Luciano Gaudenzi

Tromba

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Appartenevo alla generazione dei giovani musicisti del dopoguerra, che ha dovuto confrontarsi con la cruda realtà di tempi difficili. Nonostante le tante vicissitudini causate dal conflitto mondiale. Luciano s’è avvicinato alla musica iniziando lo studio della tromba, sua grande passione.

Il padre Pasquale (Pasquel), già suonatore di violino, sassofono, clarinetto e chitarra, in qualche modo aveva dato l’imput a Luciano, che già da piccolo appariva portato per la musica. Un ramo della famiglia Gaudenzi, nei primi del ‘900 aveva gestito l’osteria da “Zizzì”, dando vita al primo (anche se rudimentale poiché si trattava d’uno stallatico) dancing di Cattolica (vedi articolo su Cubia n.84 Osteria Dancing da “Zizzì”).

Ho conosciuto Luciano attraverso i racconti dei suoi colleghi musicisti: il maestro Luciano Gennari, Antonio Fabbri, Luigi Rinaldi, Luciano Scadassa, Rolando Caforio ecc. i quali mi hanno tracciato il suo profilo artistico, mettendone in risalto la straordinaria sensibilità che riusciva a trasmettere al pubblico e ai colleghi con un cantabile (come si usa dire in gergo) molto raffinato, che procurava forti emozioni. Un vero professionista, un musicista serio e affidabile, sempre elegante sul palco (allora, infatti, era d’obbligo la divisa), sempre disponibile per qualsiasi situazione.

Luciano ha fatto parte di tante formazioni orchestrali, partecipando a diverse manifestazioni musicali, com’era in uso nel dopoguerra, e suonando nei migliori locali dell’epoca: Dancing Las Vegas, Terrazze del Kursaal, Dancing Fulgida, Dancing Casanova, ecc.., affiancato sempre da validi musicisti. Ha fatto anche parte della Big Band diretta dal maestro Cesaroni.

Mi piace ricordare un simpatico episodio capitatogli durante la sua vita artistica: durante una trasferta fuori Cattolica, il mezzo di trasporto con cui viaggiava la sua band andò in panne: poiché non c’erano altri mezzi, gli organizzatori della festa accorsero in loro aiuto con l’unico mezzo disponibile in quel momento, un’ambulanza, sulla quale caricarono musicisti e strumenti. Indubbiamente una giornata nera, ma al tempo stesso divertente.

A detta del maestro Gennari, Luciano possedeva una grande musicalità, che gli permetteva di fischiettare addirittura una partitura musicale a prima vista senza alcuna difficoltà, con grande stupore dei suoi colleghi, i quali, pur avendo una migliore cultura musicale, non riuscivano, se non col proprio strumento, a leggere la partitura in quel modo.

Verso la metà degli anni ’50 giungevano dall’estero molte richieste di formazioni orchestrali italiane (la nostra musica è stata ed è tutt’ora apprezzata all’estero), fu per questo che tanti orchestrali scelsero questa strada come professione, spinti soprattutto dalla necessità economica.

Luciano, invece, decise di rimanere a Cattolica, abbandonando la musica e dedicandosi al commercio dei mobili col fratello Athos, che aveva un’azienda avviata.

Anche se il rapporto con la musica era ormai terminato, il negozio di Luciano costituiva un punto d’incontro per tutti i musicisti che avevano condiviso le proprie esperienze musicali ed erano rimasti amici: ogni tanto si fermavano per chiacchierare, intrattenendosi a ricordare i bei tempi passati.

Succede spesse volte che gli amici di Luciano gli chiedessero piccoli prestiti, firmando la solita cambialina. Infatti, essendo nel commercio. Luciano aveva qualche possibilità in più rispetto ai suoi colleghi e certamente non negava loro questi piccoli favori in nome della vecchia amicizia.

In occasione della mostra fotografica “Tintarella di Musica” – storia del passato di Cattolica attraverso i dancing, sono state esposte diverse foto di Luciano Gaudenzi nelle vesti di musicista, con tutti i colleghi che l’hanno affiancato. Erano esposte anche quelle del padre Pasquale, uno dei primi pionieri della musica a Cattolica. Molti visitatori della mostra hanno scritto sui registi della Mostra le loro impressioni e sensazioni a proposito di questi bellissimi ricordi del passato. In particolare per Luciano Gaudenzi, oltre a quelle delle sue figlie, mi hanno colpito le frasi scritte da una sua nipotina: “Tassello fondamentale della storia di Cattolica, locali mitici e personaggi indimenticabili. Vedere le foto di mio nonno Luciano che suona la tromba felice e spensierato che diverte le persone. E’ stato emozionante essere venuta a sapere dell’importanza di tutti questi musicisti, e dei locali che hanno contribuito alla storia del passato di Cattolica. L’Eden Rock! uno dei mitici locali. Bellissima mostra bellissime immagini. La nipote Elisa”.

Luciano rimane sempre vivo nel cuore della famiglia: la moglie Anna, i figli Monica e Elisabetta, i fratelli Athos e Vinicio, e di tutti gli amici. Ringrazio vivamente tutte queste persone, in particolare il fratello Athos, che ha donato all’Archivio Fotografico del Centro Culturale Polivalente di Cattolica tantissime immagini che raccontano la storia del nostro bellissimo paese.

di Roberto Bozza

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