I Vulcani

Vulcani

Tratto da Cubia n° 56 – Novembre 2005

I vulcani, dal latino Vulcanus, nome del dio del Fuoco di origine etrusca, è un condotto della crosta terrestre dal quale possono uscire lava, gas, vapori; solitamente formano un monte a forma conica, terminante in un cratere.
Ma perché esistono? Per capirlo, diamo un’occhiatina a come è fatta la terra sotto i nostri piedi.
La Terra ha una struttura stratificata, formata da grandi gusci concentrici che hanno temperatura, densità e spessore diverso. Ma la maggior parte del nostro pianeta è inaccessibile per noi: Verne, con il suo “Viaggio al Centro della Terra”, disegnava una realtà difficilmente realizzabile. Il pozzo più profondo che l’uomo abbia mai scavato raggiunge circa i 20 km, un’inezia rispetto al raggio della Terra.
Quindi, per avere informazioni su come è fatta dentro la Terra, dobbiamo ricorrere a informazioni indirette.
La struttura interna del nostro mondo è stata rivelata grazie allo studio delle oscillazioni elastiche, le onde sismiche, le quali permettono una “fotografia” dell’interno del pianeta, come quando noi ci facciamo una lastra a raggi X.
Oggi sappiamo che la Terra è formata da un nucleo centrale solido, un altro esterno ad esso liquido, un mantello che si comporta come un corpo viscoso formato da grandi celle che si muovono, e più esternamente la crosta, quella su cui viviamo.
Le grandi celle del mantello sono separate tra loro da “pennacchi termici”, che possono dar luogo a punti caldi sulla crosta terrestre: i Vulcani.
L’interno della Terra, data l’elevata temperatura, è in buona parte allo stato liquido:
a parte il nocciolo solidificato, la stessa è composta da metallo fuso, incandescente, che prende il nome di magma; ma questa roccia fusa può raggiungere la superficie attraverso i condotti vulcanici, e prende il nome di lava. Questa, raffreddandosi, dà luogo alle rocce effusive.
Sulla Terra si individuano diversi “punti caldi”, ovvero punti della struttura della crosta terrestre indicatori di attività del sottosuolo. Tanti sono i vulcani attivi sparsi sulla Terra ferma o negli oceani: vicino a noi, lo Stromboli e l’Etna; negli oceani, le isole Hawaii sono una catena di vulcani sottomarini allungata per oltre 4.000 km.
I vulcani sono affascinanti quando sono attivi, e l’uomo li guarda con timore. Ma di un vulcano spento, l’uomo, cosa se ne fa?
Sull’isola di Portorico, ad Arecibo, esiste un grande vulcano spento, con un diametro di 300 metri circa, all’interno del quale l’ingegno dell’uomo ha costruito la più grande parabola esistente sulla Terra.
Questa parabola è un radio telescopio, e viene usata dagli scienziati per ricevere il rumore proveniente dalle stelle. E’ stata utilizzata per generare la mappa delle radio sorgenti e anche come radar per determinare esattamente l’orbita di meteore di alcuni chilometri di diametro che attraversano il nostro sistema solare, potenzialmente pericolose per la via sulla Terra.
Addirittura, Hollywood ha utilizzato la Parabola di Arecibo, anche se per scopi scenici: le prime scene dell’ultimo film della saga di 007 sono ambientate proprio sul grande radio telescopio.

di Marina Andruccioli

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