sopra delle antere. A causa di questo meccanismo di fioritura, ed a causa dell’auto-incompatibilità esistente tra la maggioranza delle cultivar di girasole, gli insetti pronubi, ed in particolare le api, sono assolutamente indispensabili ai fini di una buona fecondazione: in assenza di insetti pronubi la produzione di semi è irrisoria.

di Marina Andruccioli

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