Intervista a Sergio Maestri, presidente della Cooperativa Sociale Valconca

Cooperativa_Sociale_Valconca

Tratto da Cubia n° 59 – Febbraio 2007

Alla sera ci si sente contenti

Ci sono stati degli sviluppi negli ultimi tempi nel confronto con l’Amministrazione di Cattolica? La Cooperativa rimarrà nell’attuale area, o ci sono prospettive diverse?

I nostri amministratori comunali mi hanno confermato la volontà di collaborare con la Cooperativa e hanno riproposto la possibilità, nell’eventualità che si dovesse spostare la sede della Cooperativa con tutti i laboratori, le attrezzature, le serre, di darci uno spazio al centro del paese. Non sappiamo dove sia, ma farebbe molto piacere, a noi e soprattutto ai ragazzi, stare in un posto centrale, per avere contatti continui con la città, con la gente di Cattolica, perché il problema principale di queste persone è l’isolamento in cui si trovano: per loro, infatti, la città, così come i loro famigliari, non ha molta disponibilità per poterli seguire continuamente. Avendo, invece, una struttura in una zona centrale, i ragazzi sarebbero sempre in contatto con l’esterno, potrebbero socializzare; i cittadini, d’altro canto, conoscerebbero meglio la nostra realtà e come vivono questi “ragazzi” di diverse età; potrebbero vedere cosa la cooperativa è in grado di fare per loro. A me piacerebbe che la gente potesse seguire i ragazzi anche nei progressi che fanno: si vedono persone che, quando arrivano qui, hanno dei problemi grossissimi, ma molti nel giro di pochi mesi fanno dei progressi impensabili, che spesso sono dovuti proprio al contatto continuo con l’esterno.

Si può davvero dire che è cambiato il clima attorno alla sua cooperativa? Non sembra più così pessimista come qualche tempo fa…

Il Comune ci ha confermato la possibilità di potere restare in città e potere costruire una casa residenziale, magari autogestita da persone che non hanno dei problemi molto gravi, dove potere avere, oltre che i nostri laboratori, anche le nostre serre, dove si producono fiori, e dove si dà la possibilità ai ragazzi di vedere il risultato del loro lavoro; un posto appunto dove i ragazzi possono vedere questi risultati, dove possano essere a contatto e parlare con la gente esterna. Abbiamo visto da un po’ di tempo che c’è una grossa apertura da parte dell’amministrazione; c’è stato un cambiamento a U da parte della politica nel modo di rapportarsi con noi: non sappiamo a cosa sia dovuto, ma dobbiamo ringraziare l’Amministrazione per questa apertura. 

Non solo a Cattolica la risposta è positiva…

Anche altri comuni si stanno aprendo a forme di collaborazione con noi. Le attività principali che noi svolgiamo sono nel settore del verde. E in questo settore stiamo lavorando bene: in particolare, il comune di Riccione, di cui abbiamo 16 ragazzi inseriti in Cooperativa, attraverso la GEAT ci ha dato una commessa di lavoro di potatura di ben 1.500 piante, assieme ad un’altra cooperativa di Rimini. In questo modo siamo riusciti ad inserire nel mondo del lavoro persone che diversamente non hanno altra collocazione, o possibilità di essere assunti da aziende normali.

Quali sono le altre attività che riuscite a portare avanti?

Gli altri lavori che portiamo avanti: uno in una industria di Coriano, dove si fa la selezione del materiale differenziato che viene raccolto nei vari centri; qui abbiamo undici persone. Poi ci sono i laboratori, dove stanno i ragazzi un po’ più gravi, dove abbiamo il centro protetto con le persone che hanno grosse difficoltà. Questi ragazzi operano nelle serre, dove sviluppiamo il settore della floricoltura. Abbiamo inoltre settori ricreativi, culturali, dove svolgiamo per queste persone più gravi attività di carattere ricreativo-culturale, portandoli anche in piscina al nuoto; abbiamo un gruppo dell’AVULSS, e di insegnanti che fanno un corso di cultura generale a cui si dedicano con molto entusiasmo, anche accompagnando i ragazzi a mostre fuori Cattolica. Facciamo un corso di danza; abbiamo il capitano Voltolini che ci fa un corso di arte marinara; uno psicologo viene tutte le settimane per parlare coi ragazzi; siamo in procinto di fare attività di ginnastica tramite un signore che si è offerto.

Un bel po’ di iniziative per una cooperativa che non ha scopo di lucro!

Noi ci sobbarchiamo il compito di assumere persone che non possono avere la produttività richiesta da altre aziende; per noi è un impegno morale, abbiamo una logica diversa, non la logica del guadagno; difatti siamo una cooperativa ONLUS, dove mancano il profitto, i dividendi. Ci sentiamo orgogliosi di portare avanti un simile discorso, lo sentiamo come una missione e siamo contenti. Abbiamo lottato molto ed oggi la nostra attività è vista come molto utile, per i ragazzi e per tutta la comunità cittadina. E alla sera ci si sente contenti per aver fatto qualcosa di utile per la società.

Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i collaboratori, gli amministratori e tutte le persone di buona voltontà, che in qualche modo ci aiutano a portare avanti l’attività della Cooperativa. Auguriamo a tutti un Buon Natale e un felice anno nuovo.

di Ignazio Rotondi

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