La dendrochirurgia

 

intervento di dendrochirurgia

intervento di dendrochirurgia

 

 

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

La dendro-cosa? Chirurgia? Sulle piante?

Non è che siamo finiti in una puntata di E.R. e il famoso pronto soccorso è invaso dalle piante? Oppure il Dottor House, tra una diagnosi e l’altra si diletta a potare alberelli?

No, no, niente di tutto questo. La dendrochirurgia (da “albero, a forma di albero”) è una tecnica che permette al tecnico di agire sulle piante proprio come un chirurgo e asportarne le parti ammalate.

Ad esempio, un albero malato di carie del legno (una alterazione profonda del legno, il quale perde le sue caratteristiche fisico-meccaniche e si trasforma in un ammasso spugnoso) veniva sottoposto ad asportazione di tutto il legno malato, si disinfettava la cavità formatasi e il legno sano messo a nudo veniva ricoperto di pasta cicatrizzante.

Con il passare degli anni, però, si è visto che la malattia tornava ad aggredire la pianta e che asportare il legno compromesso fino ad arrivare al legno sano era controproducente. Perché?

Quando noi umani ci tagliamo, il nostro corpo mette in atto tutta una serie di strategie per bloccare la fuoriuscita di sangue, evitare che patogeni possano entrare nella ferita infettandola e cicatrizzare la stessa il prima possibile.

Anche gli alberi possiedono capacità simili alle nostre. Solo che non lo sapevamo.

Questo concetto sta alla base della teoria della compartimentazione di un luminare che corrisponde al nome di Alex Shigo, i padre della moderna arboricoltura: egli sostiene (e dimostra) come un albero ferito o sottoposto a potatura metta in atto una serie di barriere dette “compartimentazioni” per bloccare e isolare il diffondersi di malattie come la carie del legno.

Secondo questa teoria, l’albero reagisce al taglio isolando, o meglio compartimentando la zona del taglio con quattro distinte barriere come un sommergibile che, con la chiusura dei portelloni stagni, confina la falla ed evita che l’acqua invada lo scafo, allo stesso modo l’albero cerca di isolare la parte danneggiata.

La prima blocca la diffusione del patogeno in direzione verticale, la seconda è incarnata dagli anelli annuali di accrescimento che impediscono lo sviluppo centripeto della malattia, la terza è formata da una barriera che si oppone alla diffusione laterale e la quarta si forma appena inferta la ferita, creando un tessuto legnoso diverso da quello asportato in grado di impedire lo sviluppo di una eventuale malattia nei nuovi anelli che si formeranno dopo la ferita.

Questo sistema difensivo è presente su tutta la pianta, ma è particolarmente attivo nei punti di attacco dei rami al tronco.

A differenza degli animali, gli alberi sono incapaci di sostituire, nella stessa posizione, cellule morte e non dispongono di un sistema immunitario per difendersi dagli agenti estranei e/o patogeni. L’albero cerca di contenere il danno attivando queste barriere in modo da isolare il legno danneggiato ed evitare altri possibili danni al legno sano. Viene definita “zona di barriera” e, pur essendo molto efficace e quindi in grado di creare una separazione dall’area malata, non è molto flessibile e ciò comporta una debolezza strutturale che può portare alla formazione di fratture interne al legno (i cosiddetti crack).

Shigo pensa all’albero come un organismo vivente non solo come ad una pianta ornamentale malata, da qui la sua  ricerca delle tecniche più adatte molte delle quali riconosciute ed usate in tutto il mondo per il loro valore.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Ambiente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...