Cara Vecchia Esedra

 

Miss Cattolica 1947

Miss Cattolica 1947

Tratto da Cubia n° 94 – Agosto/Settembre 2009

Più gelose che curiose, in piedi sul cordolo della recinzione, cercavamo di spiare all’interno attraverso la rete.

Una bussatina sulla spalla ci fece presagire il solito rimbrotto di Franco Clementi (Muschìn).

Non fu così!

Era il gestore (Lino d’al Cursòr): “Perché non entrate?”, ci chiese.

“Eh, caro! Stasera di soldi per la consumazione…. nemmeno l’ombra! E l’abbigliamento: l’hai visto?”.

“Se fate tappezzeria, senza mettere in pista nemmeno la punta dei piedi, la consumazione vi sarà offerta”, replicò.

Il sacrificio era davvero grande, ma il gioco valeva la candela. Affare fatto!

Lino doveva improvvisare una giuria per l’elezione dell’ennesima “Miss Cattolica” e aveva allestito un tavolo ricoprendolo con un drappo lungo fino a terra. Vi erano posate pile di depliant, matite, foglietti bianchi, un enorme mazzo di fiori e un microfono per il presidente.

Dàmm c’al tzinalòn e arvènza un minut t’al cesso” mi disse la Sina, sua moglie. Tornò di lì a poco, il tzinalòn si era nel frattempo arricchito un incartapecorito collo alla Stuarda da rialzare sulla nuca.

A un’altra fece acconciare i capelli in una crocchia che sembrava la ruota di scorta di un vespino.

Ci fornì catene, orecchini, collane…

Lino ci fece quindi accomodare al tavolo: davanti a ognuna, un long drink colorato come un pappagallo del Brasile, molto d’effetto! Faceva caldo e avevamo una sete da deserto, ma dovevamo andarci piano perché doveva bastarci tutta la sera.

Finalmente Paolo Corra diede la stura al concorso presentandone la giuria:

“Il Signor… fotografo, la Signora…. stilista di moda, la Signora… regista cinematografica, la Signora Mariagrazia Lenzi, critica d’arte! (Questa era io!).

Fatti in là! Laurea subitanea e grauita!

Fu eletta una bellissima ragazza e tutto filò liscio come l’olio davanti a un pubblico entusiasta ma meno numeroso del consueto, pur essendo Gualdi (Hengel) stato premiato con la “Bacchetta d’oro Pezziol

Non si era notato nessun palese tradimento da parte dei nostri “filarini”, che per la verità erano amori “turlulù” (el sa ela e nol sa lù). Ci eravamo beate di ottima musica, fregiate di meriti e culture, gustate la simpatia del “rosso”, la bravura di Enzo Fariselli, Bruno Marsigli e Paolo Zavallone e divertite da matti con un morbido Paolo Corra ancora più sudato di sempre.

Che imprenditori i Cattolichini!

di GiBì

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