Festa della Teggia e Sagra dell’Uva

Festa_della_Teggia

Tratto da Cubia n° 74 – Agosto/Settembre 2007

Tradizionale Manifestazione di Metà Settembre

Nei tempi antichi, antichissimi, nei paesi dove, come nella Romagna, la produzione vinicola costituiva uno dei maggiori prodotti, se non il principale, di alimentazione e mezzo di scambio, le popolazioni dedite all’agricoltura usavano onorare “dio Bacco” con canti, festeggiamenti e libagioni dopo il raccolto dell’uva.L’Italia, ove la produzione dell’uva e del vino ha avuto sempre grande importanza, e per la qualità e per la quantità dei vini pregiati noti in tutto il mondo, nell’intento di far conoscere ed apprezzare sempre più questo alimento perfetto e di alto valore salutare (la cura dell’uva, infatti, è la più antica, fra tutte le cure di frutta), riprendendo un’antica tradizione, ha istituito in tutti i comuni la giornata dedicata alla “Sagra dell’Uva”.Da frammenti di una pergamena, scritta in castigliano antico, rinvenuta fra le rovine delle mura del Comune di San Giovanni in Marignano, al quale deve le sue origini il Comune di Cattolica, risulta che un uomo di Stato del Reame di Castiglia, ospite del succitato Comune in occasione della Festa dell’Uva, nel fare rapporto al suo grazioso Sire su usi e costumi di queste contrade, rimase colpito dalla bontà di un “pane schiacciato” (tortilla), che veniva confezionato dalle donna su caratteristiche teggie, ai lati delle vie, e servito con dello squisito salame e vino di produzione locale.Il Comune di Cattolica e l’Azienda di Soggiorno decidevano, quindi, di ripristinare questa usanza, per cui, nel giorno dedicato alla “Sagra dell’Uva”, le massaie di Cattolica provvedevano a confezionare sulla teggia la caratteristica “piada” (focaccia a base di farina, sale, pepe, e olio finissimo), che viene servita con salame pepato, grappoli di uva e vino.La festa delle “Teggie e Sagra dell’Uva” inizia nelle prime ore del pomeriggio, a metà Settembre, con sfilata di carri allegorici e di gruppi folkloristici della zona.Nel piazzale Primo Maggio, vicino al mare, si effettua, fra canti e musiche folkloristiche, la distribuzione di sacchetti di uva, dopo di che vengono accesi i fuochi sotto le “Teglie” e ha luogo la cottura delle “piade”, che vengono distribuite al pubblico assieme a fettine di salame e vino locale, fino a tarda notte.Canti, esibizioni folkloristiche e luminarie si susseguono ininterrottamente finchè, ebbro e sazio, il dio Bacco, nella fresca notte settembrina, chiude gli occhi al sonno, che durerà fino alla prossima stagione.

da “Il popolo di Romagna” – 1957

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