Amarcord

Rubabandiera

Tratto da Cubia n° 80 – Marzo 2008

Il 12 febbraio scorso è avvenuto un singolare incontro. Franca Patrignanelli titolare del negozio Erba Voglio ha avuto la simpatica idea di radunare tutte le amiche e le persone del vicinato che in qualche modo, sono state presenti nella sua infanzia e adolescenza. La proposta ha avuto grande successo. All’arrivo presso il ristorante molto calda è stata la fase dei saluti, né è mancata la sorpresa per i mancati riconoscimenti. Vero piatto forte della serata, letto tra una pizza e l’altra, è stato l’Attestato di partecipazione che vale la pena riportare integralmente a testimonianza di uno spaccato di cultura che è gia storia. PER NOI DI VIA GARIBALDI DALLA DELFINA A CINCIACA COMPRESA VIA A. VESPUCCI FINO LI BASCEGNE. Per Noi, se andavamo in strada, non era così pericoloso, ci sentivamo libere se nella via di Luison, giocavamo a Ruba Bandiera a Le Belle Statuine a Uno due tre per le vie di Roma a Palla Avvelenata che non mancava neanche Dire, fare, baciare, lettera, testamento, che saltavamo la corda entrando a diritto e rovescio e giocavamo a Settimana e per giocare a cut, avevamo il nascondiglio proibito Al spac dla Bina! Per Noi, i pattini avevano 4 ruote per piede e li usavamo su un marciapiede con i chiusini dei cessi e si allungavano quando il piede cresceva. Suonavamo i campanelli e scappavamo, e masticavamo la cicca facendo a gara chi faceva il pallone più grosso, per poi scoppiarglielo in faccia, senza trascurare la punta al cannello di liquerizia. Per Noi, che sotto il voltone, abbiamo avuto la fortuna di sgranare le pannocchie di gran turco con i Stracer, che stavamo ad aspettare che una delle angurie che Primon scaricava facendo il passamano cadesse, così la mangiavamo e avevamo come frigo il pozzo della Maria di Matteucci. Quando si faceva la pagnotta di Pasqua, ci accordavamo per farla tutti assieme, e avevamo la Rusena di Stracer e l’Angiulena dli Argusle che facevano da consulenti per la lievitatura. Per Noi, che facevamo il fuoco di San Giuseppe sotto il voltone, con i copertoni della Maria di Matteucci, con il rischio di bruciare i fili della luce, che litigavamo quando facevamo le commedie nella capanna della Carlotta, e gli spettatori volevano i soldi indietro se lo spettacolo non era piaciuto. Ci divertivamo quando la Rina (vestita non so come) faceva le apparizioni della Madonna o del Sacro Cuore alla Bacana che, con il suo amen-stramen faceva da coreografia alle varie scene, quando tutte assieme ci lavavamo i capelli e, appoggiate al suo muro, li asciugavamo al sole, e la Franca faceva da parrucchiera, ( bravissima per le frangette), e l’Angelina dli bascegne faceva da modella. Per Noi, il mezzo di comunicazione era la reda. Le canzoni del festival le andavamo a sentire alla radio dai Stracer. Compravamo il sale dalla Mina dal spac, avvolto nella carta di giornale portata da casa, se no non te lo dava. A scuola andavamo e tornavamo da sole, con la cartella semivuota, se la maestra ti dava uno schiaffone la mamma te ne dava due, se facevamo uno sternuto nessuno chiamava l’ambulanza ma le palline dell’Albero di Natale erano di vetro e si rompevano. Al nostro compleanno non invitavamo nessuno. Per Noi, che alla Messa ridevamo di continuo, che scappavamo dalla file delle suore che ci portavano alla benedizione, mentre era un divertimento alzarci alle 6 alla mattina per andare alla novena. Don Romagnoli ci portava a Loreto, vediamo la Carlotta nella strada davanti al voltone che si sbracciava per fermare il pullman per poi salire, e dice, ulaà fata, ulaà fata (Renzo aveva mangiato una vite ed era stata per fortuna rinvenuta nella cacca). Per Noi , che gli avvenimenti principali erano il giro d’Italia e correvamo in mezzo alla strada per raccogliere gli areclam che tiravano. Poi le mille miglia, quando ci sporgevamo ben avanti per vedere la curva del Mazzini e quella della Lanterna Rossa incuranti delle sgridate degli adulti, e non trascuravamo il tifo per Enrico Molari alle corse del Lunedì di Pasqua. Per la notte di San Giovanni facevamo la Bottiglia, le foglie di fico, le “fave”. Per Noi, che chiedevamo 20 lire per andare alla Domus Nostra a vedere la TV, e Tino, che non li voleva dare alla Franca, diceva : “dis che la Domus Nostra l’è la casa di tutti, me, la mi perta a la vend, fatie dè dal pret”. Noi, che le serate di gala del Festival di San Remo le andavamo a vedere dai Luison con le collane di maccheroni al collo fatte dalla Lisa e la Gabriella.Noi, che finalmente abbiano avuto la televisione e ci siamo trovate a fare il gioco dell’uva!!!Noi, che abbiamo avuto queste FORTUNE, abbiamo avuto il piacere di ritrovarci per una sera e siamo:

a cura di Amedeo Olivieri su testo di Rinalda Antonioli

Silvana dal Pret (Silvana Romagnoli trasferita a Riccione) Jolanda -Wanda ad Gelo o Piton (Jolanda Venturelli, Wanda Venturelli trasferita aGabicce) Carla ad Nunzio (Carla Casicci trasferita a Riccione) Dina e Martina dli arguzie (Dina Vannucci, Martina Vanucci trasferita a S.Giovanni) Clelia (la era nu ste da Singian) (ritornata a San Giovanni) Marisa e Elide Gentilini Cesarina e Lella ad Bascianel (Cesarina Giunta, Gabriella Giunta trasferita a Bologna Lali e Vera sd Donzelli di zocle (Alba, trasferita a Misano e Vera Badioli) Rosa Bianca dla Bibi (quela che tal Comun Lac feva i varul) Marina la parrucchiera (la è riva ch’a simie grandegn (La Franca la ha duvù cambiè miscer) Maria ad Cesarino ad Cicacota (Maria Lorenzi) Graziella ad Pitrin di coc (Graziella Fabrucci trasferita a Rccione) Rina di Stracer (Rina Donzelli) Carlotta e Franca dla Pitrunela (Carlotta Bartoli Patrignanelli, Franca Patrignanelli) Alberta dla Maria ad Matteucci Alberta PlatiSilvana e Angela ad Putanac (Silvana Patrignani trasferita aGabicce, Angela Patrignani) Angela ad Guerrino dal pusteg (Angela Conti trasferita a San Giovanni) Rinalda e Antonia dla Rungaina (Rinalda e Antonia Antonioli) Gabriella di Luisun (Gabriella Magi) Angelina di Luisun (Angelina Melchiorri) Piera Colosio Angelina dli Bascegne (Angela Vanzolini) Mirella dla Titina (Mirella Bordoni) Anna dla Gurga (Anna Cervesi) Angela ad Ciciacota (Angela Cecchini) Brunetta la Triestina (Bruna Drioli) Rita ad Cinciaca (Rita Lazzari)

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