L’ultimo minuto

bombe_intelligenti

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Lunedì 21 Settembre mentre i vertici di stato e chiesa celebravano all’unisono i funerali dei sei parà uccisi in Afghanistan, ai bambini d’Italia dai tre anni in su è stato chiesto dal ministro dell’Istruzione Gelmini di osservare nelle proprie aule un minuto di silenzio. Ma a noi docenti, lo sguardo delle alunne e degli alunni che quotidianamente ci interroga, ricorda che l’obbedienza non è più una virtù. Occorre un soprassalto di dignità. Uno spasmo di consapevolezza professionale. La Scuola a servizio della quale mettiamo le nostre forze, le nostre intelligenze e le nostri passioni è quella della Costituzione della Repubblica italiana e non una degenerata scuola ministeriale. Allora dobbiamo urlarlo, gridarlo con tutta la forza che ci è rimasta in questi corpi che ancora non sono in vendita a nessuno, tantomeno alla miseria umana di una Gelmini di turno: La Scuola della Costituzione italiana RIPUDIA LA GUERRA E QUELLO CHE STIAMO FACENDO IN AFGHANISTAN SI CHIAMA GUERRA. In otto anni di questa assurda presenza sono morti almeno 11 mila civili afgani innocenti per i quali non un secondo di silenzio è stato osservato nella scuola ministeriale. Possiamo raccontarcela tra noi che siamo là per una ricostruzione mai avvenuta e per una pace mai voluta dai signori delle armi ma LASCIAMO FUORI I BAMBINI DA QUESTA RETORICA PUTREFATTA. Glielo dobbiamo, se la parola verità ha ancora un senso. Glielo dobbiamo, se osiamo sperare che un giorno nessuno di loro per sentirsi eroe abbia bisogno di imbracciare un mitra o sganciare una bomba intelligente. Quando gli unici eroi rimasti saranno quelli che si rifiutano di andare in guerra per quanti soldi gli possano offrire serviranno, solo allora, l’ultimo minuto di silenzio prima di cantare e danzare la vita per sempre.

di Amedeo Olivieri e Daniela Franchini

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