QUEEN VILLAGE ( Ex VGS) Rischiamo inquinamento? La città non si può fermare

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Cubia ha già ospitato diversi interventi riguardanti il VideoGiocoSport (VGS), il nuovo centro sportivo-commerciale che dovrebbe sorgere nell’area limitrofa al Parco della pace e che ha suscitato pareri contrastanti, con la costituzione di un comitato cittadino di opposizione alla sua costruzione. Intervistiamo ora il proprietario, il dott. Giorgio Verni, che incontriamo insieme al suo tecnico, il geometra Roberto Ghinelli.

Allora Dott. Verni, da dove cominciamo?
La prima cosa che voglio dire è che sono venuto a conoscenza solo indirettamente dell’esistenza di un comitato cittadino contro il VGS. Come ideatore e progettista del VGS, non sono mai stato interpellato, dunque non mi sono mai fatto vivo. Ho ritenuto che, più che una posizione contro il Centro, fosse un fatto ideologico. E di ideologia non mi interesso. Ci tengo solamente ad entrare nel merito.
E’ quello che cercheremo di fare. Partiamo da un po’ di storia. Come nasce l’idea del VGS?
In precedenza c’era questa grande area, questo polmone verde di Cattolica dove in parte si era realizzato il Parco della pace e dove ho ceduto almeno 40-50mila metri quadri di terreno all’amministrazione. La parte bassa, che doveva rimanere a parco, è stata poi utilizzata per la realizzazione della piscina. Il sindaco Micucci ha sempre avuto il problema di organizzare bene questa area verde. Non si potevano lasciare senza razionalizzazione circa 200mila mq di terreno in un paese come Cattolica, che non ha territorio, e che, con le dovute proporzioni, è assimilabile a Montecarlo, dove ogni centimetro quadrato viene valorizzato al massimo. Rimaneva dunque tutta la parte alta, a monte di via Francesca da Rimini. C’erano lo stadio, le scuole, la zona del supermercato Diamante, c’era la richiesta di alcuni imprenditori di realizzare quei centri residenziali che stanno costruendo adesso. Infine quei 50mila mq di terreno che erano “campagna”, per i quali io avrei potuto proporre anche del residenziale, considerato che in quelle zone stanno ancora edificando. Per me sarebbe stato più comodo, ma, poiché l’amministrazione non me lo ha permesso, ho pensato che Cattolica avesse bisogno di servizi, ma nel verde e progettati bene. Questa idea mi è stata confortata da una società di Milano a cui ho commissionato uno studio molto importante, una ricerca di mercato dove si giustificava pienamente la realizzazione di un centro servizi.
Cosa sarà precisamente il VGS?
Ci saranno 5 corpi di fabbrica: 1) Il bloccomultisala-fitness di 5.500mq, formato da 6 sale da cinema, per un totale di circa 1.300 posti, e da un grande centro fitness con palestra completa di piscina per acquagym, solarium, massaggi, sala macchine ecc..; 2) il mediastore, che occupa 1.500 mq; 3) il blocco da 2.500 mq che contiene venti piste da bowling di livello internazionale, ma anche una zona di ritrovo per gestire il tempo libero delle persone di età diverse che “non vogliono sudare”; 4) 2 blocchi, per un totale di 3.000 mq, destinati al commerciale-direzionale, con vetrine ed uffici.
Teniamo presente che in questo progetto c’è molta attenzione alla concezione architettonica. Non sono 4 capannoni buttati lì come capita. Ad esempio, la multisala e il bowling sono interrati di circa 2 mt per ridurre l’impatto delle altezze. La piazza inoltre non sarà in asfalto, che fa schifo, ma in pietra naturale, che da sola costa 1 milione di euro. Il progetto, curato dall’arch. Gaudenti, è stato presentato al festival di Cannes dell’architettura ed ha riscosso molto successo. La sua forza sta nel parcheggio: oltre 650 posti che non si notano, sono nascosti in mezzo al verde. Ci tengo ad una bella struttura, è un esempio di intervento urbanistico inedito. E’ come un nuovo quartiere.
Ma non c’è il rischio di ipertrofia dei servizi, di andarsi a sovrapporre ad altro già esistente? Al multisala delle “Befane” o a quello che sorgerà a Riccione? E il bowling in via del Prete non è mai decollato. Non è che anche per il VGS si rischia di andare poi ad una riconversione sul residenziale?
I rischi nell’impresa ci sono sempre. Ma la ricerca di mercato di cui si parlava prima ha portato ad individuare un bacino d’utenza potenziale notevole. Guardi alla grande espansione del residenziale a San Clemente. Tutta la Valconca guarda Cattolica. Misano nord e Riccione (sulla realizzazione della cui multisala molti sono scettici), Cattolica, Gabicce, Pesaro e la Valconca sono il nostro bacino d’utenza: 170mila persone.
Si è mai pensato all’opportunità di costruire il Centro altrove, considerata la particolarità del sito, incastrato tra le scuole?
Perché mettere una palestra lontano dai cittadini? Ognuno vorrebbe i servizi vicino a casa propria. A Vienna il depuratore è al centro della città. Da noi c’è una cultura catto-comunista tendente al bigotto che ci fa indicare che “quello è male”. Creare le zone dormitorio senza servizi, a parte quelli essenziali, non è un bel ragionare. Un vecchio modello di città vedeva la realizzazione di zone omogenee, ma secondo me è un errore, perché ci sono zone morte che funzionano solo ad orari prestabiliti, con grandi masse di utenti che si spostano continuamente.
Ci sono delle incompatibilità: una fabbrica la devo fare fuori città. Ma un centro come il VGS, se non lo faccio vicino ai cittadini, cosa lo faccio a fare?
S’era parlato con Micucci anche di altri siti decentrati di Cattolica, ma erano avulsi dal territorio: una scelta illogica, una forma di ghettizzazione con il rischio di isolamento e malavita. Questo, inoltre, completa il servizio del verde a Cattolica, in quanto, con questa operazione, ho dato 24mila mq di terreno al Comune, che vanno ad ultimare il Parco della pace. Qui costruiremo anche il centro di incontro giovani-anziani.
Fra gli elementi di razionalità, che voi citate, c’è anche la valutazione di impatto ambientale (V.i.a.) che, per un’opera come il VGS, non è richiesta da una visione catto-comunista ma da una specifica legge regionale. Come valutate il fatto che l’amministrazione non abbia ritenuto importante richiedervi di effettuarla, considerato che il sindaco è il garante ultimo della salute pubblica?
La questiona è puramente tecnica. Noi abbiamo procurato tutti i documenti che, a norma, ci sono stati richiesti, nessuno escluso. Se ce lo avessero chiesto, noi eravamo disponibili a farla, ma così non è stato. Non hanno ritenuto che fosse necessario, non è un’opera ad alto impatto ambientale. E poi, perché per il VGS sì e su altre cose no?
Perché è un sito particolarmente sensibile: un migliaio di bambini, dal nido alle scuole medie, che dovranno subire l’inquinamento delle polveri sottili prodotte sia nella fase transitoria di cantiere che dal traffico veicolare a regime definitivo…
Ma quando il VGS è attivo i bambini dormono. Le scuole non hanno interferenza con il VGS.
Inoltre la legge prevede la V.i.a. come obbligatoria per gli interventi urbani che si configurano come “centri commerciali con parcheggi” superiori ai 10mila mq…
Ma non è un centro commerciale. E poi, ogni intervento che fai nella città causa traffico veicolare e, se portiamo il VGS più lontano, inquiniamo di più per arrivarci in auto. Nel progetto ci sono 3 rotonde, e i tempi di sosta con motore acceso sono minimi. Se trovo subito il parcheggio non inquino. I posti auto sono disseminati tutti intorno con una razionalità precisa. Potenzieremo anche la mobilità di servizio rifacendo un tratto di via Carpignola. Il problema dell’inquinamento non c’è.
Le polveri sottili non sono una invenzione…
Se ragioniamo così, allora diciamo che la città deve chiudere. Non facciamo più nulla. Ma se io devo continuare l’economia, devo progredire, creare posti di lavoro, non posso fermarmi. Questa è una struttura che serve ad una città che cresce, è un uso corretto del territorio e non speculativo. E poi, perchè prendersela con il VGS e non con le lottizzazioni dove si creano gli appartamenti? Quelle sono da fermare! Il grande apporto di polveri sottili nella città è dato dagli impianti di riscaldamento, specie da quelli a olio combustibile. Per me, a Cattolica inquinano molto di più “Le Navi”, dove non c’e razionalizzazione della viabilità e dove gli autobus arrivano e non spengono mai il motore diesel per avere l’aria condizionata . Manca la sensibilità a livello culturale.
Lei citava Montecarlo. Anche a Cattolica sappiamo che la densità di popolazione è molto elevata. Una ricerca del 2002 sulla ”impronta ecologica” nella provincia di Rimini ha evidenziato un’impronta pari a 7,78 ettari pro capite, a fronte di una biocapacità disponibile di 0,83 ettari pro capite. Non dovremo fermare tutto, ma prevedere una gestione diversa dell’esistente forse sì: Cattolica non ha più i parametri per poter continuare a cementificare in modo sostenibile. Non le pare?
E’ ora di pensare ad un uso compatibile del territorio. E’ chiaro che non posso sfruttare il 100% del territorio cattolichino e poi chiedere al Brasile di conservare la foresta per permettermi di respirare. Però adesso abbiamo una città. Questa città offre delle opportunità, ha bisogno di determinate infrastrutture e il VGS è una di quelle. Poi non è che possiamo fermare l’economia: è una riflessione che va fatta a livello globale, non in maniera puntuale, penalizzando qualcuno in particolare.
Ma prima o poi si arriva anche al particolare…
Sì, allora non è un ragionamento sul VGS ma su ogni mattone che viene montato. Questo è un investimento industriale da parte di un imprenditore che, se faceva anche la metà degli appartamenti, avrebbe guadagnato il doppio e finito molto prima. Sono 15 anni che andiamo dietro a questa cosa.
Come mai tanto tempo?
Nel primo progetto, Micucci voleva il palazzetto dello sport, ma l’amministrazione se lo doveva acquistare e gestire: hanno fatto i conti e hanno pensato di lasciar perdere. Così abbiamo girato l’attenzione sul bowling. Vorrei che si pensasse ai posti di lavoro, all’indotto creato. Il VGS non è per il guadagno di una persona che specula, ma crea ricchezza per Cattolica.
Spererete comunque di guadagnarci qualcosa anche voi… Quando partiranno i lavori e quanto dureranno?
L’inizio formale è già avvenuto. Abbiamo già stretto impegni per le opere di urbanizzazione, abbiamo già la progettazione esecutiva, già individuato l’esecutore. Ora serve il coordinamento con tutta una serie di questioni finanziarie, economiche e commerciali. Ci vuole tempo, il VGS non è un oggetto semplice. I lavori dovrebbero comunque completarsi entro il 2008 circa. Presto faremo comunicazione per cominciare a creare l’evento. E potremmo usare anche Cubia…

di Amedeo Oliveri

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