Farmacie Comunali di Cattolica

Farmacie_Comunali

Tratto da Cubia n° 81 – Aprile 2008

Farmacie, dopo l’ultima asta andata deserta, la parola torna al Consiglio Comunale

Nell’arco di pochi mesi ci sono state ben tre gare d’asta finalizzate alla vendita delle farmacie comunali. O meglio per la vendita della loro gestione. Tutte sono andate deserte. Nessuna offerta cioè è arrivata a Palazzo Mancini da parte di privati interessati all’ “affare”.

Ora la questione ritornerà in Consiglio Comunale, quello del 25 maggio, su una nuova proposta che verrà resa nota dalla Giunta ai capigruppo consiliari il prossimo 7 maggio.

Voci di corridoio danno il dibattito apertissimo in casa PD con posizioni piuttosto diverse, che vanno da chi vorrebbe tornare indietro evitando la vendita a chi invece, oltre alla gestione, vorrebbe cedere al privato anche la proprietà, fino a ipotizzare differenze di percentuali o formule.

Cosa diversa avviene nell’Arcobaleno, dove, ci racconta Renzo Succi, che si è occupato della vicenda anche nella veste di uno dei referenti del comitato sorto contro la vendita delle farmacie comunali, “c’è ancora più convinzione nel sostenere l’importanza di mantenere le farmacie nella proprietà del comune. E, al contrario di quanto è stato fatto fino ad oggi dall’amministrazione, di valorizzarle investendo sia nelle strutture che nel personale: da mesi le farmacie comunali sono lasciate in una condizione di sopravvivenza, di incertezza e disagio per chi ci lavora, in questa attesa che ormai dura da oltre due anni”.

“Siamo convinti – continua Succi – che quanto dicevamo ai tempi della raccolta firme e del referendum sia ancora vero e attuale: il valore sociale delle farmacie non è in discussione, in quanto la salute è un bene primario (come l’acqua) e non può e non deve essere gestita da un privato. Se guardiamo dal lato venale, si conferma il valore di mercato (Il Sole-24 ore, 8 marzo 2008) in quanto le farmacie ancora detengono il 97% del mercato, nonostante un aumento del 90% delle parafarmacie e corner agli iper. Il comportamento irresponsabile dell’Amministrazione di Cattolica, che non ha saputo assumersi le proprie responsabilità prendendo una precisa decisione in merito (cercando magari un alibi nel risultato del referendum), sta portando ad un colpevole degrado delle strutture sulle quali non è stato effettuato il minimo investimento (nemmeno utilizzando parte degli utili da esse stesse prodotte), evitando peraltro di dare precise direttive dirigenziali per una organica politica di gestione (es.: applicazione degli sconti sui tutti i farmaci da banco; aumento dei servizi all’utenza più debole e bisognosa; attivazione servizi di prevenzione sanitaria).

Poiché la Giunta e la maggioranza sostengono che non sono disperate urgenze di far cassa la ragione della cessione della gestione, prendano atto del proprio fallimento e s’impegnino a rilanciarle sul piano economico e sul piano sociale. E lo facciano quanto prima dando certezze sul piano occupazionale, e valorizzando le professionalità del personale, migliorando le strutture, le apparecchiature e gli arredi. Le potenzialità per continuare una gestione diretta sono ancora tante.

In questa operazione sono state già spese alcune decine di migliaia di euro (solo l’incarico di studio e consulenza oltre 30.000 euro) senza arrivare ad un risultato; quei soldi investiti direttamente nella gestione delle farmacie avrebbero dato notevole impulso alle stesse e concreti benefici ai cittadini”.

A fianco di coloro che non si crucciano troppo del destino della nostre farmacie ci sono invece molti cittadini che aspettano con impazienza quale sarà la prossima mossa dell’amministrazione. A qualcuno sta anche venendo il dubbio, visto che manca poco più di un anno alla fine della legislatura, che forse sarebbe opportuno far scegliere alla prossima amministrazione quale passo compiere. Tanto più che le possibili prossime mosse in casa PD per la scelta del prossimo candidato sindaco (primarie?) potrebbero portare volti nuovi a Palazzo Mancini.

di Alessandro Fiocca

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